Vinicio Capossela - TNT - Trento Live report, 24/01/2001

26/01/2001 di Fabio De Santi



"Per quanto scura la notte è passata e non lascia che schiuma di birra slavata e una spiaggia, una linea di sabbia, è il fronte di un addio, gli altri si cambino l'anima per meglio tradire, per meglio scordare". Ti restano dentro i versi di Vinicio Capossela come quelli della celiniana e maledetta "Bardamù" con quell'incedere da marcetta impazzita e retrò. Ti restano dentro come le tante emozioni ed impressioni di un concerto che da tempo non capitava di vedere da queste parti. Si respirava una strana atmosfera all'Auditorium martedì sera quasi che Vincio Capossela e i suoi fidi compagni d'avventura fossero una cosa unica con un pubblico entusiasta che si è calato subito in una situazione di caos organizzato, di caciara circense, di fantasie esistenziali.

Uno spettacolo che è stato una sorta di viaggio immaginario partito fra i ritmi e le atmosfere bislacche del suo ultimo album "Canzoni a manovella" fino agli episodi più intensi del suo passato. A sottolineare musiche e suoni una scenografia fatta di luci e fantasmagorici giochi d'ombre (quasi cinesi) che risaltavano sul fondo del palcoscenico in quel clima appunto da circo d'altri tempi. Canzoni quelle di Capossela che vengono dal profondo, che incrociano i balcani, le retrovie d'oriente, i chansonier, le bettole fumose dove si respira la vita, quella vera però.

Spazio dunque a marce, marcette, rebetici in cui si rincorrono un delirio di personaggi, di situazioni, di immagini come quelle del "Pianoforte di Lubecca", della "Marcia del camposanto", l'antimilitarista "Corre il soldato" o ancora l'angosciante "Corvo Torvo".Il cerchio si chiude sulle canzoni immaginarie a manovella di "Contrada Chiavicone", "Il pugile sentimentale" e "Resto qua" dopo tre bis e nessuno che se ne vuole andare a casa aspettando che Vinicio Capossela magari tiri fuori ancora note dal suo cilindro. Per molti Capossela è il prototipo dell'esagerazione e questo forse è anche vero anche se noi preferiamo la sua esagerazione alla musica precotta dei nostri giorni .

Alla prossima allora per ascoltare altre canzoni a manovella "sparate fra gli astri".



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