Top.it 2011 *11-20 Rubrica

15/12/2011

 

 

11. Foxhound

Movin' Back

 

Sono una delle scommesse più belle e coraggiose, da tenere stretta per l’anno alle porte. L’anatroccolo che si prepara a diventare cigno, una capacità compositiva fresca e schizofrenica, macchiata da colori e precise idee di melodia, sintomo dell’avere appena ventanni a testa. Un’altra manciata di canzoni così può dare loro il la verso un futuro tutto da scoprire. // Marcello Farno

 

 

 

12. Vinicio Capossela

Pryntyl

 

È vero, manca solo il granchio Sebastian e poi la crew della Sirenetta sarebbe al completo, ma, in un disco come quello di Capossela, "Pryntyl" è una boccata di leggerezza. E la sola idea che chi grida di Achab e di profeti sia in grado di mettere in piedi un siparietto come questo, beh, è da alzarsi in piedi e applaudire. // Marco Villa

 

 

 

13. Sick Tamburo

E so che sai che un giorno

 

E so che sai che un giorno cambierà”. E non ci sarebbe nient'altro da aggiungere. Se non che i Sick Tamburo centrano il ritornello bomba nella loro canzone più treallegriragazzimortesca del repertorio, si aggiunga un bel video romantic-teen e il gioco è fatto: tutti a dedicarla su Facebook a chi sapete voi. // Fiz 

 

 

 

14. Maria Antonietta

Quanto eri bello

 

E chi se l’aspettava una cosa così? Vista al MI AMI aprire la domenica pomeriggio sul palco La Collinetta, già avevamo intuito che avesse in serbo qualcosa di importante. Ma questo pezzo supera ogni aspettativa, con Maria Antonietta super disinvolta nel cantare una canzone (che parla) d’amore come una novella Carmen Consoli (ma ancora più brava?). // Faustiko

 

 

 

15. Daniele Silvestri

Ma che discorsi

 

Da quant'è che Daniele Silvestri non faceva un pezzo così? Più o meno da quando siamo qui ad aspettare il suo disco capolavoro. Silvestri si ricorda che sa parlare diritto alla testa, con una chitarrina e poco più. Ricordi dei Tiromancino, aria da tramonto estivo. Leggero, preciso. Per una volta, in radio c'è anche un pezzo che mi va. // Marco Villa

 

 

 

16. Amycanbe

Truth be told

 

Schizofrenici e dotati di doppia personalità, gli Amycanbe intrecciano i suoni taglienti della chitarra, nuovo elemento dell'acquatico "Mountain Whales", e quelli malinconici del piano. Il risultato è ipnosi ed estasi, vero emblema della band. Il desiderio di felicità, di esser intrappolati da essa e di conoscere finalmente qualcosa di differente viene sussurrato dalla voce di Francesca Amati: un gioiello. // Alessandro Caiazzo

 

 

 

17. Gué Pequeno

Il ragazzo d'oro feat. Caneda

 

È la hit dell'anno, e non è grazie alla tv o a MTV se lo è diventata. Provate ad andare in una scuola superiore, in un liceo o istituto professionale che sia, attaccate un microfono ad un impianto e urlate “Per questi soldi divento pazzo...”. Il resto della canzone ve la canteranno loro, i pischelli, i teenagers. I presi bene dal rap del 2011. Di cui Guè aka Sold Out Bwoy ne è il capo assoluto. // Wad

 

 

 

18. News for Lulu

They Know

 

I News For Lulu guardano il mondo dalla stessa finestra degli A Toys Orchestra, ma con sguardi e orizzonti diversi: rispetto ai “cugini” campani solo tanta America in più. “They Know” è una scintilla musicalmente onnicomprensiva, vecchia e nuova al contempo, figlia dei Wilco, del cielo cangiante degli States e di una rinnovata sensibilità pop-rock tutta italiana // Antonio Belmonte

 

 

 

19. Brunori S.A.S.

Lei, lui, Firenze

 

Cercare di fotografare i ricordi attraverso le parole di un incontro che, in fondo, è soltanto un interminabile addio. Nostalgie dolci e quella vena malinconica che accompagna il momento in cui capisci che non ci amiamo più: come dire, sono romantico ma non voglio che si sappia in giro. Ascoltare Brunori è sempre una splendida idea. // Margherita Di Fiore

 

 

 

20. Moustache Prawn

Crucus

 

Un tocco deciso, che fa prontamente pendant con questo spleen abbastanza svogliato. D’altronde è questa, per come ce l’hanno insegnata, la formula perfetta dell’indie rock. Piombati fuori dal nulla sul finire di novembre, i Moustache Prawn sembrano la risposta più fuori tempo e meno scontata alle ‘next big things’ inglesi. Seguirli è un obbligo. // Marcello Farno

 

 

Continua: dalla 1 alla 10

Tag: top 2011

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