Leggi in anteprima i testi di "Torno a casa a piedi", il nuovo album di Cristina Donà

24/01/2011

Esce il 25 gennaio "Torno a casa a piedi", il nuovo album di Cristina Donà. In anteprima esclusiva, vi presentiamo tutti i testi.



Miracoli

Io credo nei miracoli
che la gente può fare,
milioni di chilometri
per potersi incontrare,
per guardarsi negli occhi
e spiegare un errore,
per un gesto che forse
sarà l'unico che potremo ricordare.

Io credo nei miracoli
che la mente può fare,
milioni di chilometri
senza doversi spostare,
per creare una storia che prima non c'era
ed una nuova invenzione
quella che salverà l'umanità intera!

Forse non sai che la primavera
arriverà a prenderti domani sera.
Metti un vestito per l'occasione
preparati c'è la rivoluzione.

Tu credi nei miracoli
che la musica sola può fare,
e canti le canzoni
che ti han fatto sognare,
e ti danno la forza di combattere ancora
per ogni nuova battaglia
c'è una nota che ti canta in gola!

Forse non sai che la primavera
arriverà a prenderti domani sera.
Metti un vestito per l'occasione
preparati c'è la rivoluzione.
Io credo nei miracoli
che la gente può fare.

Un esercito di alberi

Un esercito di alberi al vento sei tu,
proteggi la mia testa da pensieri inutili e mi basta.

Un esercito di nuvole d'argento sei tu,
fai diventare il cielo
magnifico anche se non è sereno.
E non serve capire.

Esplodi nel mio cuore come una preghiera,
trovo una ragione che non conoscevo
ad insegnarmi cosa c'è che conta davvero.

Un oceano di giorni dove il tempo sei tu,
proteggi la mia testa dai ricordi inutili...

E non serve capire.

Esplodi nel mio cuore come una preghiera
e trovo una ragione di cui non so fare senza,
ad insegnarmi che c'è una nuova innocenza.


In un soffio

Stringo tra le mani il tempo che accelera
ti porta via da me
Cerco la risposta dentro a una musica
facile da ricordare.
Non sopporto le partenze con gli occhiali scuri
per nascondere la verità delle emozioni.
Giostre illuminate sullo sfondo delle strade
non ti possono fermare ora.

La vita
la, la, la, la, mi dicevi,
lo sai, io vado a cercarla altrove.
Bambina,
la, la, la non vedi
che ormai questo posto non ha più sapore.

Seguo l'orizzonte mentre una nuvola
mi porta via da te.
Suoni gentilmente come una dedica
che vorrei dimenticare.
Non sopporto gli urlatori nelle trasmissioni
che ti parlano di cose che non sanno fare.
Mordi le tue labbra mentre parlano d'amore
e non so se le vedrò tornare.

La vita
la, la, la, la, mi dicevi
lo sai, io vado a cercarla altrove.
Bambina,
la, la, la non vedi che ormai
questo posto non ha più sapore.

Ma tu devi resistere, credimi tornerò, tu devi resistere.

lo sai,
io vado a cercare altrove.
La, la, la, la, non vedi
che oramai da oggi non ho il tuo sapore.

Giapponese (L'arte di arrivare a fine mese)

Sollevare le borse della spesa con le mani,
poi cercare la macchina al parcheggio tra i fanali.
Cellulare? Forse si è spento mentre cercavo le chiavi.
Nelle tasche c'è sempre qualcosa che non ricordavi.

I palazzi ora mi vogliono abbracciare,
stralunata ancora una volta mi metto a fotografare.
Giapponese, io mi sento solo giapponese, giapponese, giapponese.
I semafori sanno che sono in ritardo.

Come ti senti? E' passato il peggio?
Vengo a svelarti l'arte di arrivare a fine mese.
Io mi sento solo
giapponese, giapponese, giapponese…

"Sono a casa" mi dici mentre scoppia un temporale.
Ho un sospetto: forse stanotte c'è il lavaggio strade?
Elefanti i suv della tangenziale.
Come fare per raggiungerti senza farmi esasperare?

Come ti senti? E' passato il peggio?
Voglio spiegarti l'arte d'arrivare a fine mese.
Io mi sento giapponese, giapponese, giapponese.

I semafori sanno che sto arrivando!

Questo sentimento un po'… giapponese...
un temporale giapponese, l'esploratore giapponese,
un cellulare giapponese, giapponese, giapponese
giapponese
un kamikaze giapponese su un calendario
giapponese per arrivare a fine mese
giapponese, giapponese.


Più forte del fuoco

Più forte del fuoco e dell'acqua che scende
c'è solo l'amore, esiste da sempre.
L'ho visto arrivare in un'alba cometa,
ha il tuo stesso sapore e lo sguardo di chi aspetta.

Più in alto dell'aria la terra si perde
rimane l'amore, il resto, forse, non serve.
L'ho visto tornare che non ci pensavo
e con poche parole, sai, mi ha ricordato...

che sei tu il suo riflesso,
che tu il suo riflesso.

C'è quella frase che dice: "chi ha già provato le ortiche riconosce la seta".

Tra le distese e le case vorrei poterti incontrare, per dirti...

Più grande del sole e di quei grattacieli
è di certo l'amore anche se non lo vedi.

Un demone e un santo, la stessa moneta.
Se l'odio ti schiaccia l'amore come sai ti risolleva.
E sei tu il suo riflesso
e sei tu il suo riflesso.
Devi guardar le ferite
se hai già provato le ortiche riconosci la seta
Tra gli aeroporti e le case vorrei poterti incontrare per dirti che sei come la seta.
E sei tu il suo riflesso
tu il suo riflesso.

Aquilone

Lunedì occhi aperti,
guardi fuori e ti arrendi.
La città alle sette del mattino.

Sulla strada di sempre
le automobili ferme.
Lunedì e già son troppe le parole.

Insegui l'aquilone perduto nello spazio,
in cerca di un pensiero per niente allineato.

Come pioggia distante
il rumore della gente.
Venerdì
e sul tavolo hai trovato le sue rose.

Insegui l'aquilone perduto nello spazio,
in cerca di un pensiero per niente allineato.

Come pioggia distante
il rumore della gente.
Insegui…
insegui l'aquilone
perduto nello spazio,
in cerca di un pensiero
per niente allineato.

Insegui l'aquilone
perduto nello spazio,
in cerca di un pensiero.


Torno a casa a piedi

Perdona il ritardo, perdona lo sguardo sciupato sotto a un trucco disperato.
Scusa non ricordo quello che ci siamo detti, ero troppo occupata a guardarti.

I debiti, i consigli, gli scontrini, siamo circondati e anche un po' cretini.

Hai già affrontato quei problemi? Intendo con lei hai chiarito le tue posizioni?
No, non vorrei mai che qualcuno là fuori vedesse che mi tieni le mani.

Le scarpe, i contratti e i sofficini, siamo spaventati e anche un po' bambini.

Mi han detto che non c'era più posto sulla nave per Creta a fine marzo allora, ho deciso, rimango, ma tu sei stanco.
Cosa credi? Vuoi tornare a casa a piedi.

Perdona, sono a terra, ho saltato anche la palestra e per giunta il metrò non funziona.
Come sarebbe nel week-end non ci sei? Pensi sia meglio che io resti un po' sola?

I ritratti, le mogli ed i vicini, siamo abbandonati ai nostri destini.

Ma cosa faranno mai le persone con le idee e la passione? Qui c'è solo da reinventarsi!
Tu osservi il nuovo taglio di capelli, lo so che ti piacevan lunghi, ed ora fai fatica a sopportarmi.

I debiti, gli sbadigli ed i vaccini, siamo controllati da cretini.

Mi han detto che non c'era più posto sulla nave per Creta a fine marzo allora, ho deciso, rimango, ma tu sei stanco.
Ti ho detto che non c'era più posto sulla nave per Creta a fine marzo, comunque, ho deciso, rimango anche se tu sei stanco.
Cosa credi? Sono io che torno a casa a piedi.

Bimbo dal sonno leggero

Bimbo dal sonno leggero dovresti dimenticare
tutte le vite passate ed i rancori per tua madre.
Certo che ci credo ti vorresti addormentare
ma i rumori del mondo non ti lasciano tregua.
Senti le voci nei campi, ascolti le confessioni
di giovani soldati, sentinelle dei ponti.

Sulla stessa riva restiamo a guardare la notte che scende.
Sulla stessa riva torniamo per ogni stella che si accende.

Bimbo dal sonno di vetro facile da frantumare
portami dov'era la tua casa di ieri.
Certo che lo so anch'io dovrei dimenticare
tutte le colpe passate ed i rancori per mia madre.

Sulla stessa riva restiamo a guardare la luna nascente.
Sulla stessa riva torniamo per ogni stella che si spegne.

Tutti che sanno cosa dire

E' da un po' che non ti sento e mi manca
la tua voce colorata così sincera.
Ho comprato un altro fiore e mi da speranza,
ogni tanto un desiderio s'avvera.

E' da un po' che non ti sento e di notte
c'è la luce dei lampioni a tenermi sveglia.
E' velenosa la curiosità
di chi parla troppo e non pensa.

Tutti che sanno cosa dire,
tutti che sanno cosa fare.
Tutti che sanno cosa dire,
tutti che sanno come fare.

Ho lavato con cura gli armadi
anticipando il cambio di stagione.
C'è bisogno d'ordine e tranquillità
per non indurmi in tentazione.

E' da un po' che non ti vedo e mi manca
la tua faccia spalancata di sogni eterni.
Ti muovi sempre con dignità
mentre gli altri stanno fermi.

Tutti che sanno cosa dire,
tutti che sanno cosa fare.
Tutti che sanno cosa dire,
tutti che si vogliono salvare.

Tutti che sanno cosa dire,
tutti che sanno cosa fare.


Lettera a mano

Sulle pagine bianche cade inchiostro nero,
è il sangue del mio pensiero.
Sono frasi annodate a parole orchidee.
Carezze disegnate, come fossero vere.

L'ho scritta ieri, l'ho scritta a mano
guardando il tramonto dal ventesimo piano.
Una lettera chiusa con la lingua asciutta
da portarti a casa prima della partenza.

E' questione di sguardi di un incontro banale.
Non sapevo dov'ero ma salivo le scale.
C'è una lettera chiusa sulla lingua ubriaca,
da portarti a mano prima che tutto accada.

Se partire e fuggire fanno spesso rima,
una cosa è certa questa mattina:
ho paura a volte di aver perso qualcosa,
ho paura sempre di rimanere sola.

Di rimanere sola



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