Unplugged d'autore - Civitanova Marche Live report, 19/04/1998

19/04/1998 di Roberto Blind Benevento



Gente che si e' spostata da tutta Italia per assistere a questo concerto raro, forse unico. L'occasione e' allettante: tre degli artisti o gruppi piu' interressanti della scena italiana hanno deciso di organizzare uno spettacolo interamente a spina staccata, esibendosi nella stessa serata in un ambiente raccolto e intimista che scopriremo comunque poco adatto ad un evento che, acustico o no, per quanto rigurada la Consoli emana l'adrenalina di un puro concerto rock.

Data la dimensione "unplugged", ci si aspetta, durante le tre esibizioni, varie contaminazioni tra gli artisti presenti.

Dopo una apparizione lampo dei tre artisti il sipario si chiude per riaprirsi con Cristina Dona', chitarra al collo, accompagnata da un percussionista. La sua voce e' fantastica, sporca di blues, e crea atmosfere che lasciano in silenzio i presenti. A turno Cristina chiama sul palco i componenti dei La crus; prima Cesare alla piastra per accompagnarla con un sottofondo di archi, poi Paolino alla tromba. Dopo una toccante versione di Grace di Jeff Buckley a cappella c'e' il grandioso finale con la fantastica Tregua, in una versione memorabile, dedicata a Kurt Kobain con Carmen e Gio' dei La crus sul palco.

Finita la prima delle tre parti sale sul palco la cantantessa catanese che armata di sola chitarra acustica manda in delirio le trecento persone con esibizione infuocata e delirante. Improvvisa i testi, allunga i brani, dialoga col pubblico come se fosse una artista navigata ed esperta. Presenta in prevalenza i brani del suo ultimo album "Confusa e Felice" aprendo e chiudendo la sua sessione con i due Bonsai. Fa partire lacrime e brividi con "Fino all'ultimo" (che tira il Pogo anche acustica) e "Blunotte", riprende dal suo primo album "Due Parole" le splendide "Sulla mia pelle" e "Questa notte una lucciola"...., accenna 20 secondi di un'inedito ma chiede al pubblico di aspettare che l'album sia pronto e di non pretendere anticipazioni perche' "Sara' una sorpresa".

La sua esibizione lascia il segno sui presenti, dal vivo Carmen Consoli e' spettacolare.

Terza parte dedicata ai La Crus che divide la sala in due fazioni, chi ne assapora la poesia e le sfumature che riescono ad esprimere e chi abbassa il capo annoiato o in cerca del proprio walkman. Questo e' un gruppo di confine, o si ama o si odia, non si puo' ascoltare in modo distratto o in cerca di distrazione. La loro esibizione tocca livelli di atmosfera e di emozione altissimi grazie alla voce profonda e disperata di Mauro Ermanno Giovannardi in arte Gio'. I La Crus ci portano in paradiso o all'inferno a seconda dei casi dal primo brano "Dentro me" continuando con l'omaggio sacrosanto al Piero Ciampi de "Il Vino". Peccato che propongano solo brani dal loro secondo album "Dentro Me". Il concerto prosegue con l'ipnotica "Inventario" e "Come Ogni Volta", poi sale sul palco di nuovo la Dona' per partecipare ai brani a cui aveva collaborato gia' su disco, "Per Mano" e "Ninna Nanna". Potremmo essere davvero soddisfatti delle emozioni provate stasera alla fine della loro esibizione, ma il pubblico una volta chiuso il sipario invoca i bis e la fusione delle tre realta' che stanotte sono presenti sullo stesso palco.

Il finale e' merorabile, a turno Gio', Cristina e Carmen si scambiano i ruoli e le canzoni cosi' assistiamo ad una vigorosa "Ho sempre me" a due chitarre tra la Consoli e la Dona' con la catanese a blueseggiare con la sua sei-corde e ai cori. A parte una infelice "Un Sorso In Piu'" di Carmen accompagnata dai Gio' e Cristina il resto dei bis corona una serata indimenticabile.



Carmen Consoli, Cristina Donà e i La Crus, insieme in un incredibile live unplugged in teatro.


Nella foto: Carmen Consoli.

Pagine: Carmen Consoli Cristina Donà La Crus

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