Torquemada + Vanilla Resident - Bergamo - Zero Music Club Live report, 19/01/2007

22/01/2007 di

(I Torquemada dal vivo - foto tratta dal loro sito internet)

Scelgono, com’è logico, di giocare in casa la prima partita i bergamaschi Torquemada. Possono infatti permettersi di scegliere il locale dove iniziare ufficialmente la tournée di “Tales from the bottle”, il disco che può considerarsi il vero e proprio esordio. E scelgono lo “Zero Music Club”, il luogo ideale per concerti che non prevedono folle oceaniche ma piuttosto un pubblico attento e curioso.



E non è un caso che il vostro cronista sottolinei l’atteggiamento del pubblico, trattandosi effettivamente di una platea che già si assiepa davanti al palco quando poco dopo le 23 guadagnano la scena i Vanilla Resident, compagni d’etichetta dei padroni di casa chiamati ad aprire lo serata. E in effetti il terzetto di Tolmezzo (UD) merita attenzione, proponendo un’interessante miscela sonora a base di riferimenti tooliani con richiami ai Primus e, più in generale, a certo prog che rimanda ai Mars Volta. Peccato solo per l’interpretazione vocale, spesso non all’altezza della prova strumentale, dove invece la band non mostra incertezze, essendo in realtà il vero punto di forza. Menzione particolare, infine, per “The step family”, la cui versione stasera lascia decisamente il segno.

Passata da poco la mezzanotte è invece la volta dei Torquemada, i quali, prima di imbracciare gli strumenti, decidono di proiettare per la platea il clip del singolo intitolato “Industrialnoisepostrock”, diretto da Paolo Ferrari e decisamente riuscito se l’intento era di trasporre su video l’impeto r’n’r del terzetto. Che appunto comincia a macinare musica subito dopo, correndo come un treno che sbuffa e aumenta la velocità chilometro dopo chilometro. La sezione ritmica è serrata come te l’aspetti, sicché c’è il tempo di respirare solo tra un brano e l’altro, perché questi fanno sul serio e non si lasciano intimorire di avere di fronte molti amici. Anzi, non sentono neppure la necessità di dire chi siano, e quando glielo fanno notare credono sia irrilevante fare le presentazioni. D’altronde hanno a disposizione poco più di un’ora e preferiscono suonare piuttosto che pensare a convenevoli e formalità.

E probabilmente l’atteggiamento dei Torquemada non sarà diverso al prossimo concerto, perché badano bene a non distrarsi e a picchiare come matti, ad assestare i colpi giusti, sia che si tratti di pelli che di corde o microfoni. Così facendo riescono a rendere una validissima quanto personale interpretazione del rock'n'roll, pur rimandando a volte a quei modelli (Shellac e One Dimensional Man su tutti) dai quali sanno di non poter prescindere - perlomeno fino ad oggi. La speranza, infatti, é di vederli nuovamente con la stessa forza e la stessa carica di adrenalina, magari con qualche scatto di incoscienza e meno matematica nell'esecuzione dei pezzi. In fondo si tratta di dettagli, perché quanto visto e apprezzato stasera non lascia dubbi sulle qualità del terzetto. Ma in futuro é d'obbligo aspettarsi qualcosa di più.



Pagine: Vanilla Resident Torquemada

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