L’Avanguardia Ambrosiana nasce a Parigi in una fredda giornata di fine duemiladieci, dalle contorte menti di Stefano Galli (Tastierista e addetto alla batteria finta di cui L’Avanguardia va fiera) e Roberto Tardocchi (autore dei testi e delle musiche, bassista e perfetto ignorante nel campo musicale). Dopo una rapida fase di sperimentazione, si aggiunge il chitarrista Alessandro Burelli, conosciuto anche come Maestro Ambrosiano, da cui l’Avanguardia deriva il suo nome, e noto per le sue improvvisazioni. Con l’arrivo del cantante e frontman Matteo Maestripieri, personaggio poliedrico e dalle spiccate doti artistiche, L’Avanguardia Ambrosiana raggiunge la formazione finale, completata solo con l’ingresso nel gruppo di Sara Luzzi, voce sublime.
Dopo un folgorante periodo di maturazione stilistica e dei contenuti, influenzata dalle più varie correnti musicali, L’Avanguardia diviene caposcuola e unica esponente di quel Pop d'Avanguardia che le è proprio, e si fa portavoce di una generazione insofferente verso la decadenza culturale e filosofica in cui versa l’Italia degli anni zero.
Nel 2011 l’Avanguardia Ambrosiana ha pubblicato una demo “Sciami di Mosche” e un EP “Alchermes”.
L'ultimo lavoro confezionato alla ''Maison del Buon Stiff'' è ''L'Avanguardia Uccide'', un album che include 5 tracce inedite.