Sara Baggini (Augustine) è una cantautrice umbra di origine valtellinese. Lo pseudonimo “Augustine” è tratto dal nome dell’isterica protagonista del s

Nata sulle Alpi lombarde, compositrice fin dalla prima adolescenza, all'età di 19 anni si trasferisce a Perugia, dove si laurea presso l'Accademia di Belle Arti. Realizza nel 2010 il suo primo album in home-recording, One Thin Line, fruibile gratuitamente su www.archive.org. La raccolta include sette brani inediti, composti, registrati e mixati in poche settimane, in totale autonomia. Gli arrangiamenti sono essenziali ed includono soltanto una o due chitarre, percussioni e numerose tracce vocali che vanno a formare dei cori, caratteristica che diventerà centrale nei lavori successivi.
Con la realizzazione dall’album auto-prodotto Alas Laika, il 2013 vede il coronamento dell’omonimo progetto, frutto della collaborazione con il compositore e tastierista abruzzese Giovanni Ferranti. Cori e chitarre sposano qui un’elettronica dalle atmosfere wave e showgaze, talvolta trip-hop, con risultati imprevisti.
Previsto per febbraio 2018 il lancio del suo terzo album in home-recording, Grief And Desire, concepito come una sorta di diario o romanzo autobiografico, all’interno del quale le tracce costituiscono dei paragrafi. Si tratta di un lavoro di natura intima ed introspettiva, che rispecchia anche il luogo in cui è nato (una piccola, vecchia casa nella campagna umbra, dove la cantautrice attualmente vive). Qui suona, registra, programma e mixa ogni singolo strumento (chitarre, basso, percussioni, batterie elettroniche, tastiere e synth), portando gli arrangiamenti e le armonie vocali ad un grado maggiore di pienezza e densità.
Temi ricorrenti sono malattia, ipocondria, perdita, lutto, assenza, distanza, amore nascente e abbandono, colpa, biasimo, estasi e caduta. L’onirico ed il delirio – al confine con la consapevolezza – sono percepiti come i soli linguaggi possibili per generare senso. L’artista è oggetto e soggetto allo stesso tempo e, come l’isterica, nell’immagine di sé trova finalmente la propria identità: distorta, frammentata, eppure l’unica.