Top.it 2011 - Le migliori canzoni dell'anno Rubrica

Foto di Sha RibeiroFoto di Sha Ribeiro
15/12/2011

La Top.it: quest'anno i pezzi importanti erano tanti, siamo stati costretti ad una scrematura più che rigida. Scoprirete la mancanza di nomi illustri e di canzoni che hanno mosso parecchi clic per tutto il 2011, brani su cui si è discusso molto ma che abbiamo tenuto fuori. Abbiamo scelto solo quelle Belle, quelle che a distanza di tempo ricorderemo e canteremo ancora. Le migliori dell'anno.

Ecco le posizioni dalla 50 alla 1, recensite una ad una, e accompagnate dagli scatti di Sha Ribeiro.

 

 

 

41. Babalot

Fiori blu

 

Già solo l'idea di avere avuto un nuovo disco di Babalot è roba che un anno fa sarebbe sembrata impossibile. E invece "Non sei più" c'è e c'è anche "Fiori blu". Entrambi meno immediati e fulminanti che in passato, ma comunque con un dna diverso da tutto il resto della musica italiana. Sono canzoni di Babalot. Basta questo. // Marco Villa

 

 

 

42. Thony

Paper Cup

 

Dovrebbe puntare all'estero, agli altri pianeti, pulsare come una stella. Perchè quella è. E' sbalorditiva per quanto sia affascinante. La sua voce si ingrossa e si snellisce con la velocità di un raggio di sole tra un palo della luce e l'altro. In continuo movimento ma salda a delle radici che non ti immagini quanto siano profonde. Stupisce e basta. La definiresti, e hai ragione, un diamante in una galassia fin troppo buia. // Sandro Giorello

 

 

 

43. Verily So

Ordinary Minds

 

Più la riascolti e più spesso pensi che di una Patti Smith che canta così si saranno perse le tracce da almeno 3 lustri. E invece tocca convincersi che loro sono italianissimi, di Cecina, e che canzoni così son capaci di scriverle (e cantarle) anche dalle nostre parti. Brividi che corrono lungo la schiena, ogni qualvolta si schiaccia il play. // Faustiko

 

 

 

44. Marracash

King del Rap

 

Forse il videoclip più divertente nella storia del rap italiano, e quest'anno la Barona sembra Bel Air. Autocelebrazione e autoironia, giochi di parole e giochi di potere, “King del Rap” è uno di quei pezzi che non lasciano indifferenti. E che Marra sia o no il King del Rap, alla fine, poco importa. Qua c'è stile da vendere, e tanto basta. // Enrico Piazza

 

 

 

45. Mariposa

Tre mosse

 

Si può allietare un momento trascendendo dall’intensità. Vero, verissimo! Ma hai scelto un prodotto di qualità, vuoi mettere? "Tre mosse" è ciò che intravedi scrostando tutti quei noiosi pourparler e, benché in qualche modo livida nella sua solarità pop, ha proprio questo potere: allietare! Come i Mariposa, del resto, da sempre! // Francesco Cipriano

 

 

 

46. Green Like July

No light will shine on me

 

Accordi la slide e vai, la route è la stessa che parte da Like a Rolling Stone e arriva ai Monsters of Folk, con tanto di tappa all’autogrill insieme ai Jayhawks. Se ti chiami Andrea Poggio e di casa stai in Piemonte, ti aspetti che qualcuno ti fermi e dica che hai sbagliato strada. Non è accaduto, per nostra fortuna e per tanti validi motivi: eccone uno. // Silvio Bernardi

 

 

 

47. Mama Marjas

Away from you feat. Jacob & Kingaman

 

Mama Marjas è bella e brava. Orgogliosa e forte; lei il black ce l'ha dentro. Mescolandolo con le sue origini diventa potente e sensualissima. Con quella voce ti trascina a ballare, meglio se a piedi nudi e sulla sabbia. Talmente ispirata che un pezzo così, per i featuring, i suoni e le atmosfere, lo ascolteresti benissimo su una spiaggia bianca a Negril. // Carlotta Fiandaca

 

 

 

48. Riva Starr

Orizzonti feat. Sud Sound System

 

Pezzo terrone. E quindi: hit estiva. All'inizio poteva sembrare una pacchianata dance da lido trash a Gallipoli, invece cari miei questo è lo stile della costa Est: Torre dell'Orso, San Foca, San Cataldo, etc.. I Sud Sound System sempre più cantanti neomelodici napoletani e Riva Starr ottimo producer salentino. Hanno invertito le provenienze geografiche e costruito una bomba glocal. Che è scoppiata. // Wad

 

 

 

49. The Bloody Beetroots

Church of noise feat. Dennis Lxyzén

 

Il rumore e l'ansia dei Bloody Beetroots ormai sono un trademark inequivocabile. La parola dance è sempre più distante. "Church of noise" puzza di bassifondi, di estremo e di ravers. Assieme all'hardcore punk di Dennis Lyxzén, cantante e produttore svedese fondatore dei Refused e degli International Noise Conspiracy, questa scatarrata di suoni e urla è talmente soffocante che qualcuno potrebbe sentirsi realmente proiettato in una chiesa. // Wad

 

 

 

50. Teho Teardo

A quiet life feat. Blixa Bargeld

 

È quell'inquietudine che ti prende la parte alta dello stomaco. Quella che ti arriva a tradimento, da un momento all'altro, e ci metti minuti anche solo a capire per quale motivo sia arrivata. Se poi a quella sensazione, tanto cinematografica quanto intima, aggiungi la voce di Blixa Bargeld, capisci che chiamare un brano così "A quiet life" sa proprio di beffa. // Marco Villa

 

 

Continua: dalla 31 alla 40

Leggi dalla 100 alla 51

Tag: top 2011

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