Top.it 2011 *1-10 Rubrica

15/12/2011

 

 

1. Verdena

Razzi arpia inferno e fiamme

 

Ogni colpo di rullante dà l'idea di una marcia dentro una spirale, verso il basso. Gli handclaps sono gli sguardi maligni di figure storpie, che ti guardano e ridono della tua inesorabile sorte. Il riverbero dà l'idea dello spazio attorno, che brucia. Poi ad un certo punto gira la testa. La alzi, vedi tutto sfocato e c'è la luce, in fondo. Nessuno se l'aspettava ma l'hanno fatto. Capolavoro. // Carlo Pastore

 

 

 

2. I Cani

Velleità

 

Gran tiro per un pezzo che racconta i dettagli, fotografa gli angoli nascosti e gioca con l’italiano con abile disinvoltura: dopo i chiacchierati anni zero qualcuno già dipinge la nuova decade con i colori giusti, cogliendone i cliché e i peccati veniali. Una presa d’atto di ciò che siamo, indipendentemente dall’età, eternamente in corsa senza arrivare in alcun punto coltivando velleità. // Margherita Di Fiore

 

 

 

3. ...A Toys Orchestra

Midnight Revolution

 

Oh lord, A Toys Orchestra broke out in the street. Come si addice agli artisti, anticipano i tempi e piazzano la colonna sonora per gli #occupytheworld di questo 2011, ancora prima che nascano. Ragazze che rollano sigarette, i Clash che stanno dalla nostra parte. Un lalala che si inchioda in testa. C'è tutto, c'è nel modo giusto. // Marco Villa

 

 

 

4. Dente

Saldati

 

Dente Dente Dente... Cosa posso scrivere senza ripetermi? Tutte le parole che ti ho già detto e quelle che ti dirò, sembra che Dente sia li a registrarle e a farci le canzoni perfette. Con la leggerezza del vero artista, quello che ti lascia lì -Badabum! - stupito del talento con cui riesce a far sembrare facile la cosa più difficile di tutte: la Semplicità. Neverending-colonnasonora-dell'amore. // Fiz

 

 

 

5. Be Forest

Dust

 

C'è tutto il freddo che ci può essere in quegli accordi secchi e tesi iniziali, poi il lento sciogliersi, come un gatto che si stira. Quando arriva la voce di Costanza è lontana e sommessa come un ricordo che prende ritmo forza e corpo, di quelli che nemmeno te ne accorgi, e il tuo cuore è perduto per sempre. // Fiz 

 

 

 

6. Aucan

Storm

 

Impressiona per quanto è omogenea, è lineare, è un ritmo costante, e nonostante questo la batteria non la inquadri come vorresti, beat dopo beat; flusso e riflusso, tra synth lontani, boati in reverse e un senso di attesa che è il vero punto di forza di tutto il brano: la calma prima della tempesta, cazzo questa tempesta non arriva mai. E' una piccola architettura scura che risuona in ogni suo angolo, un oggetto da guardare e riguardare. // Sandro Giorello

 

 

 

7. Nicolò Carnesi

Il colpo

 

Un talento così è un po' che lo cercavo. Tutto quello che metteresti sotto le parole fulminante, esplosivo, fresco. Ha melodie belle, una testa di ventenne un po' complicato (che s'innamora e si fa lasciare, che vuole spararsi in testa, che vuole viaggiare nello spazio), scrive canzoni che, di colpo, ti si spalancano davanti: apri le persiane e scopri che nella notte la tua casa è stata portata via da un tornado e al posto della città ora vedi qualcosa di nuovo. Finalmente, dici. // Sandro Giorello

 

 

 

8. A Classic Education

Baby, it's Fine

 

Jonathan Clancy canta con quel misto di tenerezza e malinconia che fa sciogliere il cuore: canta della fuga, della giovinezza, delle onde che frizzano di schiuma come il seltz: una scenografia ricca e vivida come i ricordi ben custoditi, legati insieme da un sound che gli A Classic Education hanno curato e fatto sbocciare come un bel fiore. // Nur Al Habash

 

 

 

9. Girless & The Orphan

Wings behind our backs

 

Quello che a mio avviso è sempre stato un grido d'aiuto, una sbronza pesante per non guardare in faccia il resto, una risata nervosa, una fuga folk punk con tanto di nuvoletta di polvere dietro tipo lonely tunes. In breve: sperare in un paese senza Berlusconi dove si scopa come ricci. Tutto questo è raccolto in una delle canzoni più riuscite dell'anno. Ironia e urgenza e attitudine rednek-cafona. Quello che ci voleva. // Sandro Giorello

 

 

 

10. The Zen Circus

Il mattino ha l'oro in bocca

 

Il pezzo migliore nel 'disco impegnato' degli Zen  Circus. L'equilibrio tra cronaca quotidiana e poesia provinciale è perfetto. Come sempre (auto)ironici nel riuscire a raccontare la disillusione usando bellissime immagini tra impegno&cazzeggio. Manca solo la zampata zingara e irriverente di un ritornello in stile "Figlio di puttana" e sarebbe stato un Inno. Ma va benissimo anche così. // Fiz

 

 

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Tag: top 2011

Commenti (13)

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  • tomhet 19/12/2011 ore 18:50 @tomhet

    I Cani nella top 3 è un insulto a tutti quelli che si fanno il culo per fare musica

  • leone stella 23/12/2011 ore 17:26 @oivil

    i cani? secondi???? con questa specie di schifezza?
    e giorgio canali con controvento solo alla 33..questa classifica bohhh

  • seymour 24/12/2011 ore 12:10 @seymour

    faccio solo la mia parte di fan dei Raein. li nomino

  • Giuseppe Gioia 26/12/2011 ore 15:36 @orb

    che tristezza!

  • iocero 10/01/2012 ore 13:08 @iocero

    Mi ripeto qui: Alex Snipers ha ragione su tutto.

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