You, Nothing.: il fuoco sacro dell'attesa

Dopo mesi di indizi e hype sul web, figlio di un solo live, il quartetto veronese esce con il suo primo disco, "Lonely//Lovely". Tra Slowdive, My Bloody Valentine, Beach House e una spruzzata di hardcore: ecco perché chi celebrava il loro melting pot musicale aveva ragione

You, Nothing., foto promo
You, Nothing., foto promo

Fa impressione a dirlo oggi, ma galeotto, ancora una volta, è stato un concerto. Sono bastate una canzone, Waves – a torto o a ragione considerata l'apripista – e un'esibizione al Kroen di Verona nell’ottobre 2020 per fare degli You, Nothing. il nuovo oggetto del desiderio. L'entusiasmo di chi c'era e il successivo passaparola hanno fatto il resto.

 

Istantaneamente, le tastiere del globo virtuale si sono trovate ad analizzare e sezionare canzoni dalle fattezze indefinibili, poiché non sostenute da un supporto fisico, né tanto meno immateriale, fatta eccezione per tre singoli usciti col contagocce, a distanza di quattro e due mesi l'uno dall'altro sul solito Bandcamp. E guardate che è orribile avere una mezza dozzina di “amici avanti” con una dritta bella e pronta e dovere aspettare mesi e mesi per sentire qualcosa di veramente concreto, oltre le chiacchiere da chat e tante belle promesse. Si è parlato così per 25 settimane di una mischia di shoegaze, dream-pop e post-punk che, lo capirete bene da voi, da (almeno) 10 anni non vuol dire un cazzo di nulla: pure mia madre, se glielo chiedi, ti risponde che fa una mischia di shoegaze, dream-pop e post-punk.

Come non bastasse, la formazione è stata a lungo tempo oggetto di sintomatico mistero: c'è un vecchio articolo, su un quotidiano locale di Verona, che ne comunica la nascita con una foto parziale della copertina di Reflectie, uno dei singoli di sopra. E nonostante le foto sui social, una ventina in due anni (e non è che uno stia tutti i giorni a vedere le foto dei You, Nothing.), tra terzetto, quartetto, “è il progetto del chitarrista”, “sono come le Warpaint”, “adesso hanno Julie Ant alla batteria”, se ne sentono così tante che se al Kroen avessero suonato i Residents ci avrei capito di più.

Con queste premesse, il loro esordio Lonely//Lovely, uscito il 7 maggio per Floppy Dischi, Non Ti Seguo Records e Dotto, mi è servito anzitutto a mettere un po' d'ordine alle poche idee ma confuse in mio possesso. Quindi. Gli You, Nothing. si son formati a Verona nel settembre 2019, la line-up originale comprende il chitarrista/tastierista e principale compositore Federico Costanzi insieme alla cantante/chitarrista e principale autrice dei testi Gioia Podestà e alla bassista Giulia Cinquetti, a cui si è aggiunto poi il batterista Nicola Poiana: perfetto conquilinaggio, insomma, due ragazzi e due ragazze.

Rumore se ne accaparra l'anteprima, la stampa nazionale se li balocca e li guarda con la diffidenza che si riserva a chi parte a razzo col buzz collettivo, ancora prima che lo starter abbia sparato il colpo. “Quando abbiamo realizzato queste tracce, credevamo molto nel nostro materiale, ma la scelta del nome è una sorta d'antitesi, 'Tu sei niente', è una provocazione in risposta a quelli che credono che non si possa fare musica, che ti giudicano senza averti mai ascoltato, che è in pratica la summa delle nostre vite”, dicono.

“Non avevamo né distribuzione né agenzie, poi Floppy Dischi, Non Ti Seguo Records e Dotto si sono interessati a noi, seguiti da Doppioclic per la promozione, ma non ci sarebbe dispiaciuto usare il mio soggiorno per passare le notti ad assemblare il nostro disco qualora le cose avessero iniziato a girare bene e nessuno si fosse fatto avanti”. E se il Covid da un lato ha messo del suo per aumentare le aspettative per un disco pronto da un anno, presentato in un'unica data sei mesi fa e poi tenuto in naftalina, queste almeno non sono state deluse.

Nel loro suono, gli You, Nothing fanno convergere influenze che su carta irriterebbero qualsiasi purista, ma in mano loro genera un melting pot che si riflette in sorprendenti quadretti psichedelici dai profumi 80's – da cui il fenomeno degli shoegazer a ben vedere nacque, ancora prima che l'etimo venisse coniato. “I riferimenti comuni sono Slowdive, My Bloody Valentine e i Beach House, non a caso il nome You, Nothing. è stato estrapolato da una canzone dei Be Forest che, come noi, molto devono a queste tre band. Se ci mettiamo a parlare di musica, però, Gioia ama il post-punk, Giulia non disprezza la synth-wave e Nicola è la percentuale emo e post-hc dei You, Nothing., quindi usciranno fuori nomi completamente diversi. Tutto quanto questo ha creato il sound di Lonely//Lovely”.

Ecco, le 8 tracce contenute al suo interno non sfigurerebbero nel catalogo dell'avamposto danese Bad Afro (Baby Woodrose, Serena-Maneesh, The Organ...) e pure lì sarebbero considerate una piccola manna dal cielo. Una silenziosa esplosione in testa che combina soluzioni celestiali con tensione e dolcezza, potenza e riflessione, integrate in un'unica visione d'insieme che potremmo sì definire “gaze”. Oltre qualche leggerezza da esordio, l'unico appunto che sento di fare alla band è quello di seguire più il corso “aperto” e possibilista dei similari Be Forest o Soviet Soviet o His Electro Blue Voice e di non chiudersi nella nicchia new-wave-dark e similari: sarebbe un vero spreco. 

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L'articolo You, Nothing.: il fuoco sacro dell'attesa di giorgiomoltisanti è apparso su Rockit.it il 2021-05-14 10:35:00

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