La tristissima storia della canzone più lunga del mondo

Sul libro dei record compare un artista vercellese, uno Ian Curtis di provincia di nome Giancarlo Ferrari. Che fa suonare la sua "Apparente libertà" per 76' e 44", narrando della fine e di un nuovo inizio. Ecco come è nata questa moderna tragedia in un unico, interminabile, atto

Giancarlo Ferrari in una recente foto presa dalla copertina di "I Am, You Are"
Giancarlo Ferrari in una recente foto presa dalla copertina di "I Am, You Are"
24/11/2021 - 10:35 Scritto da Simone Stefanini

Un giorno come un altro scopri che esiste una canzone che dura 76 minuti e 44 secondi. Si intitola Apparente libertà, è stata scritta, arrangiata e registrata da Giancarlo Ferrari ed è la canzone di musica "pop" più lunga del mondo, certificata da World Records Academy. L’italiano, vercellese classe '72, ha battuto il precedente record di The Devil Glitch di Chris Butler che dura 69 minuti. 

Dell'autore, a una prima ricerca si sa poco: è il membro fondatore della band gotica Some Sad Clowns e ha pubblicato altri due album (King of Darkness nel 2017 e Colder Than Death nel 2016). Ho provato a contattarlo ma invano, pare che non abbia internet in casa. Anzi, se ci leggi (e ti fa piacere) Giancarlo ricontattaci. 

 "Forse sono pazzo ma dimmi che tu verrai con me, forse son diverso ma dimmi che tu starai con me"

Wikipedia mi informa che la bassa qualità della traccia vocale, forse dovuta al cattivo stato di salute dell’interprete (vittima di un grave incidente stradale nel 1998), rende spesso difficile la comprensione del testo, il quale affronta come argomenti le distorsioni della storia, il razzismo, il tifo politico, l’inquinamento, la schiavitù e le illusioni della classe lavoratrice e la falsa informazione che rende impossibile la democrazia. 

video frame placeholder

Ci sono volute 150 pagine di spartito per scrivere la canzone, il cui testo conta più di 700 versi. Il brano è stato composto nel 2005 ed è stato pubblicato gratuitamente nel 2008 in cd. La sua registrazione è fortemente connotata da un synth dai suoni tipicamente midi, con cui l'autore crea la melodia e il ritmo, che ha un incedere post punk marziale nella parte diciamo più comprensibile, con molti cambi di tempo e crescendo sinfonici, sempre eseguiti con la tastiera midi.

La struttura armonica è sinistra e inquietante, specie verso la mezz'ora quando abbandona la tipica struttura canzone, seppur idi per sé dadaista, per avventurarsi in passaggi musicali che sembrano la colonna sonora in 16 bit di un gioco come Castlevania. Per uno come me appassionato di retrogaming l'ascolto è anche piacevole, ma scommetto che per la maggior parte del pubblico questa composizione risulti piuttosto ostica. 

video frame placeholder

Il testo non è molto comprensibile ma è sicuramente uno sfogo del suo autore, con una storia di tremenda sfortuna alle spalle. Ho indagato un po' in Rete e sono venuto a conoscenza di ciò che sta dietro a una canzone di questo tipo.

Durante la fine degli anni '90 nel Nord Ovest italiano facevano musica i Some Sad Clowns. A differenza delle altre band di zona, che amavano fare cover con cui girare i palchi di provincia, alla band capitanata da Giancarlo Ferrari piaceva passare il tempo in studio a creare pezzi originali. Lui era un bel ragazzo e la sua voce veniva spesso accostata a quella di Ian Curtis dei Joy Division. Il 28 settembre 1998 Giancarlo, alla guida della sua auto, viene investito da un camion, che non gli dà la precedenza. Riesce a salvarsi, ma la sua vita non sarà mai più la stessa.

Gravemente ferito, con una gamba danneggiata e un occhio salvato per miracolo che non sopporta più la luce, Giancarlo è costretto a vivere come un vampiro. In quei giorni finisce per lui anche una relazione importante e niente sembra avere più senso. In seguito incontra un'altra ragazza che riesce a farlo uscire di nuovo dalla gabbia che si era creato e lui, per parlare di nuovo al mondo e far parlare il mondo di sé, inizia a scrivere (per la prima volta in italiano) una canzone dalla durata straordinaria: Apparente libertà.

La canzone è stata registrata il 5 ottobre del 2005 ed è uscita in CD il 23 marzo del 2008, il giorno del suo 36° compleanno, che coincideva col giorno di Pasqua. Per lui è stata una sorta di risurrezione personale. Da qui perdo notizie fino a trovare una nuova traccia nel 2019, quando pubblica insieme a Dave-ID Busaras il disco I Am, You Are.

video frame placeholder

Un incontro tra due vite complesse, finite un po' ai margini (Dave-ID era "l'uomo criceto" dei Virgin Prunes storica band goth sperimentale irlandese degli anni '80 capitanata da Gavin Friday), per un album di non facile ascolto, un lamento viscerale per un'esistenza per niente generosa. Concludo con le (poche) parole che sono riuscito a captare in quel flusso di coscienza doloroso che è Apparente libertà.

 "Ingabbiato nel silenzio cerco invano un'uscita, urlo contro questo nulla che avvolge ed annienta. Le parole mie tutte sono stronzate senza fiato, vorrei farvi guarir tutti dalla vostra cecità. Un bagliore nella notte può far luce su quel fuoco. Mi donasti uno scopo solo infranto al risveglio. Noi tutti ora ci accorgiamo con orrore che dobbiamo adattarci all'odiosa apparente libertà"

 

---
L'articolo La tristissima storia della canzone più lunga del mondo di Simone Stefanini è apparso su Rockit.it il 2021-11-24 10:35:00

COMMENTI

Aggiungi un commento Cita l'autore avvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussione Invia