Disciplinatha - T.P.O. (Teatro Occupato) - Bologna Live report, 07/06/1997

20/06/2000 di



Tre anni dopo l'evento successo a Bologna cogliamo l'occasione per ricordarvi dell'esistenza di un gruppo rock che per molti (comunque troppo pochi!) ha significato tanto.

Questa cronaca, ancora 'calda' pur essendo passati 3 anni, è la testimonianza che Cristiano, Valeria, Roberta, Daniele e Dario hanno lasciato un buco che ancora nessuno è riuscito a colmare. Mai come adesso il proverbio "Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno..." sembra indicato.

Sei mesi dopo il laconico comunicato che ufficializza lo scioglimento del gruppo i Disciplinatha salgono sul palco per un'esplicita ultima volta: ovvio che sia Bologna ad ospitare l'epilogo di un'avventura decennale chiusa nel peggiore dei modi, tra enormi problemi e strascichi polemici con l'etichetta ed una faticosissima conclusione della lavorazione dell'album "Primigenia" che, a dispetto delle difficolta' tra le quali è arrivato alla luce e di un titolo che, a posteriori, suona crudelmente ironico, resta un grandissimo disco, assolutamente adatto per alimentare inevitabili rimpianti per quanto ancora avrebbe potuto produrre questo gruppo straordinario.

Via. Daniele suona una gloriosa batteria che, nota triste, è già stata venduta, alla sua destra Dario, come sempre, tira fuori l'impossibile dalle sue chitarre, e, davanti, alle due voci si affianca Roberta, la bassista che ogni gruppo vorrebbe anche se non sapesse suonare una sola nota. E non e' certo questo il caso. Nessuno si risparmia, c'è spazio praticamente per tutto quello che e' stato dato alle stampe, sistemato all'interno di una granitica struttura che racchiude tra due solidissime teste di ponte una parte centrale piu' pacata: per le ormai classiche cover (Up patriots to arms di Battiato e la splendida New dawn fades dei Joy Division), per gli inizi devastanti datati fine anni '80 (con tanto di megafono e arringhe mussoliniane, questa volta non c'è nulla da perdere se qualcuno interpreta male), per l'esecuzione quasi integrale di Un mondo nuovo e di Primigenia.

Tutto confermato nel piu' plateale dei modi, la band dal vivo e' praticamente perfetta, con indiscusse capacità tecniche e arrangiamenti magistrali che rendono al meglio le già alte potenzialità dei pezzi, mentre le voci di Valeria e Cristiano si intrecciano con la solita efficacia: Ultima fatica e Leopoli sono monumentali, Vi ricordate quel 18 aprile? è semplicemente da brividi, A volte invece no vola altissima, ma ogni singola track meriterebbe due righe di commento dedicato. Sotto il palco si poga, si canta, si suda tanto quanto sopra, tutti insieme a dare il massimo, tutti coscienti di quello che sta succedendo. Non c'e' solo l'inafferrabile "presente" che caratterizza ogni bel concerto, questa sera l'irripetibilità è "qualitativamente diversa": non ci sara' una prossima volta.

Dopo due ore Cristiano, secco ma senza riuscire a controllare del tutto la voce, dice: "Questa e' davvero l'ultima". E non puo' che essere Addis Abeba a chiudere tutto quello che proprio da lì era cominciato, dieci anni prima.

A parole non c'e' alcuna speranza di riuscire a raccontarla, ma non basterebbe nemmeno un bootleg da favola: resta negli occhi il minuto conclusivo, con Valeria che, in lacrime, passa il suo microfono alle prime file, per poi abbracciare stretto chi ha urlato tutto quello che poteva nel crescendo finale, Roberta che scappa dal palco appena si spegne l'ultima nota, gli altri che si fermano a regalare lattine di birra ai frastornati testimoni dell'ultimo atto.

Tra il pubblico occhi lucidi, qualcuno che continua a fissare inebetito il palco ormai vuoto, qualche frase banale a testimoniare l'illogica incredulità di chi a priori sapeva perfettamente cosa sarebbe andato a vedere ma "esserci stato è un'altra cosa", la tranquillità inutile di altri nell'affermare che il disco successivo sarebbe stato perfetto, etc.

O piu' spesso il silenzio, senza nemmeno avere voglia di qualcosa da bere.

Tolto il nastro adesivo agli angoli, il manifesto, con scritto in grande "ULTIMO CONCERTO" sotto il bel logo di "Primigenia" stampato bianco su nero, farà bella figura in una collezione che ne avrebbe fatto volentieri a meno.

Non c'è altro. E' finita.



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