Go Dugong: 5 consigli per produrre bene spendendo poco

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20/03/2015

Il suo ultimo “A Love Explosion” si posiziona tra i dischi di musica elettronica più interessanti di questo 2015 e si è guadagnato un meritatissimo Primascelta. Quale miglior producer a cui chiedere, allora, qualche buon consiglio per produrre una traccia senza spendere nemmeno un euro? Ecco cosa risponde Go Dugong. 

1. Prepararsi spiritualmente alla produzione
Anche il tempo a disposizione è denaro. Gli strumenti e le modalità di produzione sono infinite quindi, per prima cosa, sarebbe meglio avere le idee chiare su quello che si vuol fare. Partire con un'idea di base, un concept, l'aver chiaro il mood che si vuol trasmettere e soprattutto il perché lo si vuol fare sono elementi che aiutano molto anche a scegliere il giusto hardware/software che caratterizzerà il nostro suono. Fondamentale anche il luogo in cui si produce. Personalmente adoro il comfort e il relax, avere tutto montato e collegato in modo da non interrompere mai l'istintività del processo creativo. Appoggiate sul banco di lavoro il vostro Maneki Neko che saluta e assicuratevi che bibite, sigarette, cibo, sostanze varie siano a portata di mano.

2. Valutare la strumentazione a propria disposizione e imparare a tirarne fuori il meglio
È inutile voler fare produzioni alla Timbaland se non si dispone di uno studio, attrezzatura e skill adeguate. Avere poca roba a disposizione non è per forza uno svantaggio. Puoi crearti un tuo suono personale mettendo assieme quello che hai. E se la roba suona male? Per me "suona bene" o "suona male" è davvero soggettivo. Un pezzo può suonare male ma nello stesso momento avere più personalità di un altro tecnicamente perfetto. L'importante è, appunto, cercare di capire quali carte si hanno in mano e come giocarsele nel migliore dei modi.
Se non avete le carte allora mi sa che qualche euro lo dovete spendere. Su qualcosa dovrete pur registrare i vostri deliri, no? Quando ho cominciato usavo un'Amiga 600. Salvavo i progetti su floppy disk e per riascoltare cosa avevo fatto registravo tutto su cassetta.

Amiga 600

3. Non incaponirsi sulla tecnica. Puntare piuttosto sulla ricerca 
La leggenda vuole che Quentin Tarantino non abbia mai studiato regia o sceneggiatura ma fosse semplicemente un maniaco cinefilo divora-film. Lavorava da Manhattan Beach Video, un videonoleggio a Los Angeles dove non faceva altro che spararsi film di ogni genere e dove ha conosciuto diversi personaggi diventati poi suoi collaboratori.
Non ho scelto questo esempio a caso. Quentin è stato definito anche un regista/DJ per la sua capacità di mescolare stili diversi prendendo ispirazione dai b-movie, gli exploitation, spaghetti western, polizieschi, ecc. È un po' la mia stessa attitudine. Ovvio, non mi definirei mai un Quentin Tarantino della musica, ma non avendo imparato a suonare mai nulla bene, ho sempre preso questa storia come esempio. Si possono fare delle cose di un certo spessore anche non conoscendo la tecnica. A volte può bastare il buon gusto, e quello te lo fai ascoltando tanta musica diversa e in maniera attenta, non superficiale.

4. Avere dei buoni ascolti
Abbiamo detto che della tecnica non ci importa molto ma è importante riuscire ad avere dei buoni ascolti di quello che si sta facendo. Per me, quindi, è fondamentale avere dei buoni monitor o cuffie. Se non ne dovessimo disporre consiglio di usare una traccia di riferimento, un brano il cui suono ci piace e si avvicina in qualche modo al nostro. Il nostro pezzo non suonerà mai così ma almeno non ci si allontana troppo.

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5. Scegliere i giusti sample e plugin
Personalmente adoro girare per negozi o mercatini e portarmi a casa vinili pazzi a 1,50 €. Molte cose sono funzionali solo al campionamento, difficilmente mi capita di riascoltarli per intero a casa. Si possono prendere sample dai dischi più assurdi e trovare ottimi spunti per la produzione di un pezzo. A volte mi capita di partire da un sample, costruirci attorno tutti gli altri arrangiamenti e poi toglierlo o sostituirlo con qualcos'altro. Provate a sfidarvi, campionate qualcosa di davvero pazzo (ad es. musica da balera, neomelodici napoletani, pop italiano anni '80, musica thailandese… ma anche eurotrance e goa) e provate a costruirci attorno qualcosa di vostro.
Per quanto riguarda i plugin la scelta è infinita… Personalmente mi trovo molto bene con la roba della Native Instruments come Reaktor, Kontakt e Battery (che però sono a pagamento). Esistono anche ottimi plugin scaricabili gratuitamente o ad un prezzo inferiore. Il consiglio è di provare un po' tutto inizialmente, confrontare i diversi suoni e scegliere quali plug fanno per noi. Successivamente disinstallare tutto ciò che non ci serve o che non usiamo e cercare di tirare fuori il meglio da quei due tre che abbiamo selezionato.

 

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Tag: tutorial

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