Three in one gentleman suit

La Tenda - Modena Live report, 23/11/2013

Tutte le foto sono di Giulia Rizzini - Dieci anni di carriera per i Three in one gentleman suitTutte le foto sono di Giulia Rizzini - Dieci anni di carriera per i Three in one gentleman suit
28/11/2013

Per i dieci anni di "Battlefield in an Autumn Scenario" i Three In One Gentlemen Suit hanno organizzato un concerto celebrativo radunando tutti gli artisti con i quali hanno condiviso concerti ed eventi nell'ultima decade. Chiara Angius, cuore in mano, racconta.

Quattro minuti. Questo è più o meno il tempo che ci vuole a leggere questo report.
In una manciata di minuti potete postare su Facebook una foto di un gattino che canta “Viva la Vida Loca”, fare una pipì veloce con lavata di mani annessa, chiamare vostra madre per dirle che fa freddino e che sì, avete mangiato ma molto probabilmente vi sta venendo il raffreddore, oppure potete guardare il video di quella povera stellina di Miley Cyrus costretta a lavorare in cantiere, smantellando muri e leccando martelli. Queste sono tutte valide alternative per risparmiare il vostro – forse - prezioso tempo in caso vi aspettiate un articolo oggettivo, una concatenazione di azioni e conseguenze avvenute nella serata in questione. Qui a lavorare a giri alti non è tanto il cervello, ma il muscolo cardiaco. Qui la prosa cede il posto alla poesia. Se le vostre aspettative non coincidono con quanto detto, inutile dire che siete nel posto sbagliato, state leggendo l'articolo sbagliato. Chiudete tutto. Qui si parla di altro. In soldoni, questo è un report da strizzate al cuore. Fidatevi di me e soprattutto non fatemi cadere nella banalità dei detti popolari, tipo: “uomo avvisato mezzo salvato”.



Che puoi fare e dire quello che vuoi ma non si inganna il tempo passato e dieci anni tanto meno, non lo dico solo io ma anche lo specchio nel quale ci guardiamo ogni mattina. E io lo so che questa serata non è stata un tentativo di recuperare qualche minuto di quelle giornate preziose andate, la solita operazione nostalgia di quando si era più magri, meno stempiati e con quella convinzione lì di essere preparati a tutto, di poter dormire sempre quattro ore a notte senza svegliarsi con una bestemmia al posto del buongiorno, di poter mangiare ripetutamente sassi fritti senza scomodare l'amico reflusso gastroesofageo, o di quando parole come mutuo-lavoro-bollette ci sembravano così lontane da scambiarle in nomi di nuovi segni zodiacali futuristici.
Ma per aprire una piccola parentesi di serietà vi dico anche che qui il rammarico di un qualcosa che è andato non c'entra proprio niente, sarebbe stato triste, credo che il punto focale sia stato il rendere omaggio a un tempo passato che ha dettato legge al tempo vissuto successivo. Un tempo che i Three In One Gentleman Suit non hanno subito ma scelto come viverlo, disco dopo disco, live dopo live. Che tutta la questione del decimo compleanno alla fine sia stato semplicemente il rintracciare un modo per permettere alla coscienza di ritrovare e dare maggiore sincerità, intensità e pienezza ai momenti futuri, attraverso un qualcosa che a suo tempo ha dato l'inizio a un percorso ancora in movimento, non solo musicale. Quel qualcosa è “Battlefields In An Autumn Scenario”, un disco, certo, ma anche l'inizio di un diario di bordo, un filo rosso che suppongo abbia legato insieme tante persone, parecchie storie, e non solo di chi l'ha vissuto in prima persona. Ed è per questo che Giorgio Borgatti, Paolo Polacchini e Federico Alberghini hanno deciso di dividere alcuni brani e il palco con diversi amici.



Detto questo, il momento pesantezza è finito. Ad aprire la serata alla Tenda di Modena è stato Bob Corn, e credo che solo lui poteva dare il via a tutto questo, è stato la sicurezza, il conforto, la naturalezza del: “vedrete andrà tutto bene, come sempre del resto”. Beh, poi che vi posso dire su un live di Tiziano Sgarbi, già sapete, di un candore e di un fascino veramente raro.
I primi sei pezzi, interamente scelti da “Battlefields”, sono stati eseguiti esclusivamente dai TIOGS, raffinati come non mai con una sintonia inappuntabile, in pochi secondi sono diventati i custodi di un suono immortale tutto loro, regalandoci un'atmosfera intrisa di una tensione emotiva sconvolgente. Una musica da cui non puoi difenderti ma da cui puoi solo lasciarti trasportare, trapassare e trasformare.
Il primo a salire sul palco e a riscaldare del tutto la situazione cantando “Hi-Fi Burnout” è stato Maolo Torreggiani (Sin/Cos), seguito dopo alcuni pezzi dal basso di Enrico Baraldi. Un basso scuro, deciso, capace di disegnare ritmi, tratteggiare tessiture sonore, che ha reso “Modern Age Apologies”, ancora più potente e incantevole. “The Colour Is Gray” è stato suonato da Sergio Carlini, chitarrista dei Three Second Kiss, e bisogna dirlo, dai: è stato uno dei momenti più alti in assoluto della serata, poche persone possiedono la sua eleganza e la sua forza espressiva. Sicuro, ruvido quanto basta, a tratti presuntuoso perfettamente inglobato con i TIOGS ha regalato alcuni minuti di indiscussa e inconsueta bellezza. Vedere suonare Sergio mi lascia sempre ammutolita, e non capita spesso.


Capra dei Gazebo Penguins è un altro che di presentazioni non ne ha bisogno, un perfetto animale da palco, quello è il suo posto, non riuscirei a immaginarlo in altri ambienti, a fare altro, si vede, e anche stasera con “Confusion is Plasure” l'ha dimostrato ulteriormente. Penultimo pezzo “GB's Deer Hunting” è stato eseguito da Alessandro Zanotti (chitarrista dei Death of Anna Karina-Ornaments) e da Adriano Pratissoli (batterista Death Of Anna Karina), e niente, vederli suonare è sempre una roba quasi mistica, trascendentale ormai, non tanto per la bravura tecnica perché quella c'è sempre stata, sto parlando di altro. Di una spiccata attitudine a saper creare un mix ammaliante di suoni abrasivi, a tratti lancinanti ma mai scomposti, eseguiti con una autenticità disarmante, capace di plasmare un'intimità sognante e superba.



In conclusione posso dirvi che ogni momento è stato di un'intensità fuori livello rispetto all'umana logica, una morbida tensione introspettiva ad alto voltaggio, questa è stata la sensazione finale. Una serata da ricordare e da trascinarsi dietro per tutto l'inverno, come ancora di salvezza per le serate troppo fredde.

Tag: live report

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