Live Report: His Clanyness ai Vitaminc Days@Lato B - Milano Live report, 03/06/2009

15/06/2009 di

(Foto di The Mistaken Press)

His Clancyness è un altro progetto di Jonathan Clancy - già nei Settlefish e negli A Classic Education - l'unico che non avevamo ancora visto dal vivo. Ha suonato a Milano prima degli Women, durante i Vitaminc Days (la serie di appuntamenti organizzati da Vitaminic.it). L'esibizione è durata poco meno di mezz'ora, ma ne è valsa la pena, ha confermato come al momento Clancy sia una dei migliori scrittori di canzoni dello stivale, uno che ha già scritto pezzi importanti, e di sicuro ne ha in serbo altri, ancora più memorabili. Manfredi Lamartina racconta.



Il Lato B è un posto molto carino situato al centro di piazza XXIV Maggio, a Milano. Da un lato corso San Gottardo, i Navigli e casa mia, laggiù in fondo, seguendo il tragitto del tram numero 3, tra centri sociali sgomberati e rioccupati, kebabbari nottambuli e telecamere di videosorveglianza a ogni angolo. Dall'altro lato Porta Ticinese, le Colonne di San Lorenzo e poi dritti, seguendo il tragitto del tram numero 3, fino al Duomo. In mezzo, un enorme serpente fatto di auto e persone. Sopra le nostre teste, al piano superiore della struttura che ospita anche il Lato B, il piccolo edificio è ornato da bandiere della Lega Nord e manifesti elettorali padani in tutto il loro splendore. Una scena surreale.

Dentro, la sala è piena. Nonostante la concorrenza della serata sia spietata. Maximo Park e Akron/Family inevitabilmente catturano le preferenze della Milano indie rock. Tanto che qui più che a un concerto sembra di stare a una serata fra amici. Tutti sono seduti. Come Jonathan Clancy. Che si presenta in occasione dei Vitaminic Days nelle scarne vesti del suo progetto solista His Clancyness. Chitarra in mano, pedali in terra, melodia in gola. La sua voce si sente già fuori dal locale. Dentro, la musica fa calare una cappa di riverberi dalle tinte autunnali. Fa quasi tutto da solo. Folk psichedelico, qualche raro intervento di drum machine, un pezzo suonato con il batterista dei canadesi Women, in concerto subito dopo. Quel gusto per le armonie vocali, che nei Settlefish sta emergendo con forza e che negli A Classic Education trova la sua perfetta maturazione, qui è un esercizio di stile fatto di istinto ed emotività. Viscerale quando la faccia di Jonathan si contrae in una smorfia e tira fuori quella voce poderosa. Potente quando percuote la chitarra suonando accordi pieni e squillanti. Malinconico quando modula note in tonalità minore. C'è spazio anche per una cover degli Education, "Best Regards". A differenza della versione originale – euforica e immediata – qui l'atmosfera è ovviamente più rarefatta e meno dirompente. In questo abito minimalista lascia qualcosa in termini di riuscita ed esecuzione, ma resta sempre una gran canzone.

Dopo di lui, gli Women spingono la gente in piedi a suon di noise pop. Per prendere una Nastro Azzurro al bar Rattazzo perdo gran parte del loro concerto. Che ascolto assieme a una mia carissima amica origliando dall'esterno del Lato B, mentre accanto a me passano limousine, minigonne e tacchi a spillo. Nel portafogli ho dieci euro. Beh. Sarà per un'altra vita.



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