Tutta provincia, tutto coraggio

26/04/2011 di

(The Gentlemen's Agreement in piazza - Napoli)



TUTTA PROVINCIA, TUTTO CORAGGIO

Il tempo diminuisce e noi siamo sempre più microscopici. Infinitesimali. Dopo il terremoto in Giappone la giornata si è ridotta di un milionesimo di secondo. Tempo che ci è stato tolto (dall'America? dall'HAARP? Dal governo ladro? da Vallanzaska?): il fatto è che stiamo scomparendo come i dinosauri senza aver lasciato un cazzo di segno né una mezza impronta o un graffietto. L'ultima speranza è la provincia (che abbiamo dentro). Quella contestazione umana che si alimenta tra edilizia inutile e centri storici, profumi di spezie e balconate di ferro arrugginito. La periferia geo-tutto. Posti in cui l'odio arriva prima, brucia, diventa veleno e quando va bene si trasforma in coraggio. Il presente è che l'Italia è "tutta provincia".
Facciamo che il futuro diventa: "tutto coraggio"?

(Gerson al Palazzo Granaio - Settimo Milanese, provincia di Milano)

Maledetta Primavera è un piccolo e sfuggente esempio (di provincia e di coraggio). Per la terza volta consecutiva. Oltre 130 concerti in contemporanea (aumentano di anno in anno) e soprattutto quella santificata voglia di Esserci. In linea di massima: cambiare il mondo non l'abitante (o viceversa). L'importante è cambiare.

ITALIENISCHE REISE

Come Goethe. Quello che tra le altre cose disse "l'uomo è una creatura che sa presto, ma mette in pratica tardi".
Voglio dire che l'economia non c'entra più niente. Ok, uno è nullatenente per povertà o perchè è una merda, ma se la matematica ci stava sui coglioni perchè siam finiti a sottometterci così passivamente ai numeri? E' come fare un sito porno senza aver mai scopato.
Maledetta Primavera è la Gente.
Quanta e quale.
Ma soprattutto è il coinvolgimento.

(9 all'Ida Nowhere - Berlino)

"Ottima iniziativa. facciamo rete!" (da Cattolica), "Ieri pioveva, oggi c'è il sole. La primavera con due giorni d'anticipo. (…) Il centro adesso pullula di gente di ogni tipo, pensionati, famigliole, adolescenti che si prendono a pugni sulle spalle, universitari a casa per il ponte con la birra in mano" (Nadar Solo da Vasto), "canzone dopo canzone siamo riusciti ad aprire il cuore al pubblico numerosissimo che è venuto ad ascoltare le nostre nuove canzoni! Una sensazione grandiosa, mista a tutta la fatica fatta per prepararci alla prima dello spettaolo nuovo" (The Gentlemen's Agreement da Napoli). E non solo locali o piazze, ma per esempio i negozi di dischi: "in un pomeriggio d'inizio primavera all'interno di un negozio di film e musica un gruppo ristretto di persone ha avuto il piacere di ascoltare il repertorio di Alessandro Cecchini alias Alex Snipers" (dal Videotime di Ancona). "Un concerto suonato in un salotto. La televisione accesa con un bel film di Mario Bava alle spalle di una montagna di amplificatori fumanti di fuzz e reverberi" (da Cesena).
Par.
Te.
Ci.
Pa.
Re.
Nei posti dove "qui non succede mai niente, che palle, uff, che noia, blablabla".
"Portare Maledetta Primavera nel Tigullio è stata una sfida, perché fare qualcosa qui, dalle nostre parti, è sempre un terno al lotto, specie quando si tratta di musica. (…) Noi puliamo, rassettiamo e chiudiamo: ma la festa non è ancora finita! Perché per noi, organizzatori e musicisti, è l'ora di festeggiare la riuscita della serata!...e allora tutti all'Autogrill" (Debora da Tigullio). "Avevamo l'esigenza materiale di essere coinvolti, di sentirci parte di un tutto, che troppo spesso ci tiene fuori, ai margini" (Antonio dal Mamamù di Napoli).
Far.
Di.
Tutto.
Per.
"Gli organizzatori per sostenere le spese hanno stabilito il biglietto d'ingresso ad un prezzo davvero light, ovvero 3 euro" (Fabio da Putignano). E via così. Centinaia di racconti, foto, video, sintetizzabili nella universale e magica parola che è: semplicità. La gente vera. La mossa più rivoluzionaria che ci resta, l'arma segreta è: fare bene quel cazzo che ci piace fare. In questa grande provincia. Col nostro stronzo coraggio.

OGNUNO FA IL ROCKIT CHE GLI PARE

(Black Jack di Trasanni, provincia di Urbino)

Tutta Roba Italiana, avete presente?
1997.
2011.
Il risorgimento.
"Da soli non si può far niente. Ci dobbiamo trovare per non essere travolti" disse my man Giorgio Gaber.
Via, tutti in provincia. Cioè in Italia. Che è nella periferia (ultimamente nei bidoni della periferia). Però Coraggio!
"Tutti ballano e si divertono. La festa della Primavera non poteva essere più soddisfacente quest'anno" (Claudia da Napoli). "Non curanti di tutto il resto. Abbiamo ascoltato attenti, con i bicchieri in mano. Abbiamo dimenticato i nostri accendini nelle tasche dimenticate delle nostre giacche sgualcite. Abbiamo dimenticato la città bagnata dalla pioggia caduta per caso, quasi a consacrare, con un temporale scherzoso, una serata nata bene e finita benissimo" (Gaspare da Torino).
I posti piccoli, dismessi, i frantoi del 600, i muri di tufo, i vicini che rompono, il locale chiuso, i garage, l'unica cosa da fare in tutta la città, i pregiudizi che alimentano la carica, tutti che conoscono tutti, parlare italiano ma ogni tanto del buon fottutissimo dialetto. "Chiude la serata con la tipica espressione trendy marsalese "Agneddro e suco e finio u vattio" ma cosa pretendete... del resto c'era la televisione" (da Marsala).
Ormai Maledetta Primavera cresce ma non dipende quasi più da noi. E' un fatto di contrazioni e di spinte. Di sudore e di rabbia. Di speranza e di passione.
E' un anno intero che si sintetizza quando arrivano i primi fiori. E' un fiore gigante che si schiude e scoppia. E' uno scoppio fortissimo, quando ci pensi.
Voglia di stringersi e poi, vino bianco (o birre o tutto il resto), fiori e nuove canzoni.
Grazie a tutti, nuovamente. Senza far nomi questa volta. Tutti insieme nella mischia. Anche se in 130 paesi distanti tra loro. Il palco sembrava essere lo stesso. I gruppi tantissimi. Nessun tipo di selezione all'ingresso. Solo rispetto. E un inno nazionale fatto apposta per l'occasione. Un festival immenso. Nello stesso momento. All over Italy. Musica Italiana Ovunque.
Se vuoi vivere bene devi vivere due volte: una per te e l'altra per i tuoi sogni. Saltiamo la prima.

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