La vita fa schifo, Le Feste Antonacci no

Vogliamo buttare fuori un po’ di malessere da questo 2020? E allora cantiamolo. Nasce così il nuovo singolo del duo di stanza a Parigi, che anticipa il prossimo ep. Come sempre, un brano pieno di ironia e serissimo allo stesso tempo
23/12/2020 16:55

La vita fa schifo. Lo pensa la figlia quando litiga con i genitori, il marito quando scazza con la moglie, la partita IVA quando deve pagare l’acconto Irpef, il cittadino quando gli inculano il posto alle poste, io quando leggo della variante inglese del Coronavirus. È un periodo così, al netto del dolore diffuso (il nostro abbraccio), mesi di tensioni molto domestiche e poco sociali.

Di bonus calmieranti a debito, di orizzonti e prospettive nebulose, di feste natalizie a distanza. Vogliamo buttare fuori un po’ di malessere? E allora cantiamolo. Forte. Chiaro. Barocco, come fosse Bohemian Rapsody dei Queen ma senza i peli di Freddy che sbucano dalla canotta bianca. Con la sigaretta in bocca e un bicchiere di rosso sul pianoforte, così, per aderire allo stereotipo francese che poi in realtà due su tre ci prendi.

Ad aver realizzato lo sfogatoio terapeutico musicale più rappresentativo di questo anno terribile che è stato il 2020 ci hanno pensato Le Feste Antonacci, un duo troppo francese per essere capito in Italia e troppo italiano per essere capito in Francia. Però figo abbastanza per essersi costruito (il processo è ancora in atto, noi vogliamo pompare l’ingranaggio) un piccolo ma solido gruppo di fan al di qua e al di là delle Alpi.

Giacomo Lecchi d’Alessandro e Leonardo Rizzi sono due musicisti e produttori italiani veri, con studi di conservatorio sulle spalle, trasferitisi da anni a Parigi. Hanno deciso di incrociare le loro esperienze parallele sulla logica del divertissement (per una volta posso usare il termine in senso stretto: “In musica, divertimento; anche, intermezzo di canti o danze nel teatro barocco francese”). Il loro tocco ironico li rende complicati, perché non sai mai se devi ridere oppure no. Insomma, non è come quando Elio e le storie tese cantavano Pippero e tutti giù a sbellicarsi. Qui è tutto più sottile.

Il loro primo EP si chiama, per dire, Grandi Successi (2018). Li fece conoscere soprattutto in Francia in circuiti nobili come quello di Radio Nova, grazie al tiro groovy, le ispirazioni funk e disco, le melodie simpatiche. Dentro c’è ovviamente del french touch ma c’è anche una cover molto italian di Vacanze Romane dei Matia Bazar.

Live al MI AMI 2019 - foto Silvia Violante RougeLive al MI AMI 2019 - foto Silvia Violante Rouge

È musica particolarmente libera, fuori da ogni scena, nata in casa con la voglia di uscire di casa. A me aveva esaltato Mi piace lo sport, un brano cantato con un accento ibrido, in cui il testo ruota attorno al concetto chiave “mi piace lo sport, ma non lo pratico” – anche se il passaggio decisivo è il seguente: “Lo sforzo si sa / Nobilita / Magari sarà vero per te / A me solo logora”, che la rende una sorta di versione désengagé di Io sto bene dei CCCP (“Non studio non lavoro non guardo la tv / Non vado al cinema non faccio sport”) senza alcuna velleità politica. 

Li invitammo a suonare al MI AMI (2019) dove tirarono in piedi una discreta torcida, e nel mesi successivi mi vennero a trovare a Rai Radio 2 a Babylon. L’occasione era la presentazione di Sigarette, una suite concepita come lode al tabacco aspirato, cantata con accento posticcio dell’Est.

Per farvi capire come il pubblico si relazioni a queste canzoni, copio a caso due commenti YouTube al pezzo in questione: “Non ci sono commenti perché sono abbastanza sicura che nessuno avesse più parole dopo averla ascoltata” (K A M); “Sbaglierò ma personalmente intravedo una profonda riflessione sulla dipendenza. Nello specifico la canzone pare evidenziare, con l'ausilio di frasi all'apparenza banali, l'evoluzione dei meccanismi simbolici che ruotano attorno ad alcune specifiche dipendenze: dalla iniziale condivisione con gli amici, poi per affrontare in momenti specifici (litigi, pacificazioni ecc) ed in conclusione in solitaria (parcheggio) ----- ma che cazzo ho appena scritto?” (G F).

All'Ohibò di Milano - foto Silvia Violante RougeAll'Ohibò di Milano - foto Silvia Violante Rouge

La vita fa schifo non dipana questi dubbi, anzi li esalta. Al primo ascolto sembra una sonora presa per i fondelli, salvo poi trasformarsi in una cosa seria. Il brano è il primo singolo del nuovo EP intitolato Di poche parole, e non è un caso che il testo si impari in fretta: la vita fa schifo, punto. Ripetuto all’infinito, cantato e urlato e trasformato in un coro quasi gregoriano, diventa una sorta di mantra perfetto per certi giorni della nostra vita.

Dicono i due: “C’è chi sentirà un canto di speranza, chi un grido di gioia apocalittica, chi un senso di serena accettazione o chissà cos‘altro. Ogni pista è aperta, senza imbrigliarsi in parole di troppo”. E ancora: “Il fatto di dire solo quello è il nostro modo per lasciare ciascuno libero di viverla ed interpretarla come vuole e si: è anche il nostro omaggio ai Queen dei quali siamo entrambi grandi fan e al barocco massimalista che ci portiamo dentro”.

Feste e festoni - foto Manon LeluopFeste e festoni - foto Manon Leluop

Chissà che questo pezzo non li aiuti nel raggiungere un pubblico più ampio, missione che Le Feste Antonacci non nascondono affatto. Per Giacomo “Il pubblico francese sarà un po’ scosso ma speriamo di attirare un po’ di pubblico italiano, anche se il nostro obbiettivo ultimo resta divertirci e posare una pietra solida e duratura nella storia della musica leggera e chi si é visto si è visto”.

Sono bottiglie nell’oceano: prima o poi qualcuno le troverà, noi crediamo tanto nel nostro prodotto”, aggiungono. Dato che è Natale, glielo auguro con tutta la carica di buoni propositi che si riesce a condensare ogni fine anno. In questi casi, però, mai scordarsi la lezione del maestro Freak Antoni: la vita fa schifo, certo, ma soprattutto “Fate largo all'avanguardia / Siete un pubblico di merda”.

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L'articolo La vita fa schifo, Le Feste Antonacci no di Carlo Pastore è apparso su Rockit.it il 23/12/2020 16:55

Tag: singolo

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