Zero Fest - Solarussa (Or) Live report, 04/08/2007

05/10/2007 di

(Africa Unite - Foto di Paolo Carta)

Il primo sabato di agosto a Solarussa c'è stato lo Zero Fest. Un festival itinerante e gratuito che ha portato sul palco cinque gruppi: tre sardi, uno romagnolo e uno piemontese. L'atmosfera era da festa di paese. Le band erano importanti e tra le più conosciute in Italia. Un festival atipico ma bello. Sara Loddo racconta.



Il primo sabato di agosto Solarussa, un paese della provincia di Oristano, ha ospitato la quarta edizione dello Zero Fest. Il festival gratuito, organizzato dall’associazione culturale Kuntra, nasce come iniziativa itinerante, ossia priva di una collocazione stabile e univoca.

Quest’anno ad esibirsi c’erano cinque gruppi, tre isolani e due dalla provenienza differente, molto diversi l’uno dall’altro. Il tutto si svolgeva in una zona appena al limite delle abitazioni del paese: un parco dal manto erboso arido, tipico del paesaggio mediterraneo nella stagione più calda, con al confine una schiera di fichi d’india. In opposizione al palco erano disposti dei chioschi: uno emanava l’odore forte della carne arrosto, mentre gli altri vendevano birra sarda, vino, vernaccia e bevande analcoliche. Il menù, come l’aria che si respirava, era quello di una festa di paese anomala, caratterizzata da un’alta percentuale di popolazione giovanile.

Verso le dieci la musica iniziava con i Malos Cantores, nati dai vecchi Sa Razza, gruppo abbastanza noto fra i sardi amanti del rap. La scelta della lingua sarda su quella nazionale costituisce il loro tratto caratterizzante, cosa che, nonostante pregiudicasse la comprensione a qualcuno, richiamava l’attenzione ed in certi momenti provocava l’ilarità dei restanti, come nella singolare interpretazione della hit con cui Fabri Fibra ha raggiunto la fama televisiva. A seguire l’esibizione dei Golf Clvb, gruppo indie affermatosi a livello locale negli ultimi anni, che, con ritmiche complesse e l’avvolgente suono della farfisa, e nonostante le difficoltà derivanti da un impianto audio mal funzionate, riusciva a far ballare gran parte del pubblico. Veniva poi il turno dell’hard rock degli Small Jackets, la cui energia sembrava affascinare anche i non appassionati del genere.

Mancavano ancora le esibizioni dei nomi più attesi del cartellone. Ad essi spettava la conclusione della serata. Ecco quindi i Sikitikis, cagliaritani ormai trapiantati a Torino, con delle gradevoli canzoni da ballare e canticchiare fra la psichedelia, il surf, il rock’n’roll e lo stoner, perfetti per una serata estiva. Per finire gli Africa Unite, instancabili e – a detta loro – entusiasti di essere nuovamente in Sardegna. Sotto il palco un numeroso pubblico ondeggiante ripagava i musicisti dell’impegno profuso per il lungo concerto: quasi due ore di musica, che, oltre ai vecchi brani, includevano quelli del nuovo album del gruppo.



Pagine: Africa Unite Small Jackets Sikitikis Golfclvb

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