Rosolina Mar - Zeromusiclub - Azzano S. Paolo (Bg) Live report, 12/01/2007

01/02/2007 di

(Rosolina Mar in tenuta estiva - Foto da Internet)

I Jesus Etc. e Rosolina Mar dal vivo. I primi partono in sordina, colpa dei suoni e forse dell'emozione ma non deludono, la loro la loro glaciale imperturbabilità wave è cofermata. A stupire, invece, sono i Rosolina Mar, il trio aggredisce il suo pubblico con un ora tirata senza il minimo calo di energia. Le due chitarre ruggiscono in esplosioni blues, i suoni sono roventi. Una serata più che sconvolgente, Mario Panzieri racconta.



Inverno caldo, caldissimo. Aria carica di smog, margherite nei campi, montagne spellacchiate all'orizzonte, speculazione edilizia, orde di macchine invadono strade al collasso. Questa è la provincia bergamasca che stasera ci offre un'altra un'occasione per surriscaldarci un po': il concerto dei Rosolina Mar accompagnati dagli esordienti Jesus Etc.

I Rosolina Mar dal vivo sono eccezionali. Lo sappiamo già tutti, ma non posso fare a meno di ribadirlo ancora. Un'ora tiratissima senza un minimo calo. Quanto parte "La Basetta..." non ti accorgi neanche che è arrivato l'ultimo pezzo. Esplosioni blues a ripetizione e un suono rovente. La batteria che macina, macina, macina. La gente che sorride sempre di più. La serata era iniziata con i Jesus Etc.: i primi due pezzi ingiudicabili sommersi da una equalizzazione ultra compressa. Poi finalmente il fonico aggiusta e i bresciani infilano "Monarchy In The UK": la gente apprezza e canta all'unisono il coretto. I Jesus dal vivo "suonano" un po' diverso: soprattutto le voci, meno profonde e colorate (succede anche agli Interpol o ai Killers, gruppi che nascondono nel pathos vocale l'anima del loro suono). Comunque ci sanno fare, i pezzi sono ben eseguiti e brillano nella loro glaciale imperturbabilità Wave.

Poi tocca ad i Rosolina ed è furore. Il sudore sulle fronti dei due diavoletti aumenta, le loro camicie si pezzano mentre inscenano scambi schermistici via manico Gibson, ogni tanto si inginocchiano allargano le gambe scendono dal palco si fanno le boccacce o sono smorfie di fatica? Muscolarissimi ma con classe, aerobici e guasconi. Niente pathos vocale per loro. Parte anche una specie di medley, tipo un misto di "On The Road Again" e improvvisazione pura, non ho capito bene. Eseguono un pezzo nuovo che travolge tutti, tirano il collo a "Flesh Dance" e "Mingozo di Mongozo", scherzano con il batterista che scherza con il pubblico, scherzano con il dj quando è ora di smettere. Una gran bella serata pensiamo, mentre la marmitta della nostra macchina incatrama l'aria riportandoci a letto.



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