Il Teatro Degli Orrori: Tour Diary - Parte due

18/01/2010 di Pierpaolo Capovilla

(Le foto sono di Maurizio Vescovi)

Giovedì scorso il Teatro degli Orrori ha esordito con la nuova formazione - via Giulio Favero, dentro Nicola Manzan e Tommaso Mantelli - all'Alcatraz di Milano. Ci sarà il tempo per raccontare anche quella data. Ora Pierpaolo Capovilla fa un passo indietro, ci consegna gli appunti scritti negli ultimi viaggi in treno o in furgone. Dopo quello pubblicato a inizio tour, ecco il secondo diario di bordo.



Giovedi 17 Dicembre
Nel treno Venezia-Milano
A Cesare ciò che è di Cesare, a Dio ciò che è di Dio.

Viaggio in treno, ma non per vezzo. Devo essere a Trento prima del resto del gruppo, perché invitato ad una "conferenza" (?) sul tema del Padre Nostro. I ragazzi del Bruno e alcuni studenti universitari si sono inventati questa iniziativa: una discussione sui temi sollevati dalla nostra rilettura della preghiera, insieme a Don Gallo, sacerdote di frontiera, genovese. Don Gallo è molto anziano, classe 1928, e non parteciperà personalmente. Ci sarà attraverso una registrazione.
Non avrei mai neppure lontanamente pensato di dover discutere pubblicamente di temi religiosi, tanto meno con un prete come Don Gallo! E mi spiace davvero non poterlo conoscere personalmente, perché dei preti come lui io nutro qualcosa di più della stima, direi che sento dell'affetto. Ne ho conosciuti parecchi di religiosi impegnati nel sociale, missionari, comunisti. Per loro la democrazia coincide con la giustizia. Non ci sono storie, né chiacchiere, si fa sul serio.
Qualche sera fa ho guardato un film sulla vita di Don Puglisi. Non un gran ché (il film), ma la figura di Puglisi mi ha commosso anch'essa, per la profondità dell'uomo, per la vocazione pedagogica e didattica, per l'immenso coraggio, per il sacrificio di ciò che abbiamo di più caro ed inestimabile: la vita.
E mi sovvengono le parole di Saviano, nel suo Gomorra, quelle che descrivono Don Peppe Diana, anche lui barbaramente ucciso dalla camorra, questa dittatura a mano armata che governa la Campania ed il paese, e poi sputtanato dalla stampa locale. Che vergogna...
E vorrei piangere. Non ne posso più di queste ingiustizie. Ma quando imparerà l'Italia, ad onorare i suoi cittadini più valorosi. Onorarne la memoria, per costruire un paese più civile.



Domenica 20 Dicembre
Autostrada A1, in viaggio per Milano.
A Perugia, un concerto eccezionale. Nessuna transenna, il pubblico, numeroso, accalcato contro il palco. Giovanissimi napoletani, arrivati in corriera (così si fa, ragazzi miei! Con un autista, nessun problema con l'alcohol!), molti da Roma, con questa neve! E' stato uno dei migliori concerti della nostra carriera.

Martedi 22 Dicembre
In Eurostar da Milano a Venezia.
Questo è uno sfogo.
Viaggio tutto in ritardo. Una bella nevicata e l'Italia si blocca. Il concerto all'Alcatraz è stato rimandato al 14 Gennaio, e devo vivere con pena quest'attesa. Sta accadendo qualcosa nel gruppo che avrei preferito non accadesse mai. Ma tant'è, è la vita, e ognuno di noi ha il sacrosanto diritto di farne ciò che vuole, della propria esistenza.
Ho cercato in tutti i modi di risolvere questa maledetta situazione, ma i miei sforzi non sono serviti a nulla. Nulla. Nessuno mi da una mano.
Non c'è niente di facile nella vita. E' tutto terribilmente difficile. Complicato. Sono stanco.

Venezia, 2 Gennaio 2010
E come se non bastasse, perché al peggio non c'è mai fine, eccomi bloccato in casa da un mal di schiena terribile. Bel modo di incominciare il decennio.
Ho riascoltato gli interventi di Don Gallo. Che uomo!
Ecco, mi sorprende abbia trovato il tempo e la voglia di interessarsi in modo così approfondito del testo della canzone. Un'analisi attenta e dal profilo teologico, questo sacerdote dimostra una saggezza fuori dal comune: il "rock", dice, "riscalda l'anima". Ti vorrei abbracciare, Don Gallo, e dirti che ti voglio bene. Hai l'età di mio padre, che non c'è più, ma sei giovane dentro, hai una forza non commensurabile. Sei un esempio, per me, per tutti coloro che vorranno ascoltarti.
Di fronte ad un prete come te, l'anticlericalismo diventa una "boutade", una fregnaccia inutile, vanagloria.
Buon Anno Don Gallo. Che il padreterno ti preservi ancora a lungo. Il paese ha ancora bisogno di te.

Venezia, 5 Gennaio 2010
Non ho più parole. E faccio una grande fatica a pensare.
Carmelo Bene: "Già dalla nostra tramontante nascita incomincia un destino. Spietato, per la maggior parte degli esseri umani: se non si nasce miliardari si è spacciati per sempre. Ci si deve piegare al quotidiano, procurare gli stimoli al progetto; invece di s-progettare, si è dannati al disegno".



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