Tutti, ma veramente tutti i riferimenti nascosti nelle canzoni di Liberato

Un lavoro folle, immane, lunghissimo. Motivo per cui non potevamo esimerci dal farlo: abbiamo scavato nella discografia del producer napoletano per svelare ogni singolo omaggio, e citazione contenuti nei suoi brani. Da Pino Daniele a Rihanna, fino a Shakespeare nel nuovo disco "Radio Liberato"

La copertina di Radio Liberato
La copertina di Radio Liberato

C’è un filo rosso che collega Rihanna a Maria Nazionale, e Elton John a Roberto Murolo. E quel filo rosso ha una maschera e una maglietta azzurra del Napoli. Da Pino Daniele al britannico Burial, passando per le Pussycat Dolls e Eduardo De Filippo. Perché, se studiato a fondo, LIBERATO è una vera e propria enciclopedia contemporanea di musicologia. E siccome è appena uscito RADIO LIBERATO, quarto album del producer made in Napoli, abbiamo deciso di lanciarci in una sfida: recuperare tutti gli artisti citati e omaggiati dal misterioso cantante partenopeo nei suoi quattro dischi. Ci saremo riusciti? 

Pino Daniele

Da buon napoletano, LIBERATO non ha mancato di omaggiare Pino Daniele in numerose produzioni. Si tratta perlopiù di riferimenti lirici, come ad esempio:

- Il verso “Puortame ‘a casa mia” di JE TE VOGLIO BENE ASSAJE cita il brano Puortame ‘a casa mia (dall’album Vai mo', 1981)

- Il termine “pucundria” compare in diverse canzoni di LIBERATO, come ad esempio GAIOLA PORTAFORTUNA e GUAGLIO.  La “pucundria” non ha una vera è propria resa in italiano. È una sorta di malinconia, ma più profonda. Sebbene sia una parola quotidianamente in uso nella lingua napoletana, la mente ci riporta subito al brano Appocundria di Pino Daniele (Nero a metà, 1980).

video frame placeholder

- In WE COME FROM NAPOLI il testo recita “Terra mia, terra mia”, che è anche il titolo dell’apprezzatissimo album di esordio di Pino Daniele, uscito nel 1977.

- Nella tracklist del terzo album di LIBERATO, uscito a mezzanotte e un minuto del 1° gennaio 2025, è presente un brano chiamato A’ FOTOGRAFIA. Il testo recita "mane dint'à sacca chiena 'e carte e cartuscelle". Si tratta di un sottile omaggio al brano Carte e Cartuscelle di Pino Daniele (Mascalzone Latino, 1989).

Pussycat Dolls, Rihanna, Maria Nazionale, Elton John e Teresa De Sio

Il primo singolo del terzo album di LIBERATO si chiama TURNA’. Il brano presenta due palesi citazioni melodiche e liriche. La prima riguarda il brano Voglia ‘e turnà di Teresa De Sio (omaggiato anche nel testo), la seconda coinvolge invece Don’t Cha delle Pussycat Dolls, con LIBERATO che canta: “Don’t you wish your girlfriend was from Napoli?!”. Restando sul terzo album, ESSA (con Maria Nazionale) è una rivisitazione proprio di una canzone della cantante partenopea. Si tratta del brano Penzo Sempe A Isso, la cui versione originale è però cantata dal punto di vista di una donna. 

In ANNA è probabile che LIBERATO abbia voluto creare un collegamento al brano Anna se sposa di Gigi D’Alessio. Il riferimento non riguarda solo il nome della protagonista, ma anche la strofa “mo te l'aggi''a dicere, nun te spusá cu chillo”. La canzone di D’Alessio recita infatti: "Anna, si overo te spuse cu n'ato ‘int'à chiesa, faje scemo a Gesù". Gigi D’Alessio è vagamente omaggiato anche in GUAGLIUNCELLA NAPULITANA, dove LIBERATO canta "quanno scinne 'a matina e vaje a faticà sempe ch''e capille 'nfuse". La medesima descrizione della donna è infatti presente nel testo di 'A primma 'nnammuarata di Gigi D'Alessio ("gia' te penso dint' a casa che capille 'nfuse").

Nel brano A’ FOTOGRAFIA - lo stesso che cita Carte e cartuscelle di Pino Daniele - LIBERATO omaggia in successione anche Elton John e Enzo Avitabile. Nel testo LIBERATO canta “nun m'arricordo si l'uocchie tuoje belle so' verde o so' blu", che sembrerebbe essere la versione napoletana di "Excuse me forgetting but these things I do, you see I've forgotten if they're green or they're blue. Anyway the thing is, what I really mean, ours are the sweetest eyes I've ever seen" (Your Song, Elton John). Qualche strofa dopo LIBERATO canta “e nun arape 'a vocca ch''e parole so' curtielle", immagine ripresa direttamente dal brano Addò so’ nato io di Enzo Avitabile con Lello Arena.

Altri omaggi internazionali? Eccovi accontentati: “'Mmiez'â via allucco: ‘Stand by me’” (OI MARI’): il riferimento è ovviamente al brano di Ben E. King, che LIBERATO ha omaggiato anche dal vivo durante il concerto al Rock In Roma 2019, mentre “Ma-Ma-Madonna, Ma-Ma-Madonna” (OI MARI’) sembrerebbe riprendere in modo pedissequo la scansione ritmica di “Rum-pum-pum-pum” di Man Down di Rihanna. Rihanna è citata anche nella strofa di GUAGLIUNCELLA NAPULITANA, quando LIBERATO canta “Please don't stop the music".

video frame placeholder

Se il titolo NAPOLI QUEEN poteva aver fatto pensare a un possibile omaggio a Trap Queen di Fetty Wap, tutti i dubbi vengono dissipati al primo ascolto: quella di LIBERATO è una vera e propria cover in napoletano, che nel ritornello presenta addirittura i versi inglesi di Fetty Wap (“And I get high with my baby”). E se il brano di Fetty si apriva con “1738”, quello di LIBERATO lo fa con l’immancabile “1926” (anno di fondazione del Napoli calcio). Lo stesso numero era stata citato da LIBERATO anche nell’intro e nei ritornelli di TURNA’ (dal terzo disco).

Spazio anche a William Shakespeare: LIBERATO è arrivato a citare addirittura il Bardo nel finale di GOODBYE (da RADIO LIBERATO). A canzone finita, una voce femminile dice “Na rosa, pure cu n'atu nomme tenesse sempre 'o stesso addore” (ovvero “una rosa avrebbe lo stesso odore anche con un altro nome”). La citazione è al secondo atto di Romeo e Giulietta, quando la protagonista, affacciata al balcone, recita: “Che cosa c'è in un nome? Ciò che chiamiamo rosa, pur con un altro nome, avrebbe lo stesso dolce profumo.” Nel Liberato-verse questa frase ha un significato ben preciso: che importa conoscere il vero nome di chi si cela dietro al progetto LIBERATO?

video frame placeholder

E ancora: Le schitarrate di GOODBYE ricordano, per scansione ritmica e composizione armonica, quelle di Baba O’Riley dei The Who (dall’album Who’s Next, 1971); “O core mio 'o 'i ccanno, my heart will go on” (NUNN'A VOGLIO 'NCUNTRÀ) cita My Heart Will Go On, iconica canzone di Céline Dion, nota ai più per essere stata il tema principale del film Titanic; “Nun 'evo maje penzato de 'ncuntrá somebody like you” (NUNN'A VOGLIO 'NCUNTRÀ): l'omaggio abbastanza palese sembrerebbe essere a Somebody Like You di Keith Urban, ma in realtà, per quello che dice il testo di LIBERATO, il riferimento ci sembra più a Someone Like You di Adele, il cui testo recita "Never mind, I'll find someone like you". Chiudiamo con: “pecché m’ero miso ‘ncapa ‘e fà Lana Del Rey, ‘e caí? Ev”a fà la vita vissuta” (’O DIARIO).

Cultura napoletana, canzoni classiche e calcio Napoli (ovviamente)

Sugli omaggi di LIBERATO alla cultura napoletana ci si potrebbe scrivere un libro. Il primo riferimento, più o meno sottile, è alla primavera di maggio come mese di rinascita. Il pensiero va ovviamente a Era de maggio di Roberto Murolo, ma anche al fatto che il 9 maggio 1987 è il giorno in cui il Napoli vinse il suo primo scudetto. Non solo: “So' rimasto sott'a’ botta, 'mpressiunato” (NOVE MAGGIO) riprende la celebre Tammuriata Nera, il cui testo originale recita “e ‘a femmena è restata, sott’‘a botta, 'mpressiunata”.

“Stu vaso è na catena, nun me fa penzá” (INTOSTREET): l’immagine di un sentimento che incatena ci riporta inevitabilmente al testo di Caruso di Lucio Dalla. In realtà, però, LIBERATO qui potrebbe stare omaggiando il testo di Dicitencello vuje, canzone classica del canzoniere napoletano che recita "È na passione cchiù forte ‘e na catena, ca mme turmenta ll'anema e nun mme fa campà". Lo stesso brano viene richiamato in GOODBYE da RADIO LIBERATO, che si apre con un “Chiedancello â cumpagna toja” (“Dicitencello a 'sta cumpagna vosta…”, dice l'originale), e nei versi “Dint'a 'sta bucia pierdo 'o suonno e 'a fantasia” e 'A voglio bbene assaje", entrambi dal testo di JE TE VOGLIO BENE ASSAJE.

video frame placeholder

Il testo di OI MARÌ, a partire dal titolo, riprende il primo verso del brano Marì Marì composto da Eduardo Di Capua (che peraltro è stato l'autore di'O sole mio). “Ca tu si bionda o bruna”  (GAIOLA PORTAFORTUNA) potrebbe sembrare una frase molto generica, ma è probabilmente un sottile riferimento alla strofa de O’ Sarracino, altra canzone classica napoletana, il cui testo recita: "E na bionda s'avvelena, e na bruna se ne more". "E me pare 'o viento 'e Pusilleco adderuso" (GUAGLIUNCELLA NAPULITANA): citazione diretta della canzone Pusilleco addiruso, scritta da Ernesto Murolo (padre di Roberto) e composta da Salvatore Gambardella nel 1904. CICERENELLA invece riprende nel titolo (e in parte il testo) l’omonima canzone tradizionale napoletana.

Sempre in GAIOLA PORTAFORTUNA, il testo recita “Il cuore mi batteva mo diceme pecché”. Qui LIBERATO riprende il celebre coro Un giorno all’improvviso, in voga tra i tifosi del Napoli. Il riferimento è particolarmente evidente nella versione acustica del brano, quella chiamata GAIOLA e presente nel primo album del cantante. Trattasi peraltro di una citazione nella citazione, dato che la melodia del coro napoletano riprende quella de L’estate sta finendo, celebre hit dei Righeira. Il Napoli calcio è omaggiato anche in tutto il testo di O CORE NUN TENE PADRONE. Il riferimento più sottile è però nel verso che recita “coerenza e mentalità”, che è proprio dello slogan degli Ultras napoletani.

Il verso "Vieneme 'nzuonno, nun alluccà" di TU ME FAJE ASCÌ PAZZ' è un omaggio diretto al brano Vieneme ‘nzuonno, interpretato nel 1959 da Sergio Bruni e Nilla Pizzi. Nel ritornello del brano GUAGLIO’, LIBERATO canta “Guagliò, guagliò-gliò-gliò”: ripetere le ultime sillabe è usanza comune nel reggae (e nei suoi derivati). In questo caso, anche per assonanza di parole e di provenienza geografica, l’omaggio potrebbe essere a Curre curre guagliò dei 99 Posse. Il verso “Passanno e spassano sott'a 'stu balcone”  di NUNN'A VOGLIO 'NCUNTRÀ omaggia in modo diretto il testo di Guaglione, brano scritto da Nicola Salerno e Giuseppe Fanciulli e portato al successo da Renato Carosone prima e da Renzo Arbore poi.

"Eva voglia a fummà, e fà 'e festine, e í ò Basic, e cercà 'e nun ce penzà" (’O DIARIO): il Basic è un club di Napoli noto per essere uno dei punti di riferimento per gli artisti della scena elettronica e underground legata al clubbing.

video frame placeholder

Nello special di NIENTE, LIBERATO canta "Ccà dinto scorre 'o sanghe d'Odisseo. So' fatto accussì, so' partenopeo". Secondo il mito, Partenope era una delle sirene che tentò di ammaliare Ulisse (il cui nome greco è Odisseo) con il canto e, non riuscendoci, si uccise gettandosi sugli scogli assieme alle compagne. Il suo corpo senza vita fu trascinato dalle correnti del mare fino alle coste dell'antica Parthènope (chiamata così proprio in suo onore). Successivamente la città divenne Neapolis, l'odierna Napoli. La stessa tematica è ripresa anche nel brano PARTENOPE (da LIBERATO II).

Restiamo sulla canzone PARTENOPE, dato che il brano presenta tre riferimenti di indicibile bellezza. In sequenza LIBERATO canta: “Lievate 'a cammesella" (omaggio alla canzone tradizionale napoletanaLa Cammesella); "'Bbascio 'sta scalinatella" (Scalinatella è un'altra canzone napoletana datata 1948, scritta da Giuseppe Cioffi e Enzo Buonagura) e "'O ritratto 'e Nanninella" (canzone resa celebre da Sergio Bruni)

TU T'E SCURDAT' 'E ME comincia con questa frase: “Scennimmo a Mergellina nun ne parlammo cchiù, 'e cinche d''a matina it's me and you”. Una strofa le cui immagini e ambientazioni sembrano riprendere la canzone napoletana A Citta 'e Pulecenella ("Mo te porto a Margellina, sempe ca nun tiene fretta, verso ‘e cinche d’‘a matina quanno 'o traffico 'o ppermette").

Nella già citata A’ FOTOGRAFIA si omaggia l’operaNapoli milionaria di Eduardo De Filippo. Il riferimento è al recitale “Diasillo diasillo signore, pigliatillo” . Peraltro, nell’adattamento televisivo dell’opera, al recitale seguono delle sirene che annunciano gli imminenti bombardamenti. Si tratta della medesima sirena a manovella che ricorre nelle produzioni e nei live di LIBERATO.

video frame placeholder

Abbiamo già detto che in TURNA’ ci sono i riferimenti al 1926. Nella stessa canzone sono anche citati il cantante neomelodico Ciro Rigione, il pittore Salvator Rosa (a cui è intitolata una stazione della Metro di Napoli) e una certa sposa. Quest’ultimo è un riferimento alla Piazza di spaccio della Sposa (e difatti LIBERATO la cita cantando “quando pure la sposa non aveva niente da smerciare”) Oltre a citare anch’essa il 1926, in NAPOLI QUEEN LIBERATO canta “Tu si ‘na cosa grande”, un evidente omaggio al brano di Domenico Modugno.

"I' nun tengo scheletre 'int'a ll'armadio, tengo 'o cimitero d''e Funtanelle. Luce dint'a ll'uocchie 'e nu Caravaggio, sî tu 'a malafemmena ma 'a cchiù bella" (NUNNEOVER). Qui le citazioni si sprecano. LIBERATO cita in sequenza Il Cimitero delle Fontanelle di Napoli, la luce negli occhi del dipinto La flagellazione di Cristo di Caravaggio (opera custodita proprio a Napoli) e la canzone Malafemmena scritta da Totò nel 1951. “Parteno 'sti bastimente” (TRE) è un omaggio abbastanza palese alla canzone napoletana Santa Lucia luntana di Roberto Murolo ("Partono 'e bastimente pe' terre assaje luntane"). Nel nuovo disco, la chicca è Valerio Lundini che recita il proverbio: "O napulitan s' fà sicc sicc ma nu mor".

Campionamenti, iconografia e scena underground

Oltre all’ossessione per Napoli, appare evidente come le influenze musicali di LIBERATO provengano dalle più disparate sottoculture. E questo discorso vale tanto per la musica quanto per la sua estetica. La celebre rosa stilizzata, ad esempio, sembra essere ripresa direttamente dallo statunitense Shlohmo (che l’aveva usata per la copertina del suo album Dark Red, 2015).

La rosa di Shlomo
La rosa di Shlomo
 

Sia per stile di produzione che per la questione anonimato, LIBERATO è stato spesso associato al producer britannico Burial, che era solito nascondere la propria identità. Dal film Il segreto di Liberato, sappiamo che l’artista napoletano ha vissuto un periodo della sua vita a Londra, e non è da escludersi che sia venuto in contatto con l’universo musicale di Burial. Peraltro il film, nel mostrarci l’appartamento del giovane LIBERATO, ci mostra proprio un poster della copertina di Untrue di Burial. Ma non è finita qui: sulle pareti vediamo anche Justice, Kraftwerk, Pino Daniele, Maradona e gli iconici caschi dei Daft Punk. 

Dal punto di vista prettamente musicale, LIBERATO ha creato una propria e inconfondibile cifra stilistica fondendo universi artistici molto diversi tra loro. Dalla tammurriata alla techno, dalla UK garage al neomelodico. I campionamenti sono molteplici, da Think (About It) di Lyn Collins in ME STAJE APPENNENN' AMÒ al celeberrimo amen break in GUAGLIÒ. Persino l’intro di TURNA’ ci sembra una chiara citazione a One More Time dei Daft Punk. E forse la vera forza di LIBERATO è questa, anonimato a parte. La capacità di unire sacro e profano. Neomelodico e underground, cuozzi e figli di papà, gente dei Quartieri e borghesucci del Vomero. Rihanna e Maria Nazionale. 

---
L'articolo Tutti, ma veramente tutti i riferimenti nascosti nelle canzoni di Liberato di Marco Brunasso è apparso su Rockit.it il 2026-05-12 14:34:00

Tag: Napoli

COMMENTI

Aggiungi un commentoavvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussioneInvia