Denise - Tour report Live report,

12/04/2011

Denise è partita lo questo giovedì per un nuovo tour europeo, ci sta inviando foto e tanti post.



Eccco le date:
07/04: Blah blah, Torino [ITALY]
08/04: Porcupine, Ariano Polesine (RO) [ITALY] 09/04: Pippo Stage, Bozen [ITALY]
12/04: White Trash, Berlin [GERMANY]
13/04: Cafe Galao, Stuttgart [GERMANY]
14/04: Gildenhuis, Rupelmonde [BELGIUM]
15/04: Live Music Cafè, Bruxelles [BELGIUM]

THE LAST GIG
Ieri due nuovi dolcissimi amici Philip e Thais, conosciuti a Rupelmonde ci hanno fatto capire l'importanza di poter scrivere un tour report anche in inglese per riuscire a far sapere anche a chi non lo conosce l'italiano, come sta procedendo il tour. Così abbiamo deciso di tradurre questo post anche in inglese.

E' come se non mi rendessi conto di essere a Bruxelles, come se non rendessi conto di essere già all'ultimo giorno di un tour europeo, io in Europa con la mia musica, non ci credo. Cammino dal palco verso l'uscita del locale, il sound check è andato bene e il live non è da meno. Ci rende orgogliosi, felici, soddisfatti. E' inutile, l'emozione c'è sempre quando suoni un tuo pezzo e te lo senti nelle vene ed è un po' come seguire passo passo i progressi e la crescita di un proprio figlio, un figlio che silenzioso calca palchi stranieri, senza pretese se non quella di migliorarsi e conoscersi meglio per dare il massimo. Una canzone francese fa da sottofondo e mi porta romanticamente ad alzare lo sguardo al cielo. Mi fermo. Che colori. L'architettura dei palazzi mi stupisce. Sono a Bruxells. Caspita, sono davvero a Bruxells. Neanche il tempo di realizzarlo e devo già ripartire. Si va a nanna, è tardi, sono quasi le 4 e domani si fa tappa a Milano. Partenza alle 9.
Mercì beaucoup Bruxelles et Bonne Nuit.

UNA COLAZIONE IMPORTANTE
Finalmente enogastronomicamente parlando, qualcosa che ricorderemo con piacere della Germania, una colazione prepartenza perfetta: pane fresco, prosciutto crudo e formaggio, tè, caffè (se vogliamo chiamarlo così), croissant, donuts e burro per chi vuole farsi irrimediabilmente del male. Una colazione importante per accumulare le forze, quelle rimaste dopo questi sette giorni di tour. Un tuffo nel supermarket per comprare qualcosa per il pranzo e poi via, verso l'infinito e oltre. Salutiamo Reiner, il papà del caffè Galao ,baci, abbracci e subito dopo check di acqua e olio. Tutti schierati di nuovo in furgone, si parte.

GILDENHUIS
Arriviamo e nel locale c'è una voce familiare: Laura Pausini. Sarà una coincidenza. Dopo due minuti parte un'altra voce familiare: Zucchero. E' veramente una strana coincidenza. Dopo altri due minuti: Umberto Tozzi. Ok non è una coincidenza. Scarichiamo gli strumenti e tutti ci guardano, un ragazzo mi indica e esordisce con un: "BERLUSCOOONIIII!". Come biasimarli, ci prendono in giro ovunque anche in Belgio, anche in Papuasia e forse anche ad Honolulu per come stanno le cose.
Inizia il live. Il sound non è dei migliori sul palco, nonostante questo c'è grinta e il pubblico risponde bene e sembra di stare in un film western/horror con tanto di tizi con camicione scozzesi e pazzi del villaggio che urlano cose senza senso. Tanti pazzi. Cè n'è uno che è completamente in trip con il violoncello e ad un certo punto ha la brillante idea di  piazzarsi davanti al mixer e di alzare i canali a caso fino a far fischiare tutto. Dove sono i mitra quando servono? C'è un'altra ragazza che mi chiede di parlare in italiano e così, piano piano inizio ad insegnarle le cose fondamentali, le spiego che la vera pizza è nata a Napoli e che in Italia sono tante le cose belle ma tra queste di sicuro non c'è il nostro presidente.
In poche parole anche il penultimo live del tour è andato, nonostante la stanchezza, nonostante tutto. Domani si va a Bruxelles e poi, si torna a casa.

CAFE' GALAO
Nove ore di furgone, ebbene sì, dalle 7 previste, le ore di viaggio da Berlino a Stoccarda sono state nove. Un vero e proprio viaggio della speranza. Arriviamo al locale intorno alle 7, rapido check e poi via con il primo set. Ancora una volta ci chiedono di dividere la scaletta in due parti, la prima più breve ed la seconda un po' più lunga, così proprio quando ci stavamo scaldando ci siam dovuti fermare ed è stato un po' come abbandonare un pasto indimenticabile al primo morso di antipasto. Un vero peccato. Il live procede bene, nonostante siano tutti un po' ghiacciati (sarà il clima?) . La differenza di accoglienza è molto evidente: qui ci accolgono bene, sì, gradiscono sì, ma rispetto al live di Berlino sono tutti statici mentre suoniamo, come se fossero incollati alle sedie. Ragazzi state tranquilli, siamo italiani ma non mordiamo. Fortunatamente le bolle di sapone e le maschere ci aiutano a scaldarli questi tedeschi diffidenti e alla fine del concerto, ci chiedono anche due bis. Allora vi è piaciuto, eh? E muovetele un po' ste teste, maledetti.
Ovviamente velo pietoso per la cucina, ieri era addirittura indiana/tedesca/messicana, c'era piccante ovunque. Piatti enormi e pieni di roba rossa, carne, riso e litri di acqua per alleviare le pene. E c'è un altro punto da ricordare della serata: la casa del promoter. Lui tranquillissima persona, gentile e disponibile ma la sua casa davvero allucinante. Inizierò col dirvi che nella stanza in cui ho dormito io c'era un cavallo a dondolo di legno più grande di me e nell'altra, tappeti pelosi e lampade trash ovunque. Ma ecco il punto forte: il bagno. Ne vogliamo parlare? Luci blu ovunque, abbiamo cercato per mezz'ora una luce normale ma niente. In quel bagno solo luci blu elettrico, il mio incubo. Per non parlare dell'altro, con le luci che vengono dal basso, sembra di entrare nel paradiso dei bagni, mi aspetto che bussi San Pietro da un momento all'altro. Nel resto della casa specchi appoggiati ovunque (non voglio sapere perché siano mobili), parrucche e oggetti introvabili e il più delle volte inguardabili. Non era una casa ma un museo delle stranezze. Ci piace così.

FROM BERLIN TO STUTTGART
Tre ore di sonno e sette ore di viaggio che ci aspettano, lasciamo Berlino sbadigliando e intanto avvolgiamo bene le sciarpe attorno al collo perché la temperatura si è abbassata parecchio, piove e fa freddo, insomma quel classico tempo che ti farebbe rimanere ad oziare nel letto per ore e ore. Siamo già alla quarta data del tour e stasera il quinto gig sarà al Cafè Galao di Stoccarda. Già non vedo l'ora di scoprire cosa ci faranno mangiare, perché ricordiamolo: il tour europeo non è altro che una banale scusa per ampliare il nostro taccuino enogastronomico. Voto medio democratico della cucina berlinese/tedesca di Denise e band: 5. Crauti e wurstel alla fine non fanno per noi, certo, fra noi c'è chi gradisce ma non è nulla in confronto alla cucina italiana. Orgasmo puro. Dite che Stoccarda alzerà la media? Lo scoprirete nella prossima puntata.

WHITE TRASH 2/2
Arriviamo alle 18.00, il fonico non si presenta prima delle 20.30 e ci dice che si farà solo un piccolo line check, niente sound check completo e che si suonerà nella zona ristorante per dei problemi con l'altra sala, la Diamond Lounge e così penso: "ok è la fine, addio Berlino, è stato breve ma intenso, è la fine, addio". Peccato, il posto è bello, un fast food sì, ma molto molto particolare, ci sono grandi specchi contornati da dragoni cinesi (al limite del trash ma accettabile), lampade giganti e candele, tantissime candele, io adoro le candele. Iniziamo il primo set, l'idea di fare un set acustico e uno non acustico si è bruciata nel momento stesso in cui abbiamo visto il palco: quando c'è gente che mangia è inevitabile un certo chiacchierio e quindi molto meglio evitare pezzi troppo spogli e/o troppo lenti per cui scaletta standard divisa a metà, un depennamento al volo e ci siamo. Partiamo: Intro, cuddly cloudy afternoon e flowers in the drawer, solo tre pezzi ed il ghiaccio è totalmente sciolto, si crea una folla di almeno un centinaio di persone in piedi che urlano, battono le mani, sorridono…insomma ci stanno dentro davvero al 100 per cento ed io sono incredula, contentissima, meravigliata, divertita. Sembra ci conoscano e sostengano da anni eppure ci hanno appena "conosciuti". Fra il pubblico c'è anche una scolaresca dalla Danimarca con tanto di professore che mi viene a dire che hanno visto pochi giorni fa alcuni video su youtube tra cui quello di "Burning Flames" e hanno scelto di venire tutti insieme a vedere il mio concerto…insomma diciamoci la verità: fossero tutti così giovani e giovanili i professori, io sono quasi certa che avrei pagato per averne uno così! La serata prosegue benissimo, il primo blocco termina con Burning Flames, il singolo del disco "Dodo, do!". Poi fermi mezz'ora, salutiamo Claudio Donzelli del progetto che ci è venuto a salutare perché ora abita qui. Dividemmo il palco con lui anni fa a Napoli (e chi se la dimentica quella sussurrata cover di "the build up"), che bravo lui, baci e abbracci cosmici e poi di nuovo a raffica: Ageless, Let them take some care, Lake Wakes, Carol of Wonders, Sunny Lovers, Burning Flames versione dance remix con tanto di rap cantato da Alessandro e poi la buonanotte: I'm dreaming. Tutto è andato liscio, il pubblico è contentissimo e noi di più! C'è da dire che a volte l'emozione ti fa dimenticare di aver fatto tanti live (ma tanti tanti) in giro in questi ultimi 6 anni e ti sale la paura, certo limitatissima, ma di quella che unita all'emozione della "prima volta" ti fa temere di non essere mai all'altezza delle nuove esperienze. In questo caso è stata la prima volta a Berlino. E che prima volta.

WHITE TRASH 1/2
Sono sveglia. Assonnata ma sveglia, dopo il day off "turistico" di ieri, oggi ci aspetta la prima data effettiva dell'european tour al WHITE TRASH di Berlino. Siamo emozionati, carichi. 
Sembra che la serata sarà divisa in due set, ognuno di trenta minuti e separato da una mezz'ora di stop. L'idea sarebbe quindi di dividere il live in due metà che abbiano un senso preciso: una metà più acustica e una più suonata o se vogliamo più "pesa" come dicono a Milano. E' mattino e ho ancora tempo per scendere a fare un piccolo giro al mercato turco e ovviamente perdermi al supermercato tra mille prodotti che non capirò mai cosa siano. Tornerò con crauti e wurstel in quantità industriali, questo è certo, non vorrei essere nei panni della mia band.

DAY OFF
"Che dite lo facciamo?" 
"E sì, perché no?"
Siamo arrivati da poche ore a Berlino e incredibilmente ci ritroviamo a suonare ad Alexander Platz, davanti a studenti, bimbi biondissimi e valanghe di turisti. Non sappiamo una parola di tedesco ma sembra che qualcuno apprezzi.
E' da un bel po' che immagino come possa essere promuovere una serata in questo modo, con chitarre in spalla, un megafono e un cartello che racconti che siamo al primo tour europeo, che stiamo promuovendo una serata a Berlino e che abbiamo con noi dodo, do! fresco fresco di stampa. E' proprio strano suonare così, visitando la città, suoni sotto le stelle e davanti a gente capitata lì per caso, ma c'è chi ci dice di non smettere, chi ci applaude, ci fanno i complimenti e si crea una piccola folla di gente che sorride. Tutto questo ci basta per capire che ne è valsa la pena. Ora si va a cena, tomorrow'll be the day.

PARTENZA
E anche l'ultima data del tour italiano (Torino –Rovigo – Bolzano) che ha preceduto le date europee è andata bene, ora parte l'avventura: ci aspettano dieci/dodici ore di viaggio from Bolzano to Berlino da trascorrere allegramente tra salamini secchi (agli autogrill d'oltralpe ne vendono a quintali) e giochi stupidi per tenere sveglia la mente. Partiamo. Sono stanchissima, distrutta. 
Metto la mascherina e chi si è visto si è visto. Ma ecco che qualcosa attira fortemente la mia attenzione. Pini, case di legno, enormi distese di erba, cittadine con palazzi rosa e azzurri, nemmeno una nuvola, cascate e boschetti, insomma in due parole mi aspetto che sbuchi biancaneve da una delle casette da un momento all'altro, magari insieme alla famosa marmotta che confeziona barrette, quella della pubblicità del cioccolato per intenderci. Il viaggio è lungo e sembra quasi di essere in un episodio di Indiana Jones, già sento la musichetta. In furgone c'è chi sviene dal sonno (io) e chi, canta canzoni improponibili per sconfiggere il sonno. Delirio. Finalmente in notte fonda arriviamo a Berlino, è ora di riposare, domani ci aspetta un day off "turistico".

   



Commenti (3)

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  • mark folletto 18/04/2011 ore 10:04 @boheme77

    wow! grande Denise, brava e bella! :):)

  • Inland Sea 18/04/2011 ore 12:07 @spadapaolo

    c'ho messo un po' a capire che letto dal basso ha molto più senso..:)
    forza Denise

  • federico teddy 14/06/2011 ore 12:05 @ricocoast

    Carino come report, si intuisce che è un'esperienza di cui porterà un bel ricordo. Vista al miami in collinetta, mi è parsa molto sicura di sè con voce ben impostata. Un po' di piedi per terra per limare qualche altezzosità e può fare un bel percorso di crescita

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