Top.100 - Le migliori canzoni del 2012 (#91-#100)

Top.100 (#91-#100) - Canzoni dell'annoTop.100 (#91-#100) - Canzoni dell'anno
07/12/2012

La Top.it, la classifica delle classifiche. Parte oggi e andremo avanti fino ai primi di gennaio. Vi diremo quali sono i gruppi nuovi su cui scommetteremo nel 2013 (Spinga Signora Spinga), l'album dell'anno (SuperTop.it) e, sopratutto, le 100 canzoni del 2012. Tutte recensite e in ascolto.
 

Ecco la prima parte, dalla n.100 alla 51.

 

Ascoltale tutte:   #1 - #50   #51 - #100

 

 

 

91. Xabier Iriondo

Irrintzi

 

Uno stridore agghiacciante e ammassi di elettricità cruda introducono il brano più primitivo ed eccitante dell’intero album. Poi, un (non) equilibrismo congestionato assurdamente tra il noise estremo e la tradizione pastorale basca, in una reciprocità di intenti costruita attorno a destrutturazioni elettroacustiche tracimanti e rovinose. // Marco Verdi

 

 

 

92. Flowers or Razorwire

Fresh Touch

 

Le luci si spengono e parte un movimento secco e seducente: questa è l’attitudine glo-fi, questa è l’elettronica che parte dalla cameretta e si lancia in pista, questa la musica che accompagna i passi dal sabato sera fino al lento risveglio. Magia sintetica, dorata chillwave, etereo e balearico, e tutto questo soltanto per farci incontrare ancora. // Margherita Di Fiore

 

 

 

93. Ed Ward

Ed Ward

 

Dicono che in tempi di crisi torni di moda il folk, il che spiegherebbe boom come quelli dei Mumford & Sons. Se la teoria è fondata, Ed Ward è al posto giusto nel momento giusto. Se è vero che il folk sa di buono, di calore, di rifugio, di radici e conforto, allora lasciamoci accarezzare da una voce morbida, culliamoci su ritmi e melodie di terre antiche, ascoltiamo un racconto intorno al fuoco. // Letizia Bognanni

 

 

 

94. Hot Gossip

People shooting banks

 

Un pezzo per cui vale la pena farsi denunciare  dai propri vicini per rumori molesti. “People Shooting Banks” è da ascoltare ad un volume spropositato, come d’altronde l’intero album da cui è tratto. Un ritmo travolgente, che unito alle chitarre sporche e ai suoi intermezzi ti fa venir voglia di urlare ai tuoi vicini che è meglio che si abituino al volume, perché la riascolterai più e più volte. // Carlotta Freni

 

 

 

95. Moro

After All

 

Fermati un attimo. Ci sono canzoni che chiedono di essere ascoltate senza fretta, come facevamo quando sentivamo una canzone alla volta, quando sentivamo i dischi dall'inizio alla fine. Ci sono canzoni che ti raccontano la loro storia senza alzare la voce e gli strumenti per farsi notare, ma se ti prendi un momento per ascoltare te la ritrovi dentro, e ti accorgi che è una storia bellissima. // Letizia Bognanni

 

 

 

96. Criminal Jokers

Fango

 

Ok, il disco speravo fosse migliore. E parecchio, pure. Amen. Il primo album in italiano dei Criminal Jokers, però, qualche perla ce l'ha. Tra queste, "Fango". Un pezzo ossessivo, dove chitarra e battiti sono il tappeto perfetto per una voce che prima sputa e poi scava. Scava nel fango di una (una?) città, un anno, una vita.  Nella speranza che ciò che si trova sia meglio di quello che galleggia in superficie. // Marco Villa

 

 

 

97. I Mostri

Cento lame

 

I Mostri parlano tanto di Roma, tantissimo. Nelle canzoni, nei live. Ma non è il modo in cui ne parlano I Cani. I Mostri cantano di vodka Redbull, ma anche di stranieri lamati. E non applicano filtri di Instagram. Roma, loro, la raccontano inventandosi un'epica, sbruffona e da sguardo alto, che ha come (anti)consacrazione l'approdo su Studio Aperto. E il ritornello urlato sotto il palco. // Marco Villa

 

 

 

98. L'Amo

Come slacciare un reggiseno

 

 

E’ dura slacciare un reggiseno nell’impeto della passione. Lo sa bene il trio napoletano  emo-punk L’Amo.  Amare carezze e rapporti in bilico (“Pensaci bene amore mio potrei soffrirne anch’io. Lei ancora non sa se mai mi amerà…” ) sono le suggestioni alla base di uno dei brani più coinvolgenti, empatici e irresistibili di quest’anno morente. // Michele Montagano

 

 

 

99. L'orso

Con i chilometri contro

 

Quei fiati alla Beirut (ben suonati e ben registrati) + un titolo evocativo, e immagini che ti cadono a pioggia descritte da frasi minuscole, una dietro all'altra. E' la loro prima canzone davvero bella, che non straborda nei cliché, che di mille fatte glien'è riuscita una. "Dimmi se almeno di me, ricordi la voce se sei ancora felice di sentirmi cantare". Piccole cose da appuntarsi, bravi. // Sandro Giorello

 

 

 

100. Verbal

Kaspar Hauser

 

Quando ci troviamo di fronte al nome Verbal bisogna stare all'erta. Le loro trame sonore  colpiscono, feriscono e lasciano il segno del loro passaggio. “Kaspar Hauser”” è una bellissima calcografia iridescente strumentale, lacerata da un denso flusso post-rock, noise e rock. Un affascinante viaggio ipnotico, claustrofobico, scuro, dove la luce è solo una leggera percezione. Un viaggio che non puoi fare a meno di intraprendere, più e più volte. // Chiara Angius

 

 

Continua: dalla 90 alla 81

Tag: classifica top 2012

Commenti (8)

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  • Giovanni Albanese 12/12/2012 ore 11:36 @porfiriorubirosa

    Ha i baffi. Tagliateglieli (con l'accento sulla seconda "a").

  • copperblue 12/12/2012 ore 11:59 @copperblue

    Ma,IOCERO,penso che "Sometimes" di Alex Snipers sia davvero un buon pezzo.E' uno ottima canzone.E' caricata su Rockit,la puoi ascoltare.Se cerchi buona musica.Per me quello e' un buon pezzo.Mi interessa un tuo parere.

  • leo brazow 13/12/2012 ore 15:28 @leoge9se

    Ho avuto anche io il (dis)piacere di sentirlo live da solo, sono riuscito a resitere 2 pezzi prima di andarmene.

  • iocero 14/12/2012 ore 18:02 @iocero

    Caro leo, come ti capisco! Ha fatto anche l'assolo di pestacotolette?

  • iocero 15/12/2012 ore 14:05 @iocero

    Alex, l'avevo già ascoltata e non era male :-)) Vai avanti per la tua strada e buona fortuna. Peace.

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