Avanscoperta Russa è Il sangue che si aggrappa ai pick-up delle chitarre.

Il sudore che esplode, come fuochi d’artificio, in controluce, attorno ai fusti della batteria.
Le parole che aggrediscono il microfono.
L’improvvisazione del blues, l’amarezza del blues e la sua sofferenza, la sua spinta.
Le vecchie taverne nei sobborghi di un centro storico stuprato ogni notte.
Quei posti dove ognuno sembra avere una storia da raccontare, che sia vera o inventata, che sia fatta da parole o impressa negli occhi, nelle rughe sui calli delle mani.
Quei posti lontanissimi dai pub patinati del centro dove i bicchieri si vuotano senza farci troppo caso.
Le pattumiere cariche di bottiglie, ossa d’animale e frattaglie. I basolati sempre bagnati, dove il vino si mischia al sangue delle macellerie a scarti di pesce, di frutta e verdura.