Africa Unite - Vibra tour - Estragon (BO) Live report, 06/04/2000

12/04/2000 di



Il palco che ospita la band sembra contenere a stento gli 8 protagonisti di questa notte primaverile fredda e piovosa, tanto che con i presenti a ridosso delle transenne sembra già di essere al caldo della Giamaica ancora prima che le ‘cool vibrations’ comincino a diffondersi nell’aria. E solo alle 22.45 sbuca la formazione al completo, già in giro da una settimana per la promozione dell’ultimo capolavoro intitolato Vibra.

Sulla scia delle sonorità che il vostro cronista macina ormai da due settimane nel suo lettore cd, i nostri iniziano il concerto con Landless e subito dopo con Muovi, sia per ribadire che non hanno dimenticato i brani di inizio carriera - non a caso verranno recuperati altri frammenti durante la serata - e sia per dimostrare che Il gioco ha significato tutto tranne che un incidente di percorso. E infatti la seconda canzone in scaletta è stata riproposta senza stravolgimenti di sorta, pescando a piene mani in quel calderone del reggae che gli Africa sanno reinventarsi splendidamente abbigliandolo di volta in volta con le loro sonorità che portano in giro da oltre due lustri e che costituiscono, senza ombra di dubbio, un indistinguibile marchio ‘d.o.c.’.

Tutte le nuove composizioni sono state accolte da veri boati di gioia: Nero su nero, il prossimo singolo Tu e Baby Jane hanno decisamente una marcia in più, ma forse è l’ensemble stesso a suonare splendidamente con quella stessa carica che ricordiamo all’epoca dei primi due album targati Vox Pop. Infatti, da quel periodo, Bunna e Madaski avevano un bel po’ di materiale da scegliere, considerando la mole di titoli eccellenti dal punto di vista qualitativo. Peccato però che da Babilonia e poesia del ’93 sia stato estratto un solo episodio, Ruggine, forse quello maggiormente richiesto a gran voce e più rappresentativo dell’album. Sono stati invece più generosi quando è toccato ai pezzi di Un sole che brucia, siccome hanno dato spazio a Uniformi, Cool running, Il partigiano Johnny e Scegli, quest’ultima piazzata nel bis finale.

Ma la sfida degli Africa non è, come potete immaginare, su ciò che hanno già scritto, bensì sulla nuova produzione; avrete già intuito che su disco la promozione è a pieni voti, come d’altronde non può che esserlo anche per il live, dimensione che critica e fans ritengono ideale per il combo piemontese. L’unica cosa da sottolineare, in negativo, è la brevità del set, che sfiora appena i 90’, bis compresi; tuttavia quando è il momento di Sottopressione o Non sei sola la temperatura aumenta inevitabilmente e i corpi riprendono ad ondeggiare al ritmo di una strana alchimia musicale che in molti liquidano troppo semplicemente come ‘reggae’ e/o ‘dub’, ma è in realtà frutto di un indescrivibile spirito di gruppo che ha nella parola ‘groove’ la chiave di lettura principale.

Con queste premesse, i prossimi concerti della band possono avere un ‘surplus’ solo dal punto di vista della durata, perché a livello musicale la composizione chimica ha da tempo trovato le dosi ideali.



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