Il racconto del tour USA dei Three Second Kiss

13/07/2009 di

(27 giugno - Bottom Lounge, Chicago)

Rincontrare gli amici più importanti, quelli con cui si ha condiviso le tappe migliori di una carriera quindicennale. Conoscere nuovi locali e nuove famiglie. Paesaggi tutti uguali e posti sconvolgenti. Ferite cucite con l'Attak. Unici date e nessun day off: Sergio Carlini ci racconta l'ultimo tour americano dei Tree Second Kiss.



June 18 | Chicago, IL | Quenchers | + Bear Claw
June 19 | Louisville KY | Skull Alley | + Bear Claw + Shipping News
June 20 | Kansas City, MI | The Riot Room | + Bear Claw
June 21 | St Louis, MO | Lemp Neighborhood Arts Center + Bear Claw
June 22 | Oklahoma City, OK | The Conservatory | + Bear Claw
June 23 | Des Moines IA | Vaudeville Mews | + Bear Claw
June 24 | Omaha, NE | O'Leavers | + Bear Claw
June 25 | Minneapolis, MN | Varsity Theater | + Bear Claw + Shellac
June 26 | Milwaukee, WI | Club Garibaldi | + Bear Claw + Shellac
June 27 | Chicago, IL | Bottom Lounge | + Bear Claw + Shellac
June 28 | Chicago, IL | Bottom Lounge | + Bear Claw + Shellac

1999, 2003 e adesso 2009. È il nostro terzo tour negli Stati Uniti. Il lungo lasso di tempo che intercorre tra una migrazione e l'altra segna sempre un'epoca musicale che si chiude e un'altra che sboccia, e alla fine il nostro è anche un osservatorio del cambiamento. Eppure questo tour conferma una cosa. Conta andare avanti per la propria strada. Guardarsi intorno ed essere curiosi e ricettivi è vitale, ma formare autonomamente il proprio linguaggio sonoro è la priorità. I fatti ce ne daranno in qualche modo ragione.

17 Giugno - Arrivo a Chicago:
Adesso alla dogana americana ti fotografano impronte digitali ed iride. Usciti dall'immenso Aeroporto O'Hare di Chicago una sottile brezza Sahariana ci ottenebra. Non fa caldo ma molto, molto di più. La temperatura è inumana. Eppure Scott, il batterista dei Bear Claw - la band con cui condivideremo backline e tutte le 11 date del tour - arriva in cappellino e giubbotto di tela. Intuisco - grazie alle nostre passate esperienze americane - che questa è la divisa di sopravvivenza per gli interni ad "aria condizionata siderale". Per la cronaca: i Bear Claw non sono molto conosciuti da noi ma in america godono di un solido seguito tra gli appassionati di post punk chicagoiano. Sono due bassi e una batteria, empatici e metronomici. Ci accumuna una label - la Sickroom records - che ha stampato il nostro disco in Usa - ed una data condivisa un anno fa circa in Svizzera. Poi basta, il resto lo vivremo insieme in questo giro.

18 Giugno - Chicago:
Il Quenchers di Chicago è una bellissima birreria con una scelta di oltre 200 birre da tutto il mondo: Massimo ci va a nozze, Sacha non beve birra, io più che altro sto bene col vino. A fianco c'è la sala concerti: stasera è la prova di rodaggio. Prima suonano i Chrome Robes, band locale con virate pop punk. Scott, il chitarrista baritono, ha ereditato la sua sala prove dagli Us Maple. Poi tocca a noi. E tutto fila davvero liscio, con momenti di ottimo pathos, anche se l'effetto fuso orario è ancora ben presente e il ricordo del concerto è straniante. Il pubblico - composto metà da musicisti e metà da seguaci della Sickroom - dimostra di gradire molto il nostro set: tutti ci trovano molto distintivi nello stile. Facciamo amicizia. Al banchetto si cominciano a vendere molti vinili.

(The Louisville Family)

19 Giugno - Louisville:
Sulla carta è un tour in crescendo, ma alla fine, con due aperture così, ci pare di essere già saturi. Ieri serata intensa, oggi 9 ore di viaggio per il Kentucky, Jet lag ancora da smaltire, umidità a livelli di sopravvivenza e un concerto da fare con gli Shipping News. Ma non ci pare vero, stasera rivedremo alcuni tra i migliori amici di sempre. E infatti all'arrivo allo Skull Alley - il consueto ma sempre bello da vedere "centro americano per l'arte e lo spettacolo" - ci sono proprio tutti. Dagli Shippings Jeff Mueller (ex June of '44) Jason Noble (ex Rachels) Kyle Crabtree (da un po' anche batterista di Shannon Wright) e Tod Cook (barbuto ex Slint della reunion ed ora anche nei Dead Child con David Payo) alla stessa Rachel Grimes. Spunta anche Fred Erskine, ex bassista di June of '44 che ora vive ad un paio d'ore da qui, a Indianapolis. Per noi è un "coming back" davvero emozionante, una serata commovente ed indimenticabile che fila via come il ricordo di un bel sogno. Il concerto attinge da quest'atmosfera southern e il nostro merchandising dopo il concerto va meravigliosamente. A fine concerto un ragazzo mi chiede dei Goblin

20 / 21/ 22 / 23 / 24 Giugno:
Scelta deliberata: accorpare queste date è d'obbligo. Non solo perché ventre molle del tour - l'immenso, implacabile, polveroso Mid west - ma perché nel ricordo e nell'esperienza queste date, rispettivamente Kansas City, Oklahoma City, Des Moines, Omaha, con l'eccezione di St Louis (Missouri), sono un unico, monocorde feedback. Per nulla negativo, ma monocorde si. Stesse periferie, stesse insegne (Wendy, Dannys, Subway, Mc Donald ...), stesso cibo, stesso caldo surreale, stesse casette in legno, Stessi SUV, stessi motel, stesse chiesette battiste o che dir si voglia. Però scattano le riflessioni. Questa è parte dell'America che abbiamo letto sui libri, apprezzato nella trasfigurazione musicale o filmica. Parte di questa monotonia è la molla creativa che per opposizione da qui prende slancio. La forza di uscire da un endemico appiattimento. La cultura vera appartiene ai grandi centri ma… Miles Davis è cresciuto a St.Louis, tanto per fare un esempio. E proprio St Louis e il suo memorabile "Art Center" sono l'eccezione sul tutto. Si suona a terra, senza impianto, la gente è simpatica e motivata, ti respira in faccia mentre suoni. I TSK qui faranno il loro top merchandising di tutto il tour.

(Tod, Sacha, Massimo)

25 Giugno - Minneapolis:
Anche se ci abbiamo già suonato parecchio con loro, condividere il palco con gli Shellac in Usa è un altro paio di maniche. Qui il trio fa sold out ovunque e sempre. L'attesa è palpabile, i ragazzi fuori dai club si accalcano già in anticipo. E ovviamente - anche se accompagnati dagli americanissimi Bear Claw - noi siamo italicamente in ritardo per il sound check. Todd Trainer, magro, allampanato e tutto di nero vestito, è al primo angolo di strada adiacente il venue con un cellulare all'orecchio. A 10 metri di distanza in linea retta Bob Weston, in shorts e maglietta bianca, pure con il suo cellulare in azione. Stanno cercando di avvistarci il prima possibile per comunicare al club del nostro arrivo: al Varsity Theater gli orari non si sgarrano. E infatti tutto procede al fulmicotone. I saluti con un sorridente Steve Albini che ci aiuta a scaricare, il load in, il line check, la cena e poi il concerto. Più emozionati stavolta ma più carichi. Il nostro set rispecchia lo stato emotivo. Teso e vibrante. E poi i ragazzi americani interagiscono piacevolmente dopo lo show: comprano una quantità di nostri vinili, rivelano senza filtri il loro interesse per il nostro sound che trovano ancora una volta unico nello stile e nell'impatto. Dal canto loro gli Shellac faranno un concerto memorabile. Memorabile anche per le battute/barzellette su Michael Jackson declamate da Steve e Bob al microfono. Proprio oggi è deceduto il king di Neverland.

26 Giugno - Milwaukee:
Milwaukee sembra una cittadina di provincia. Gente rilassata, atmosfera anni 50, birra, macchine vintage ad ogni crocicchio, ed una predilezione per gli italiani: il quartiere dove suoneremo è stato fondato da emigranti italici nei primi decenni del '900. Gli Shellac stasera ci danno la misura di come una grande punk band ha ancora un forte senso dell'amicizia e della comunità musicale. Questo show infatti non ha alle spalle promoter o booking agency di sorta. È stato interamente messo in piedi da un amico di vecchia data di Steve senza grandi cachet. Per cui: piccolo club stracolmo di gente, si suona nella sala biliardi, atmosfera calda e spontanea, volumi intensi e di riflesso ottimi concerti, per Three Second Kiss, per i Bear Claw e per Shellac. Dietro il palco, dietro una tenda di velluto pesante, c'è la foto degli Italiani che hanno costruito il quartiere. Quando eravamo emigranti.

(Bottom Lunge Club, Chicago)

27 / 28 Giugno - Chicago:
Le ultime due date del tour si svolgono a casa degli Shellac, a Chicago, nel nuovo gettonatissimo Bottom Lunge Club. Gli Shellac non suonano in città dal 2007 e questo fa la differenza. La prima data è serale, ed è infatti già sold out da tempo. La seconda è pomeridiana, quelli che qui chiamano all-ages-shows, e sarà stipata anch'essa. Nel frattempo io mi sono tagliato il polpastrello del dito medio della mano sinistra: è quasi impossibile suonare. Sono vicino alla disperazione. C'è solo un risolutore che può veramente aiutarmi: Bob Weston. Lo invoco e lo cerco nel backstage perché ricordo che a Milwaukee lui ha avuto un problema analogo al pollice. Ed infatti non mi sbagliavo, lui la risposta ce l'ha e va oltre ogni mia aspettativa: si chiama Superglue, in italiano Attack. Bob mi applica cautamente più strati di attaccatutto sopra la ferita per creare una pellicola indelebile. E alla respirazione della carne viva …ci si penserà poi. Ora conta suonare. Questi due soli concerti sono praticamente valsi quasi tutto il tour, per dirla in breve. Il Bottom Lounge è stipato, suona magnificamente, il pubblico è il più attento e ricettivo che abbiamo mai potuto saggiare fino ad ora. Ed è bello essere emozionati dopo 15 anni di band. Un solo ricordo su tutti: il nostro show è stato un crescendo emotivo, con la sensazione di un pubblico che con i minuti riusciva ad entrare sempre più in sintonia con pezzi che non conosceva. Il ricordo rimane uno su tutti: un boato/applauso corale di approvazione dopo l'ultima canzone, il rumore delle bacchette di Sacha che si appoggiano esauste sul rullante, Massimo che ringrazia e si toglie la cinta sudata del basso, io che rimango qualche minuto ancora. Fisso il polpastrello: la colla ha tenuto. Grazie Bob, grazie Shellac, grazie Bear Claw. A fine concerto qualche autografo sui poster degli show e un tipo che mi chiede se mica conosco i Goblin.



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