Motel Connection - Vox di Nonantola - Modena Live report, 31/01/2003

03/02/2003 di Ilaria Rimondi



Incuriosisce molto il trio Motel Connection: un tipico dj da club trendy, un cantante della scena(ex?) alternativa italiana e un ottimo bassista funky. Se si è rimasti colpiti dall’atmosfera e dal contrasto tra sintetico e melodico del primo cd della band, vale la pena di mescolarsi alla variegata fauna presente alle loro prime esibizioni live.

Personalmente ho sfidato la nebbia della bassa modenese per rivedere finalmente al basso il Pierfunk del primo e insuperato album dei Subsonica,per testare l’insolita commistione tra la nitidezza calcolata da discoteca e il calore vivo dello spettacolo da palcoscenico e un po’ per vedere se la chitarrona stile Elvis imbracciata da Samuel è veramente sproporzionata rispetto al suo corpo…
Il locale, già verso l’inizio del concerto, stenta a riempirsi, ma anche grazie alle scritte che campeggiano sulle locandine-“Motel Connection, con Samuel dei Subsonica”-sotto il palco si trovano accampate un buon numero di samuelitane con macchina fotografica. L’esibizione si apre con la proiezione su sfondo bianco alle spalle del palco di immagini di varia biologia(strani corpuscoli che il mio vicino sostiene essere peluria delle orecchie ingigantita) e il dj Pisti che sfonda il brusio con un ritmo house incalzante. Si balla senza stacchi tra un brano e l’altro, passaggi ben curati, un’elettronica ricercata (che a tratti richiama l’Aphex Twin del periodo ambient).Samuel alle prese con effetti e campionatori, non potendo brandire il suo canonico triplo microfono accenna col labiale i famosi urli da live. Il basso di Pierfunk risulta sommerso da un muro di suoni sintetici, soprattutto nell’esecuzione di DB Volante dove il ricamo del basso è fondamentale e il tecnico del suono(l’impeccabile Cipo dei Subsonica)non accenna a ristabilire la giusta gerarchia. Dopo la prima mezz’ora l’impressione è quella di assistere ad un piacevole dj-set, ma con la conseguente sensazione di ripetitività che a volte può derivarne. Si ritorna al clima del concerto con alcune strofe remixate di Strade, Discolabirinto, Il mio dj(dal cd Microchip emozionale, Subsonica 1999) e con l’esecuzione di Lord e del singolo Two dove Samuel sfodera una voce carezzevole ed ipnotica, anche sulle tonalità alte, che scatena l’applauso più lungo. Il pubblico sembra prediligere questa componente melodica che dal vivo crea molta atmosfera non togliendo nulla alla ballabilità, atmosfera che a tratti è mancata durante il concerto probabilmente perché i Motel devono perfezionare la loro dimensione live, dove non risulta ancora efficace la fusione armoniosa di generi che emerge invece nell’ascolto del cd.



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