Bugo - Titty Twister - San Benedetto del Tronto Live report, 18/08/2006

19/08/2006 di

Hey, guarda laggiù. E' un genio? E' un cialtrone? E' Beck? Ma no... è Bugo!
E sembra aver convinto anche lo scetticismo di Sara Scheggia



Eccolo qua, con una giacca sportiva rossa e gli occhietti ben aperti, quasi fissi. Ecco Bugo, e anche se non riesco a quantificare le persone che sono lì sotto al palco e che sono venute per lui - cinquanta? cento? - posso dirvi che appena spunta il suo baschetto, si comincia a fare un garn casino. C’è chi applaude, chi urla, chi lo chiama Pirlo. Qualche ragazza lancia anche il coretto ”Bugo sei un figo”. Lui sembra non rendersi conto di nulla, sembra che sia passato da quelle parti, abbia visto un palco e in un batter d’occhio ci si sia ritrovato sopra.

L’avevo già visto, un paio di anni fa, ma non mi ero esaltata affatto. Ricordo di aver pensato qualche brutto insulto mentre c’era un tizio che ripeteva al microfono che si rompeva i coglioni; stasera mi aspettavo di rifare gli stessi pensieri: pur consapevole del fatto che gli stavo dando una seconda chance, andavo comunque a sentire Bugo. E anche se con lui è un aut aut - ti piace da impazzire o ti fa immensamente ribrezzo - proviamoci. Magari confermo il ribrezzo così non ci penso più.

Ha vinto lui: anche stavolta era lì con una chitarra in mano a dire che si rompeva i coglioni a guardare la tv, ma non mi è venuto in mente nessun brutto insulto. Lo guardavo e pensavo a lui che si rompeva davvero i coglioni spalmato sul divano davanti la tv e mentre continuavo a fissarlo dalla terza fila, canticchiavo quella canzone in cui un tipo diceva che Mtv gli faceva venire voglia di fumarsi un po’ di crack. Tombola, è Beck. L’euforia mi cala all’istante, il paragone lo hanno già fatto in troppi. Neanche stavolta hai pensato a qualcosa di intelligente. Di nuovo, tombola: se Bugo cerca il suo gel (non lo trova più) e poi parla con una che ha dei resti di cibo tra i denti, non sono certo io a dover dire qualcosa d’intelligente. E così via, per un’ora e poco più. Ha vinto lui, decisamente: da stasera Bugo mi piace. Non mi fa ancora impazzire, d’accordo, ma è anche vero che sempre più spesso si osannano gruppi che non fanno altro che dire right, down e yeah e bisogna ammettere che non sono proprio dei concetti impegnati, per quanto la veste inglese doni sicuramente di più. E allora bravo Bugo, bravi i musicisti che lo accompagnano. Non lo penso solo io: il pubblico lo acclama, i fedeli sotto al palco gli passano da bere e lui li delizia con qualche scenetta burattinesca per poi farsi ruotare attorno alla schiena la chitarra (quella elettrica, si capisce).

Tra nitriti di cavalli, usciti dal sintetizzatore (il sintetizzatore?!) del chitarrista e qualche intreccio di cavi intorno alla spalla di Cristian, eccomi arrivata alla fine, con un bel sorriso stampato in faccia. Ha vinto Bugo, e ne sono contenta.



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