Satantango - Università della Calabria - Cosenza Live report, 18/07/2002

31/07/2002 di Eliseno Sposato



Serata particolarmente riuscita, quella di giovedì 18 luglio organizzata dai ragazzi dello ss.oo. “Filo Rosso” che hanno proposto al pubblico universitario un concerto dei Satantango. A dire il vero il nuovo progetto degli ex Tupelo/Playground ha raccolto più gli appassionati cosentini di lungo corso che gli studenti, ma questo va certamente a scapito di chi per età dovrebbe essere più attratto dal blues moderno del quintetto lodigiano.

Il concerto è apparso estremamente godibile sin dalle prime note, mettendo in evidenza un gruppo che basa tutta la sua efficacia solo sul suono. Per questo Anna Poiani non assume atteggiamenti ammiccanti, ne pose da diva - tra l’altro questo non è nel suo costume -, così come usa con parsimonia il theremin, strumento che suscita sempre curiosità. Quello che colpisce subito nelle versioni dal vivo dei brani presenti sul disco di debutto “Downhill” (Vinza records), è la possente sezione ritmica composta dal batterista Luca De Biasi e dal bassista Simone Curioni, precisi ed efficaci nel dettare i ritmi dei brani. Le chitarre di Luca Fusari e Massimo Audia si rincorrono, nel creare l’asse portante delle canzoni, risultando particolarmente efficaci quando interagiscono alla perfezione come in “The Funfair”.

Alternando originali, (“Alligator”, “Leash” e la già citata “The funfair” sono apparse le più efficaci) e covers pescate dai repertori di Tom Waits, Patti Smith e Captain Beefheart, il concerto è stato un crescendo. Pochi fronzoli e spazio ad un blues che risente tanto della polvere del deserto (“The laughinstock” riporta alla luce lo spirito dei Thin White Rope) che delle radici del delta (“Alligator”) e dell’epopea garage (“Paris”). Dopo poco più di un’ora Anna annuncia la fine del concerto, ma il pubblico non intende cedere e così tra la riproposizione di qualche brano ed una magnifica cover di “Heart for you” degli australiani Beast Of Bourbon, il set si conclude con reciproca soddisfazione di chi sta sopra e sotto il palco.

Tanto di cappello ad un gruppo che continua con semplicità e spessore a perpetuare lo spirito originario del rock’n’roll.



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