Bluvertigo - Vox - Nonantola (MO) Live report, 03/12/1999

03/12/1999 di



Un personaggio controverso che risponde al nome di Marco Castoldi, al secolo Morgan, non poteva che pensare, insieme alla sua band, uno show strabiliante, fatto di lustrini, effetti e tanto kitsch, senza però dimenticare che i presenti in sala c'erano per sentire della (buona) musica

Si possono perciò avere mille opinioni sui Bluvertigo, ma penso sia inequivocabile il fatto che siano 'generosi' nei loro show: quasi 120 minuti per dimostrare che, nonostante tutto, i quattro sanno fare faville con gli strumenti in mano. Che poi già fin dall'ingresso sul palco i protagonisti sembrassero usciti fuori da "Nirvana", il film di Salvatores, è una scelta studiata ma altrettanto curiosa. Aggettivo che, se declinato al maschile, si addice alla personalità del Castoldi, intrattenitore e musicista di talento.

A parte tutte le considerazioni relative allo spettacolo, nel vero senso della parola, è stata comunque la musica a regnare sovrana; l'inizio è uguale identico all'ultimo lavoro in studio: Versozero e Zero aprono le danze, e si intuisce subito che il quartetto è in gran forma. Le canzoni selezionate dal repertorio coprono tutti e tre gli album, al punto che da Zero vengono recuperati gli episodi più riusciti, ovvero Sovrappensiero, Sono=sono (oggetto del dibattito tra Morgan e il pubblico su quale debba essere il prossimo singolo), la misticheggiante Autofraintendimento, l'elettronica Forse, la 'ruffianissima ballata' La comprensione (della serie: e vi farebbe schifo se fosse questo il prossimo singolo?) e naturalmente, tanto per rimanere in tema, il primo singolo La crisi. In ogni brano il quartetto sembrava non conoscere pecche, e si permetteva anche il lusso di variare gli arrangiamenti (brillante l'idea di riarrangiare il finale di Sono=sono prima al ritmo di samba e poi di discomusic) con la massima scioltezza del caso.

Certo è che le 'reprises' da Acidi e basi e Metallo non metallo funzionavano a metà, non tanto per la qualità d'esecuzione ma per una risposta 'fredda' del pubblico, che però rispondeva alla grande quando si è trattato di cantare insieme a Morgan le ormai famose Fuori dal tempo, Cieli neri, Altre f.d.v. e Iodio, guarda caso 4 singoli di successo (curiosità: e Il mio malditesta dov'è finito, pur non essendo un estratto?) che chiudevano la prima parte del set, con un pubblico festante.

Il rientro per il bis è stato sostanzialmente un tributo a Bowie, prima 'dichiarato' con Always crashing in the same car e poi 'mimetizzato' con l'esecuzione di Finché saprai spiegarti, con un finale a metà tra una Close to me 'fantasma' e una cover di Fashion, altro pezzo del Duca Bianco. Insomma i Bluvertigo non hanno paura a dichiarare le loro influenze (da ricordare anche una Save a prayer di quei Duran Duran tanto amati da Morgan), ma con tutto ciò imbastiscono un live che merita il nostro plauso, o almeno quello del sottoscritto, che, comunque, continua a pensare, checché ne dica mr. Castoldi, che è difficile uscire vivi dagli anni '80.



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