Tiromancino - Villaggio Globale - Roma Live report, 12/12/2002

14/12/2002 di



In una situazione a tratti paradossale, con fan armate/i di telefonino per trasmettere qualche brano del concerto alla persona del cuore mescolate/i ad ‘attempate/i’ affezionate/i della prima ora, il tendone del Villaggio Globale ospita l’esibizione romana dei Tiromancino.

Avendoli già visti in una precedente data, in un concerto di tutto rispetto, chi scrive sapeva già cosa attendersi. Ma in realtà qualche cambiamento e qualche aggiustamento ci sono stati e hanno portato a una ulteriore fluidità del liveset, sempre coinvolgente a livello emozionale. Non bastano alcuni problemi tecnici alla chitarra di Federico Zampaglione a rendere meno intensa tutta la durata del concerto: quasi a sfogarsi con lo strumento di tali marginali intoppi, il simpatico frontman si esibisce in diversi assoli, a tratti forse non strettamente necessari all’economia della canzone.

Ma, in definitiva, come sono dal vivo questi Tiromancino? Molto più psichedelici che nel precedente tour, se si concedono, e giustamente, ai momenti più pop in cui tutto il pubblico canta all’unisono i brani di maggiore successo (“La descrizione di un attimo”, “Due destini”), non si risparmiano neanche di recuperare alcune canzoni dai primi album (brani come la straniata “Conchiglia” o la struggente “Senza cuore”, tanto per dirne un paio) e di prodursi in momenti assolutamente trip-hop come nella stupenda “La distanza”, dal vivo ancor più lunga, avvolgente e dilatata che su disco. Buona anche la decisione di non tagliare fuori dalla scaletta gli episodi più sperimentali e scuri dell’ultimo album: “Tutto intorno a noi” o “Polvere” non sono certo brani da cantare in coro, ma lasciano comunque, forse anche in virtù del valore dei testi, un profondo segno su gran parte del pubblico, e in questo non sono da meno dell’ormai celeberrima “Per me è importante”, che tra l’altro verrà riproposta nei bis in versione solo pianoforte, chitarra e voce.

Pubblico entusiasta, poi, quando a metà concerto, sale sul palco Meg dei 99 Posse a cantare “Nessuna certezza” - brano dell’ultimo album dei Tiromancino in cui è presente insieme a Elisa - e a regalare una splendida interpretazione della sua “Sfumature”, tra le canzoni più intense del gruppo napoletano. A concludere, prima dei bis, “È necessario” che dal vivo assume molto più corpo e personalità rispetto alla versione invero un po’ compressa presente su disco.

Sarà anche perché ‘giocano in casa’ ma si percepisce chiaramente una grande soddisfazione da parte dei musicisti. Un concerto lungo, intenso, sempre vivo pur negli episodi più malinconici, che lascia comunque al termine una sensazione impalpabile di straniamento.



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