[a–vàst] escl. dial. trad. it. - BASTA

Dopo varie "canzoni di crude e di cotte" la band registra (il dato che) "la realtà c'ha le corna" imbattendosi in gatti in doppio petto, polli con la lingua lunga, topi al guinzaglio, santi rifatti, manichini senza stoffa, nasi storti, angeli a contratto, cani che piovono, signore impassibili...

Una nuova raccolta di inediti segna la definitiva uscita dalla maturità e l'entrata in “Lavatrici” (2015 © Cramps Music Srl / Artis Records)

"Solo 5 giorni in studio per realizzare 9 brani. Canzoni che attingono a piene mani dalla grande scuola dei classici italiani, ma anche da un'America non troppo lontana, scura e visionaria, dove dialogano assieme psichedelia e momenti swing, macchiette contemporanee e sfoghi elettrici... danza perpetua tra profondità e leggerezza. Uno scrigno prezioso di 8 inediti più una rivisitazione della celebre “Poor Boy” di Nick Drake, a cui la band dedica una riuscita traduzione arricchita di slang lucano. Visioni musicali moderne e scenari cantautorali, in un groviglio originale di quello che gli stessi Avast definiscono "lavaggio musicale economico", dove le storie si sporcano a vicenda e le canzoni si contaminano tra loro" (Protosound Records).