Assalti Frontali - Università - Cosenza Live report, 27/06/2003

30/06/2003 di Eliseno Sposato



Il rinnovato anfiteatro del polifunzionale dell’Università pullula di studenti ma anche di tanti appassionati che non vogliono perdersi il rinnovato incontro con Assalti Frontali. L’occasione è ghiotta perché si potranno ascoltare in anteprima i brani del nuovo album che uscirà in autunno. La serata è calda e l’atmosfera viene impreziosita dalle scelte musicali di Dj Marcio: hip hop stradaiolo, niente che sia alla moda, black music di alta qualità che fa trascorrere piacevolmente la lunga attesa. Chissà se un giorno alle buone organizzazioni verrà aggiunto anche il tassello del rispetto dei tempi di inizio concerto..Quando inizia il concerto, quasi ci dispiace visto l’ottimo lavoro ai piatti di Dj Marcio, ma poi le prime note dei Brutopop ci riconducono al motivo che ci ha spinto sino ad Arcavacata. Nonostante la strumentazione classica da trio rock, partono note calde in chiave funk per il primo brano. “Posso averla così” fa parte del nuovo repertorio, Militant A appare in piena forma, le sue rime, come sempre cibo per la mente, parlano di ricerca e conquista della propria soddisfazione. Danno dei Colle Der Fomento, si agita dietro tastiere e campionatore, aggiungendo liriche e sostegno vocale a Militant A. Il secondo brano è un po’ il manifesto di questo nuovo tour, e probabilmente darà anche il titolo al nuovo disco: HSL (Hic Sunt Leones) come i conquistatori chiamavano le terre non ancora raggiunte dalla conquista. Una vera e propria canzone, con tanto di ritornello, che potrà funzionare anche sulle radio coraggiose. “Il migliore inganno” rappresenta una bella metafora sulla guerra, vista dalla parte sbagliata, cioè di chi la pianifica. La guerra come sporco affare, che lascia i bambini sulle mine, che viene criticata aspramente, lodandone gli aspetti più deleteri. L’attualità come sempre è al centro della poetica di Militant A, “libertà duratura” attacca gli sceriffi del mondo con rime efficacissime: “A Manatthan è cambiata anche l’architettura/nell’età chiamata libertà duratura/io combatto con la mia cultura/vivo in periferia e non ho così paura”. “Cammina e parla Assalti” mira a non mandare in letargo le menti, mentre il proibizionismo viene attaccato con “la piantagione sul balcone”. Il ritmo sale di tono, Dj Marcio si aggiunge ai musicisti, innestando massicce dosi di scratch sulle canzoni, anche su “Presto presto, svelto svelto” brano dal piglio decisamente hardcore. Poi un break al passato con una grande versione di “Terra di nessuno” dedicata al compagno Joe Strummer e rappata sul tema musicale di “Guns Of Brixton” uno dei più celebrati brani dei Clash. I vecchi brani sono stravolti musicalmente e vengono inframmezzati da altri due brani nuovi. “Nella dignità di uno specchio” racconta la vicenda sfortunata di Carlo Giuliani: “su strade senza tempo/noi facciamo resistenza/nessuno può spegnere il sole/anche se gli spari addosso.”La chiusura è affidata ad un brano ancora senza titolo, e non è detto che quelli citati resistano sino alla pubblicazione del disco, che critica tutti coloro che si occupano di riforme, che fanno crescere l’economia a danno di chi si adopera per produrla. Un’ora di concerto all’apparenza è sembrata poca, ma certamente è valsa molto più di tante lezioni che arricchiscono la crescita culturale degli studenti universitari.



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