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Uok non passa come l'acqua sulle pietre. Se provoca disgusto questo è osceno e irrefrenabile. Se piacere, mistico. Melodie talvolta come piante crescono dal nulla per poi sfociare in improvvisazioni tanto iperdeterminate da essere libere. Talvolta invece come creature solide si muovono rapide in scenari elettrici, o tra le linee di percussioni ossessive: primordi. Momenti in cui l'acqua limpida si intorbida fino a diventare lava, fortezze di suono si sbriciolano tornando acqua. Non è certo la musica più indicata ad accompagnare il tè delle cinque, né si può pensare che bad uok sia il posto giusto per condividere un momento di svago in buona compagnia. Si è persa l'abitudine di andare a sentire la musica per sentire la musica. Ebbene bad uok vuole essere sentito. E se si accorge di parlare da solo, alza il volume, e se ancora non lo si ascolta scatena un tale inferno da far fuggire tutti. E lui lì, a volte felice, a volte no. Pronto a strisciare verso una nuova meta a dire quello che ha da dire per chi lo vuole ascoltare, senza pretese, senza elitisimi, senza compromessi.