Cosa ascoltano i surfisti quando non sono in acqua

(Angelo Bonomelli) - We love surf intervistano i quattro surfisti italiani più forti del mondo(Angelo Bonomelli) - We love surf intervistano i quattro surfisti italiani più forti del mondo
25/06/2014 di WeLoveSu

 Quattro tra i più promettenti surfisti italiani si raccontano. Che musica ascoltano, che spiaggia preferiscono e come si coltiva una passione del genere. Ecco le interviste fatte dai We Love Surf.



ANGELO BONOMELLI

Angelo, è possibile riassumere la tua carriera in poche righe?
Ci provo (sorride, NdR). Pratico surf da circa 11 anni. Quando avevo 12 anni, ho iniziato grazie ad alcuni amici in Costa Rica, il paese in cui abito nel periodo invernale. Devo dire che non ho spiaggia cui mi sento particolarmente legato, diciamo che vanno tutti bene, purché mi regalino dei tubi...

….direi che per te il 2014 è incominciato più che bene.
Direi di sì, ho fatto due ottimi risultati nelle gare in Costa Rica, speriamo.

Con il mare piatto che fai?
Mi alleno per mantenere la forma fisica. Solitamente vado a correre, ogni tanto faccio qualche partitina di calcio.



Amore e surf convivono o si pestano i piedi a vicenda?
Ho una bellissima ragazza francese e spesso andiamo in giro insieme, anche se lei non pratica il surf, preferisce restare in spiaggia a prendere il sole.

Tre canzoni per la tua playlist ideale.
“One love”, “Get up stand up” e “Exodus” di Bob Marley.

ELENA BERTOLINI

La tua prima onda: quando e dove?
Ostia, estate del 2003. Da lì non ho potuto farne a meno, ho capito che sarebbe diventato parte della mia vita. Devo tanto al surf, sarebbe esagerato dire che non ho altro ma fino ad oggi mi ha dato degli amici su cui posso sempre contare, un ragazzo che amo e con cui condivido le mie passioni, e un lavoro. Sono valori in cui credo e che mi rendono felice. Quindi non è il surf in sé ad essere importante, ma per tutte le occasioni che mi ha offerto e che mi offre ancora.

Un’onda a cui sei particolarmente legata?
Non saprei rispondere, mi piace scoprire sempre nuove onde e nuovi posti. Sono molto attaccata alle onde di casa, soprattutto a Banzai, il Circeo e la Sardegna. Sono molto legata all'Australia, in questo momento sto lavorando qui come istruttrice di surf insieme ad Edoardo, il mio ragazzo, insegnamo nelle migliori scuole della Gold Coast. Mi piace davvero questo paese, il loro stile di vita e come vivono il surf, le onde sono belle, hai la possibilità di surfare tutti i giorni.

Il surf si sta facendo conoscere anche dalle donne o resti un caso isolato?
Quando ho iniziato a surfare io, parliamo di dieci anni fa, nella zona di Roma eravamo in tre: io, la Vitale e la D’azzeo. Adesso se vai a surfare durante una mareggiata invernale a Ostia, puoi incontrare in mare un sacco di ragazze. Le scuole di surf che sono nate negli ultimi anni hanno dato un grosso aiuto in tal senso. Il surf femminile sta sicuramente crescendo, ed anche il livello. Per la prima volta nella storia del surf italiano, e bisogna ringraziare l’organizzazione di Luciano di Surf Camp Tours, sono riuscita a creare un gruppo di ragazze italiane e a partire insieme per le Maldive. Dieci anni fa non avrei mai immaginato succedesse. Abbiamo passato dieci giorni fantastici in barca, girando per i vari atolli di Malè e surfando alcune delle onde più belle e perfette al mondo. Un’esperienza che ogni surfer girl dovrebbe provare almeno una volta…infatti l'abbiamo riproposto anche quest'anno.

Un consiglio a chi si avvicina al surf per la prima volta?
E' sicuramente quello di trovare una buona scuola di surf vicino a casa e fare almeno un corso base. Ovviamente non lo dico per convenienza personale - io e io mio ragazzo abbiamo fondato WeTravel WeSurf e ci occupiamo di corsi e surf camp, il prossimo si svolgerà a Dicembre alla Canarie - ma perché se io dieci anni fa avessi avuto una scuola in cui andare mi sarei risparmiata un sacco di errori che ancora oggi mi porto dietro. Perché quello che oggi un allievo impara in un corso di 6 ore, io l’ho imparato da sola in un anno di sacrifici, sbagli e molto spesso anche traumi. E poi a scuola puoi fare un sacco di amicizie, conosci persone con la tua stessa passione. Oltretutto le scuole non sono solo per principianti ma anche per chi vuole migliorare il proprio surf. C'è chi pensa che i corsi, o i surf camp siano da sfigati, in realtà è l'unico modo per vedere rapidi e decisivi miglioramenti nel proprio surf.



Tre canzoni per la tua playlist.
“It's a long way to the top (if you wanna rock'n'roll)” degli AC/DC, “Radioactive” degli Imagine Dragons e “Let her go” di Passenger.

FILIPPO ORSO

La tua prima onda?
La mia prima onda vera e propria non me la ricordo, ricordo solo che ero piccolo, 8-9 anni. Io e i miei amici passavamo intere giornate al mare alternandoci tra bodyboards, skimboards e tavole da onda, da lì è nata questa mia grande passione.

Spesso sei in Sri lanka per allenarti, dove nasce tanto feeling per questo posto?
Sì, molto spesso sono in Sri Lanka, il posto è fantastico, le onde perfette, un vero e proprio paradiso. Devo ringraziare Surfolive.com, per loro faccio la guida in molte parti del mondo: tra Spagna, Sri lanka, Canarie, Marocco...

...e cosa un surfista non deve dimenticare mai in viaggio?
Il gel (ride, ndR).

Raccontaci la volta che te la sei vista più brutta.
Essendo uno sport estremo spesso possono esserci situazioni critiche soprattutto se lo fai ad alti livelli e ti spingi sempre di più oltre il tuo limite. Il mio peggior wipe out è stato sicuramente in Marocco nel 2011, cadendo da un onda mi lussai la spalla sinistra, infortunio gravissimo e tutt'ora ne risento. Un altro brutto wipe out era alle Canarie in uno dei surf camp organizzato da Surfolive.com in collaborazione con Surfcuture.it. Te lo racconto: stavamo filmando per un video promozionale, dopo molti giorni di onde piccole e ventose finalmente troviamo un'onda perfetta e tubante. Ci abbiamo pensato per alcuni minuti, poi è arrivato Benjamin Sanchis, noto surfista fracese, e ci ha detto “c'est cool, andiamo”. Appena arrivo in line up mi accorgo che le condizioni sono impegnative. Il forte vento da terra rende la partenza un incubo, concentrato e con l'adrenalina a 1000, dopo 40 minuti che l'aspettavo arriva l'onda. Remo con tutte le mie forze per entrarci, mi alzo in piedi ma capisco di essere già in ritardo, cado spostato dalla forza del lip. Cinque secondi che mi sono sembrati un'eternità, mi dicevo di stare tranquillo e di non sprecare energie. Non riemergevo più, poi con l'ultimo fiato rimasto ho dato una pedata al reef per riemergere. Una volta riemerso, prendo altre due onde in testa ma grazie a Dio ero riuscito a nuotare verso il canale d'uscita sano e salvo. Me la sono cavata con il nose della tavola spezzato.



Chiudiamo con tre canzoni per la tua playlist ideale.
Sono un amante della musica, ho un fratello dee jay e produttore (J-nice), ascolto moltissime cose ma ammetto di non aver una grossa cultura musicale, anche perché quando mi piace una canzone l'ascolto per ore, giorni, mesi (ride, ndR). In questo ultimo periodo mi piace molto “Home” di Edward Sharpe & The Magnetic Zero e “Demon” degli Imagine Dragons.

ROBERTO D’AMICO

Un consiglio a chi si avvicina al surf per la prima volta.
Prima di tutto bisogna imparare le regole che ci sono in acqua per non avere problemi, una volta iniziato preparate a cambiare il vostro stile di vita perché non smetterete più (ride, ndR).

Nel surf l'allenamento è importante anche fuori dall'acqua, come ci si prepara?
Come ogni sport è molto importante tenersi in forma, soprattutto per chi vive in Italia che non ci sono onde tutti i giorni. Esistono vari tipi di allenamento, dipende da cosa si vuole ottenere: potenza, fluidità, muscolatura. Ultimamente mi sta seguendo un mio amico fisioterapista, Luca Loreti, facciamo dei percorsi no stop di circa un'ora.

Il surf ultimamente è anche un po’ una moda?
Non credo che il surf lo sia, forse il gran numero che lo stanno praticando lo fanno sembrare una moda. Ma in realtà se continui a farlo è per passione.

L'onda più bella che hai surfato, dove e quando?
Penso Lakey Pick a Sumbawa, circa due anni fa. Dopo un viaggio stremante siamo arrivati con il sorgere del sole. Sembrava di essere in un sogno.


Tre canzoni che non possono mancare nella tua playlist.
“No Lie Dedication 4" - Lil Wayne
“Hive” (feat. Vince Steaples & Casey Veggies) - Earl Sweatshirt
“Toxicity” - System of a Down

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati