Il Veneto ora è pieno di muretti

Sono quelli attorno cui ogni settimana si ritrovano migliaia di ragazzi di Mestre, Padova o Vicenza. Per fare freestyle e ballare, esprimersi e riappropriarsi di città che spesso li mettono ai margini. Un progetto, Identità Veneta, racconta questa nuova e vivissima scena

- © Tutte le foto sono di Benedetta Pomoni
28/01/2026 - 12:35 Scritto da Giulia Callino

"Non ti nego che all’inizio ero un po’ intimorita, mi aspettavo la classica situazione dove tutti facevano casino. Invece, le uniche cose che ho visto sono state gioia, senso di appartenenza e tante risate, un sentimento condiviso anche da molti altri amici coinvolti nel tempo”. A raccontare è la fotografa e videomaker Benedetta Pomoni, classe 2002.

Tra luglio 2024 e gennaio 2025, ha documentato la nascita e lo sviluppo di tre "muretti" nelle province di Venezia, Padova e Vicenza: luoghi di aggregazione dal basso, dedicati alla riscoperta dell’arte e della cultura collettiva, dove esprimersi attraversofreestyle, danza e altre forme espressive. Un corpus dioltre 1400 scatti, realizzati con una Sony Alpha 7 III e una Panasonic Lumix DMC-LX3 e raccolti in Identità Veneta: una narrazione visiva della comunità giovanile alternativa in Veneto e, soprattutto, una documentazione di pratiche capaci di creare spazi di espressione e diriappropriazione degli spazi culturali e urbani.

“Tra 2022 e 2023, partecipavo spesso a eventi in cui si esibivano alcuni amici, rapper emergenti della zona tra Venezia, Mestre e Mirano. Mi chiedevano spesso di scattare loro qualche foto”. Nel settembre del 2023, uno di loro racconta a Pomoni di unritrovo di freestyler e breaker alle Piramidi del Parco Albanese, una vasta area verde nel quartiere Carpenedo-Bissuola di Mestre: “All’epoca, non sapevo nemmeno che cosa fosse il freestyle, ma mi incuriosiva la situazione: non capita spesso l’opportunità di andare a un evento serale autogestito in una zona come quella del Parco Bissuola, che conoscevo bene, avendo frequentato il liceo lì”.

Quello a cui Pomoni prenderà parte quella sera è Piramidi Cypher, il muretto di Mestre: un ritrovo che, ogni lunedì, offre occasioni per i cypher, raduni informali in cerchio durante i quali i partecipanti allenano la propria improvvisazione, e battle di freestyle, cioè competizioni di rap improvvisato con diverse tipologie di sfide in rima, in cui è il pubblico a votare e decretare il vincitore. “Mi accorsi che nessuno documentava quei momenti e iniziai a scattare: l’ho sempre fatto con l’intenzione di avere un archivio a cui poter ritornare”.

Un percorso tra documentario e sperimentazione artistica, in cui il flash di Pomoni fissa appuntamenti sempre più partecipati: “Gli inizi del progetto Identità Veneta sono stati esclusivamente al gruppo Piramidi. Poi sono partita per un Erasmus di sei mesi. Al rientro, mi sono ributtata nel giro con ancora più entusiasmo di prima: lunedì frequentavo Piramidi, martedì Fungo Micelio a Padova e mercoledì le Rimerie Vicentine di Vicenza, cioè i tre muretti completamente attivi in quel momento”.

La prima volta che Pomoni assiste ad un cypher, i partecipanti sono non più di venticinque: “Ho avuto modo di vedere l’evoluzione dei muretti, soprattutto per quanto riguarda Piramidi Cypher, che è quello a cui inevitabilmente sono più legata: a giugno eravamo una cinquantina, ad agosto 150. Apparivano nuovi volti ogni settimana: anche in inverno, con il gelo e il buio, eravamo oltre duecento”.

Per Pomoni, Identità Veneta diventa così anche “una riflessione sulla capacità delle nuove generazioni di creare legami autentici, nonostante un panorama socioculturale apparentemente ostile alla condivisione profonda”.

Gli scatti di Pomoni trovano una dimensione fisica inizialmente nella tesi di laurea all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dedicata ai temi dell’identità e dell’iperconnessione digitale: “Quella prima elaborazione è diventata poi Identità Veneta, un album distribuito tra i muretti del Veneto, che il Centro Studi Storici di Mestre ci ha inoltre invitato a presentare al Centro Culturale Candiani di Mestre, con il supporto dei rappresentanti di Piramidi Cypher”.

Diviso in tre sezioni – Rituali Urbani, Corpi in Movimento e Siamo tutti protagonisti – l’album cattura i momenti di preparazione e attesa prima dell’inizio degli eventi, la ritualità dell’incontro artistico e il senso di appartenenza da esso generato, la fisicità dell’espressione artistica e, attraverso scatti ai momenti di pausa, dialogo e confronto, la necessità di costruire prospettive comuni e condivise.

Oggi il progetto prosegue online, tramite la condivisione degli scatti nei profili social di Pomoni: “Si intitola Identità Veneta perché tratta, dal punto di vista visivo, l’evoluzione di tre muretti del Veneto: in questi ambienti dominano però temi di condivisione e progressismo, non ci sono accezioni nazionaliste. I muretti di altre regioni, penso a quello di Milano, che è il primo d’Italia, o al Sanfra di Bologna, hanno un ruolo primario come luogo di ritrovo e per il riconoscimento culturale che ricevono, con collaborazioni con locali anche di alto livello. Li trovo più socialmente accettati. Nell’ultimo anno, credo che però anche il nostro abbia avuto un’evoluzione positiva e che sia emerso più chiaramente il valore di promozione sociale di questi luoghi”.

A Mestre, la riscoperta del freestyle come spazio di espressione sicuro e soprattutto collettivo si inserisce così tra le diverse iniziative dal basso rappresentative del desiderio della cittadinanza di riappropriarsi della propria città e dare dimensione alla propria voce – in un contesto che, oltre allo spopolamento continuo legato alla speculazione immobiliare turistica, affronta da anni un aumento dei reati di violenza e rapina, con crescita delle dipendenze anche giovanili e uno sfaldamento sociale che rende più complessa, e per questo ancora più urgente e necessaria, un'idea di futuro.

“Non essendoci un muretto nel centro storico di Venezia – prosegue Benedetta Pomoni – il nostro copre sia l’isola che l’area urbana di Mestre. In genere, citare Venezia evoca nelle persone l’immagine dei palazzi e delle calli, ma la maggior parte delle persone che frequenta il muretto proviene dalle aree di campagna. Molti pensano che tutto giri intorno alla Venezia insulare, quando in realtà c’èmoltissima vita anche nella sua parte metropolitana: abbiamo voluto presentare questo dualismo, che ci appartiene in entrambe le dimensioni”.

Gli scatti di Pomoni restituiscono anche l’impatto generativo dei muretti: “Durante momenti privati, capitava che qualche ragazzo mi dicesse: 'Io ringrazio che esista il muretto di Mestre'. Non me lo dicevano tanto per scherzare: gente che lavora al mercato del pesce di Rialto, nella zona di smistamento merce al Tronchetto, che si spacca di lavoro di notte fino alla mattina e ha una vita un po’ così, arriva al muretto e trova momenti che lo fanno sentire bene. Ti diverti anche se non capisci le diverse tecniche di freestyle, condividendo le tue opinioni con decine di altri ragazzi seduti accanto a te, urlando e gioendo insieme”.


“Non voglio rivolgere una critica troppo grossa verso Mestre – prosegue – però è vero che, nella promozione di eventi destinati ai giovani, ci sono molte mancanze, soprattutto a confronto con ciò che vivo ora che abito a Bologna. Ritrovi come i muretti tendono inoltre a dare una spinta anche alle altre realtà cittadine, generando occasioni di collaborazione e di incontro”. Tra di esse, quella con il Laboratorio Climatico Pandora, spazio nato nel 2021 dall’occupazione di uno stabile dismesso del centro città, dove, oltre a presentazioni, assemblee e incontri, si svolgono in inverno le battle di freestyle.

“Per me, Identità Veneta è stata un’occasione per mettermi alla prova, riuscendo a sbloccare la fiducia degli altri e a creare legami profondi. Quando riguardo queste foto, percepisco la gioia di essere lì di persone che, in alcuni casi, attraversavano momenti difficili. Nel darmi un'occasione per creare questi rapporti, questo progetto ha aiutato anche me”.

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L'articolo Il Veneto ora è pieno di muretti di Giulia Callino è apparso su Rockit.it il 2026-01-28 12:35:00

COMMENTI (1)

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  • BenedettaPomoni3 ore faRispondi

    Mille grazie a Giulia e a tutta la redazione❤️.

    Se volete vedere il progetto fotografico completo potete trovarlo su Istagram scrivendo @benedettapomoni !