Venticinque, episodio 20: Milano, sushi e KETA

Una chiacchierata davanti a uno sbagliato al Bar Basso con M¥SS KETA, protagonista del nuovo episodio della nostra serie audio. Per ripercorrere la storia di una "donna che conta", per capire come si diventa un'icona anche senza "metterci la faccia" e fare un giro nella Milano più rainbow che ci sia

Foto per cortesia di MYSS KETA, elaborazioni Giulia Cortinovis e Filippo Ballico
Foto per cortesia di MYSS KETA, elaborazioni Giulia Cortinovis e Filippo Ballico

"Andavi al Love e dopo poco conoscevi uno che ti diceva 'okay, posso darti una mano con il video', un'altra 'okay, posso darti una mano con il trucco'. C'era una gran voglia di sperimentare e divertirsi, il quartiere era il nostro playground. Questa cosa secondo me era possibile solo in una città come Milano".

Seduti a un tavolino del Bar Basso – locale cittadino entrato nella leggenda per l'invenzione del negroni sbagliato –, M¥SS KETA dedica il primo pensiero della nostra lunga chiacchierata a Milano. Anzi a Porta Venezia, il suo "quartier generale, dove succedeva sempre qualcosa" e che sarebbe diventato ancora più celebre (e identitario) grazie a una sua canzone. Qui tutto è partito, qui la Miss ha trovato ispirazione per ogni brano del suo repertorio, a cominciare da Milano, sushi & coca, singolo di debutto del 2013, che sbalordì tutti. E che continua a rappresentare un piccolo culto, come dimostra la grande festa tenuta poche settimane fa all'Alcatraz per festeggiarne il decennale, con cui apriamo questo quarto episodio della terza stagione del nostro podcast.

Prodotto da Rockit e Life Gate Radio e scritto da Dario Falcini, Giacomo De Poli e Marco Rip, Venticinque è il racconto attraverso altrettante storie e artisti degli anni che hanno rivoluzionato la musica italiana. E M¥SS KETA è senza dubbio uno di questi, perché nell'epoca in cui musica e immagine non sono più scindibili in alcun modo, nessuna ha saputo giocare con il proprio immaginario come lei.

Nel corso del nostro audiodocumentario – che trovate su tutte le piattaforme di streaming, assieme agli episodi precedenti – ripercorriamo la sua storia, dagli inizi, giocosi e artigianali, in cui da un'idea nasceva sempre qualcosa (e ogni progetto era inevitabilmente a breve o medio termine). Ancora una volta, era Milano a creare le condizioni perché tutto accadesse. "C'era il Glitter Club, una serata gay che si definiva di punk cabaret, in cui si esibivano le Glitz Girlz con i loro lip sync. C'era il Rocket, c'era il vecchio Plastic. Chiamavano ovunque delle band super di nicchia, io mi sentivo in un come una spugna".

In quel contesto spesso "si accendeva la miccia". "Vidi un concerto dei Sexy Sushi al Plastic in cui a un certo punto aprivano un sacchetto di terriccio, e lo lanciavano sulla gente. Sotto erano tutti in estasi, e io con loro, per me quella era una cosa rivoluzionaria. Il concetto era chiaro: io faccio la mia performance, anche se va contro i tuoi interessi, io la faccio come voglio. Ho provato a riprendere questa attitudine e farla mia".

MYSS KETA a MI AMI 2019 - foto di Francesca Sara Cauli
MYSS KETA a MI AMI 2019 - foto di Francesca Sara Cauli

Da qui anche il gusto della provocazione, che per Miss significa mettere assieme riferimenti così diversi tra loro. "Chi lo ha detto che il mondo cafonal à la Dagospia e Cronenberg non possano convivere? Stare assieme il Gabibbo o i vestiti delle Olgettine e Lynch. A tenerli assieme, per me e il mio gruppo di lavoro, c'è sempre stato un universo valoriale comune, quello dell'inclusività e della libertà di esprimersi a 360 gradi". Anche se bisogna avere la consapevolezza che "ogni volta che si fa dell'ironia c'è gente che raccoglierà e altra meno. Io non ho mai avuto problemi a essere divisiva, a fare domandare alla gente se ci fossi o ci facessi, faceva parte della nostra idea sin dall'inizio". 

Nel suo percorso ha tenuto assieme una parte indipendente e il mainstream. Ha iniziato la sua ascesa con Tempesta Dischi – Enrico Molteni racconta a Venticinque il loro primo incontro e la "folgorazione" di Davide Toffolo dei TARM per lei – e poi è arrivata a Universal. Assieme le due realtà hanno pubblicato UNA VITA IN CAPSLOCK, il suo primo vero album, del 2018, l'anno al centro dell'episodio. Non è un caso se hanno suonato o suonano con lei, o l'hanno prodotta, artisti quotatissimi nell'ambito "underground", mentre Gué e altri campionissimi degli stream l'hanno sempre supportata ("La prima regola? Chiedere. A volte basta un DM"). 

LA MYSS a MI AMI 2019, con Le ragazze di Porta Venezia, da sx Elodie, Roshelle, Joan Thiele e Priestess - foto Starfooker
LA MYSS a MI AMI 2019, con Le ragazze di Porta Venezia, da sx Elodie, Roshelle, Joan Thiele e Priestess - foto Starfooker

Carlo Pastore, direttore artistico di MI AMI, racconta il suo show pazzesko al Festival nel 2019, in cui "divenne chiaro a tutti che star era". Con lei sul palco le sue "ragazze di Porta Venezia", Elodie, Priestess e tutte le altre, e poi Mahmood a duettare con lei, e un backstage che solo per le "donne che contano". 

"Di sogni ne ho tanti", conclude M¥SS KETA a Venticinque. "Anche perché il percorso di M¥SS mi ha insegnato che nessun sogno è un sogno irraggiungibile, per cui non voglio rinunciare ad averne". 

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L'articolo Venticinque, episodio 20: Milano, sushi e KETA di Dario Falcini è apparso su Rockit.it il 2023-07-05 10:01:00

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