Molte delle mie canzoni sono storie raccontate in prima persona. Nelle quali dico “io” ma non sono io. Lo spero, almeno, dato che i protagonisti sono un voyeur, un misantropo, un ragazzo che va in giro nudo, un tipico animale in pigiama della domenica, uno jettatore, un gallo e una tigre, un don Giovanni, un vecchio capitano d’orchestra, un ubriacone milanese, una certa miss Charlotte, un gruppo di vecchietti di paese, due ragazzi di quindici anni che si chiamano Willy e Gaia, uno spermatozoo…

Mi sono esibito per la prima volta nel gennaio 2015 in un locale napoletano che si chiama Cellar Theory.
Nello stesso anno ho partecipato al Festival della canzone d’autore “Ugo Calise” e inciso un EP dal titolo “Imprese” - presso lo studio “Le nuvole” (Cardito, NA) - con la produzione artistica del roccioso Massimo De Vita del duo Blindur.
L'anno successivo ho suonato nel teatro Dadà di Castelfranco Emilia (MO) per le semifnali del premio Pierangelo Bertoli, e ho cantato qualche volta in un circolo letterario di Saint-Étienne (Francia).
Ho iniziato il 2017 accedendo alla finale del Memo Live Contest (Milano). Grazie a questa esperienza, il mio brano "Il voyeur" è stato pubblicato in una compilation digitale dall'etichetta Mescal.
Sono di ritorno da un minitour di cinque date tra Milano e Bologna, dove ho avuto la fortuna, tra le altre cose, di suonare all’Arterìa per il Poverarte | Festival di tutte le arti.
Alla fine di giugno ho performato piano e voce al Blue Note di Milano per la finale del premio Luttazzi andata in onda su Rai 1 (per l'occasione mi sono presentato col mio nome vero: Pasqualino Bellotta).
Ad ottobre, ho preso parte al Reset Festival di Torino.