Beatrice Campisi è una cantautrice di origini siciliane impegnata da quindici anni nella ricerca e nello studio di stili e generi musicali svariati, c

Beatrice Campisi è una cantautrice di origini siciliane impegnata da quindici anni nella ricerca e nello studio di stili e generi musicali svariati, con una predilezione per la canzone d’autore italiana, il jazz e la musica popolare.

Sin da giovane inizia a studiare pianoforte, canto e teatro, compone i suoi primi brani e partecipa a importanti rassegne musicali (fra cui il M.E.I. d’autore di Faenza, Musica donna Festival presso il teatro Brancati di Catania, Catania Jazz presso il teatro Metropolitan di Catania, Bellini opera gala presso il Teatro Antico di Taormina, “Luigi Tenco, marzo 2017. In qualche parte del mondo”, “La storia del Tenco” con Enrico De Angelis e Antonio Silva. Inoltre è ospite del cantautore balcanico Roberto Durkovic sul palco di Spaziomusica Pavia).

Mentre si appassiona agli studi classici (terminati nel Febbraio 2016 con il conseguimento della Laurea Magistrale in Filologia Classica presso l’Università degli Studi di Pavia), prosegue la sua formazione artistica attraverso corsi e stages (tra cui il campus formativo per cantautori organizzato presso il C.E.T di Mogol). Si segnala inoltre il conseguimento del Compimento Inferiore in canto lirico presso l’Istituto Musicale Vincenzo Bellini di Catania.

Trasferitasi a Pavia si inserisce nella nuova scena musicale, iniziando la collaborazione con i musicisti attualmente coinvolti nella realizzazione del progetto, “il gusto dell’ingiusto”, che sarà presentato il 6 Dicembre 2017 sul palco di Spaziomusica Pavia.

L’album, prodotto da Cobert Edizioni Musicali e Jono Manson con il supporto del MiBACT e di SIAE nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina-copia privata per i giovani, per la cultura” (ed. 2016), vanta la collaborazione con numerosi musicisti e cantautori italiani (fra i quali si ricorda Claudio Lolli) e vede l’accostamento di diversi generi e sonorità: blues, swing, musica popolare, canzone d’autore si fondono in uno stile personale. La sezione di base è composta da voce, pianoforte, contrabbasso/basso e batteria, ai quali si aggiungono, organo, chitarra classica, acustica ed elettrica, arpa, fisarmonica, armonica, archi, fiati (in particolare si ricorda la collaborazione con il mitico sassofonista Antonio Marangolo) e percussioni. Tale commistione musicale si presta bene a veicolare il messaggio dell’album, che narra le storie di vita e le esperienze del singolo, analizzando la dicotomia dell’animo umano, il dualismo che regna dentro ognuno di noi, il lato oscuro che conduce inevitabilmente all’errore, accompagnato dalla speranza e dal bisogno di riscattarsi.

Si ricorda che l’album è stato mixato e masterizzato da Jono Manson presso il suo studio a Santa Fe in New Mexico.

L’artista è attualmente impegnata nell’organizzazione di un tour che ha come scopo quello di portare “il gusto dell’ingiusto” in giro per l’Italia a partire dal 2018.