Subsonica - Velvet - Rimini Live report, 02/02/2002

04/02/2002 di



Direttamente dalla vetta della classifica degli album più venduti, i Subsonica planano al Velvet di Rimini per presentare il terzo lavoro di una discografia che non sembra conoscere punti deboli – tantomeno oggi che sono in grado di esordire direttamente al numero 1 della hitlist italiana.

Naturalmente le aspettative sono alte, ma siamo consapevoli che il quintetto è alla prima data dopo diversi mesi di inattività sui palchi, se si esclude la sortita di alcune date per il “Tora!Tora!” festival, dove tra l’altro proprio nella tappa riminese i Nostri avevano partecipato con qualche gaffe di troppo.

Ma siccome non stiamo a trovare il famigerato ‘pelo nell’uovo’, ci preme raccontarvi di un live che ci mostra una band già carica per il tour a venire ma ancora un po’ incerta sulla scaletta dello show; se infatti “Amorematico” viene suonato per intero, ad eccezione delle tracce ‘atmosferiche’, lo sfavillante esordio del 1998 viene invece ‘trascurato’. È perciò inevitabile che i ripescaggi provengano solo da “Microchip emozionale”, forse il disco che per i cinque ha rappresentato il grande salto verso il mainstream, grazie soprattutto all’avventura sanremese sulla quale sono inutili ulteriori giri di parole.

E in un Velvet strapieno all’inverosimile, Samuel & co. mettono in piedi uno show ancora lontano dalla perfezione ‘formale’ ma convincente sotto il punto di vista dei contenuti; l’esecuzione dei nuovi brani non presenta praticamente sbavature, soprattutto perché il pubblico da una grossa mano ai Nostri trasmettendo un’energia che il sottoscritto non riscontrava in giro da tempo. Il quintetto, a sua volta, macina ‘beat su beat’ per poi miscelarli a melodie e parole che il 90% degli intervenuti conosce a memoria e che anzi, sul bis (imprevisto) di “Strade”, rende a Samuel sotto forma di ‘calore’.

Dispiace, invece, che i brani più francesi dell’ultima opera - ad esempio “Dentro i miei vuoti” - siano stati collocati in chiusura della prima parte dello show, rallentando un po’ il ritmo della serata che fino ad allora era su livelli decisamente alti. Forse in quel frangente “Colpo di pistola”, suonata nelle prime battute, o “Liberi tutti”, eseguita nei bis, crediamo sarebbero state più indicate per l’economia dell’intero spettacolo.

Tuttavia, a meno di 24 ore dall’evento, rimane un gusto piacevole in bocca e forse l’unica amarezza che affiora è legata al (solito) senso di nostalgia per i tempi in cui questi ragazzi suonavano davanti a platee decisamente più ristrette e lo show non prevedeva alcuna ‘sofferenza’. Ma fin d’allora si intuiva che il futuro dei Subsonica non poteva che essere questo: perciò, prendere o lasciare.



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