Venticinque, episodio 4: Carmen Consoli è uguale a ieri

Le passeggiate sul molo, l’amicizia indissolubile con Marina Rei e Massimo Roccaforte, i dischi nati a tavola, l’amore per Morrisey e gli Uzeda, la vita oltre la musica. Il podcast di Rockit e LifeGate vola a Catania, per incontrare una meravigliosa cantantessa e tornare con lei al 1997

Carmen Consoli nel 1997. Foto Paola Leone - Artwork di Giulia Cortinovis
Carmen Consoli nel 1997. Foto Paola Leone - Artwork di Giulia Cortinovis

Febbraio 1997.
Carmen Consoli ha avuto da Francesco Virlinzi e gli altri discografici una rassicurazione: se avesse portato Confusa e felice a Sanremo – al posto di Blunotte, il brano scelto in un primo momento – sarebbe stata mandata via in maniera automatica, all’ultimo accordo. Detto, fatto.

È uno dei mille aneddoti che la cantantessa ha affidato al quarto episodio di Venticinque, il podcast prodotto da Rockit e LifeGate che trovate su tutte le piattaforme di streaming. Tappa di oggi: Catania. La città da cui è partita e sempre ritorna l’avventura di Carmen. Una città che, è quasi superfluo dirlo, alla musica italiana ha dato davvero molto. Da Franco Battiato, maestro di Consoli, che le ha insegnato anzitutto “l’arte di disattendere il pubblico” agli Uzeda, local hero che hanno formato l’artista siciliana più in profondità di quanto ci si possa immaginare.

“Ascoltavo loro ma anche i Jesus Lizard, i Fugazi, Pixies e Shellac”, racconta Carmen, nel suo studio. “Catania è un posto assurdo: l’house music qua non è mai arrivata, mentre imperversava Sister dei Sonic Youth. Se al Nord Italia volevamo tutte sposare Simon Le Bon, io amavo Morrisey. C’è sempre stata una bolla stranissima da un punto di vista musicale: i REM in città vendevano il 50% delle loro copie italiane da queste parti”.

Ecco come nasce, nel classico garage, il suo sogno “di fare la rockstar”. Un’epica che è anche il centro attorno a cui ruota il suo ultimo disco, più di 25 anni dopo. Nella lunga chiacchierata catanese con Carmen si parla di gite al molo e delle migliori bancarelle del pesce del mercato (“Orazio è una leggenda: puoi ordinare chiamandolo sul fisso allo 095”), poi si torna indietro ai mesi recenti, che hanno visto Carmen Consoli impegnata in un tour lungo e decisamente fortunato, intimo e rumorosissimo allo stesso tempo.

Carmen Consoli live al MI AMI nel 2017, foto Starfooker
Carmen Consoli live al MI AMI nel 2017, foto Starfooker

L’audiodocumentario – scritto da Dario Falcini, Giacomo De Poli e Marco Rip – ospita le voci dei due artisti che l’hanno accompagnata lungo quest’avventura live (qua il racconto dell'emozionante esordio ad Assisi), un tour che in estate avrà un atteso secondo tempo: Massimo Roccaforte e Marina Rei. Il primo è il chitarrista con cui condivide la sua musica sin dagli esordi, e che ora ci svela tutti i retroscena dei loro “ritiri” forzati in studio, quando un disco nasceva soprattutto attorno a una tavola imbandita e le sessioni di registrazione solitamente iniziavano attorno alle 2 di notte. “Era possibile perché tra noi c’era un’alchimia incredibile”, dice Massimo, che da un quarto di secolo l’accompagna su e giù per l’Italia.

Marina Rei, invece, era sua “rivale” su quel palco sanremese del 1997. Da quel momento sono sorelle, fino alla folle idea di diventare la sua batterista (strumento che condivide con il padre). “Tutto è nato per via della nostra grande amicizia e perché entrambe ci focalizziamo sulla qualità della musica che stiamo facendo”, dice Carmen. “Ciò che abbiamo creato va ben oltre le canzoni: la cosa importante è riuscire a fare rumore assieme, e stupirci del rumore che riusciamo a creare”, aggiunge Marina.

Carmen e Marina live agli Arcimboldi nel novembre 2021, foto Starfooker
Carmen e Marina live agli Arcimboldi nel novembre 2021, foto Starfooker

Assieme condividono un’idea di musica fatta di passione e artigianato. “Per questo spesso io ho registrato le mie cose live: amo l’imperfezione, l’imprecisione, l’umano dentro le cose. Io non voglio sistemare nulla, deve suonare per com’è: è questa la mia sfida”. Ed è proprio questo che ha reso la sua parabola artistica unica, difficilissima da catalogare in un sistema discografico che tende all’omologazione. 

Durante questa puntata di Venticinque trovano spazio testimonianze sonore dell’epoca, istantanee di una vita in musica e ragionamenti che vanno ben al di là del palco. “Per anni ho vissuto solo ed esclusivamente per la musica. Ero circondata solo da musicisti, parlavo solo di musica, pensavo solo a quella. Ora ho deciso di ritagliarmi una parte della vita per vivere: studio all’università, accompagno mio figlio a scuola, vado a correre al mare appena posso, faccio dei picnic. Per altro poi tutte queste cose tornano utili, perché diventano pezzi della mia musica”.

Carmen al MI AMI, ritratto di Alessandro Sozzi
Carmen al MI AMI, ritratto di Alessandro Sozzi

Così Carmen Consoli si è risolta. “Ho una famiglia meravigliosa: un bimbo fantastico di otto anni, da cui è difficilissimo stare lontano, e una mamma splendida. Vivo in una città stupenda, viaggio grazie al mio lavoro. Ho tanti amici. Posso dire di aver realizzato tutti miei sogni”. L’episodio di Venticinque si chiude con una grande sorpresa, che per definizione non vi possiamo svelare. Toccherà ascoltare il nuovo episodio del podcast, e farsi ammaliare dall’incantesimo della cantantessa. 

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L'articolo Venticinque, episodio 4: Carmen Consoli è uguale a ieri di Dario Falcini è apparso su Rockit.it il 2022-05-31 23:55:00

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