L'uomo che rese possibile suonare l'aria: breve storia di Léon Theremin

31/03/2015 di

Il 1919 è un anno che ha consegnato alla storia uomini ed eventi notevoli: la prima guerra mondiale si trascina verso la fine, la Germania firma il Trattato di Versailles, negli Stati Uniti vengono vietati produzione e consumo di alcolici, nascono lo scrittore J.D. Salinger, la società sportiva Pro Patria e Giulio Andreotti. Mica male.
Nello stesso anno avviene una scoperta tanto casuale quanto romantica: è possibile suonare l'aria.

Questa miracolosa novità dei primi anni del novecento si deve a Lev Termen, un rigoroso e concentratissimo tecnico elettronico assoldato dall'esercito russo per curare le apparecchiature in uso durante la guerra, che con l'espressione seria di chi non perde tempo, durante una serie di esperimenti sugli amplificatori valvolari si rese conto che avvicinando ed allontanando le mani dalle stesse volavole si generava un fischio modulabile in intensità e frequenza. Ne rimase affascinato.
Lo stupore per la scoperta fu abbagliante: come un bambino che sente per la prima volta la voce della madre, Léon Theremin (questo il nome francesizzato del sovietico) iniziò a sperimentare, spinto dalla bellezza nuova di quel suono simile al canto delle sirene, e grazie alle sue capacità in campo elettronico in breve tempo creò uno strumento musicale rivoluzionario che era in grado di generare un suono etereo e sinuoso solamente captando il movimento delle mani nel vuoto, e lo chiamò Eterofono.
Una scatola metallica contenente dei circuiti da cui spuntavano due antenne, una diritta verso l'alto, l'altra disposta di lato, a forma di anello: questo era l'aspetto avanguardistico di quello che diventò uno dei primi sintetizzatori musicali della storia.



Vent'anni prima Taddheus Cahill inventò il Telharmonuim, un macigno di 200 tonnellate pieno di tasti che si può considerare l'antenato dell'organo Hammond, che però mancava della caratteristica unica e speciale dell'Eterofono, ovvero la possibilità di suonare senza toccare alcuna superficie. La magia dell'invisibilità che si faceva musica stupiva chiunque, e Theremin, che era anche violoncellista, portò la sua creatura nei circoli che frequentava riscontrando grandi apprezzamenti. Ma dietro a quelle fluttuanti armonie c'era il genio di un uomo e Lenin, dopo aver constatato di persona quel prodigio, decise di esportarlo in tutta Europa per propagandare le capacità dei nuovi uomini sovietici. 

Londra, Berlino, Parigi: ovunque andasse il nuovo prodigio del regime russo i teatri venivano presi d'assalto, tutti volevano ascoltare il suono dell'aria. Nel 1928 Léon ed il suo strumento giunsero a New York, si avvicinarono a grandi personalità come il direttore d'orchestra Arturo Toscanini e magnati dell'industria come Henry Ford, e da lì a poco venne fondata un'azienda grazie alla quale l'Etrofono venne sviluppato e riprodotto. Per l'occasione, come fosse un suo figlio, lo strumento prese il nome del suo padre creatore, appunto Theremin.
In seguito i diritti sulla produzione commerciale vennero ceduti alla RCA, ma il periodo non era dei più economicamente felici. La prima guerra mondiale aveva portato ad una forte svalutazione dei mercati, dovuta anche al crollo della borsa americana di Wall Street, ed il Theremin aveva un prezzo tutt'altro che accessibile. Per questo la diffusione di massa si rivelò impossibile. 

Qualcuno che rese il Theremin parte fondante della sua carriera artitistica però è esistito: Clara Rockmore è ritenuta ad oggi la più grande virtuosa dello strumento. Giovane studentessa lituana di musica, a causa di problemi alle ossa dovuti alla malnutrizione dovette cercare un'alternativa alla sua grande passione per il violino. Fece così il suo incontro con Léon Theremin nei primi anni '30 a New York, il quale accogliendola come una sorta di musa, le insegnò a suonare l'aria e ad incantare le platee come aveva fatto lui fino a quel momento.
La mano sinistra con movimenti lenti e regolari si avvicina ed allontana dall'antenna circolare per dare dinamicità al suono, la mano destra invece compone le note, sia le dita che il polso aiutano l'antenna verticale ad emanare sibili tanto più acuti quanto minore è la distanza da essa. Una danza nel vuoto che Clara interpretava come nessun altro, come una sirena, con quella musica melliflua che ipnotizzava e rendeva memorabile ogni esibizione, tanto che lo strumento che rendeva possibile tale esperienza diventò per molti il "Claramin" in suo onore.

La storia del Theremin e del suo inventore ha però anche un risvolto oscuro. Fino al 1938 Léon continuò l'attività di inventore e musicista nella sua azienda in America, per la quale passarono grandi artisti del calibro di George Gershwin, Maurice Ravel, Charlie Chaplin, Albert Einstein. Diede alla luce altri strumenti musicali basati sui principi del suo eterofono come il Theremin-cello (un violoncello elettrico) e il Rithmycon (un generatore di ritmi) e iniziò a produrre sistemi d'allarme fondando l'azienda Teletouch. Ma l'onda della popolarità raggiunta dieci anni prima inizò a svanire, e l'arricchimento auspicato non avvenne mai. Poi la scomparsa nel nulla. Non è chiaro se furono i servizi segreti russi (il NKVD, poi KGB) a toglierlo di mezzo o se sparì dalla società spontaneamente, ma quando rientrò nel suo paese il regime stalinista non gli riservò alcun trattamento di favore, bensì lo fece internare in un campo di lavoro con l'accusa di contaminazione imperialista.
Dopo qualche anno di collaborazione in campo spionistico, venne restituito alla sua vita di uomo libero con molti punti interrogativi. Non è mai stato verificato il sospetto che la sua figura di musicista fosse una copertura e che Léon lavorasse fin dagli anni '20 come spia per l'esercito sovietico, allo scopo di conoscere i segreti militari americani.



A settant'anni Léon Theremin tornò a dedicarsi al suo unico e grande amore, il Theremin. All'università di Mosca perfezionò lo strumento e ne studiò un modello polifonico, ma fu poi licenziato dopo l'apparizione di un articolo del New York Times che ne rivelava l'attività. L'università si premurò anche di distruggere tutta la sua strumentazione e di impedire che si tenessero altre ricerche sulla musica elettronica. 
Nel 1993 il genio di Lev Sergeèvic Termen si spegne mentre nella sua mente ancora scintillava una nuova teoria visionaria sulla longevità dell'uomo, follia o lucide intuizioni mai elaborate concretamente che rendono eterna la memoria dell'uomo che ha reso possibile suonare l'aria.

Tag: storie strumenti

Commenti (2)

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  • Microrchestrina Situazionale Zauber 31/03/2015 ore 18:04 @mszauber

    Bello! I tempi sembrano ormai maturi per una diffusione dello strumento ad un livello popolare, speriamo.. ho una visione, una orchestra intera miagolante di theremin..

  • Adri 06/04/2015 ore 19:45 @Adri

    Adri

    Grazie per l'articolo. Una fantasticheria storica ben descritta che ti fa sognare rivivendo i momenti e le relative emozioni.

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