cantautore folk-rock, cantastorie, ricercatore.

Ogni canzone di Benedetto Vecchio narra una storia: le mille storie della sua infanzia, tramandate dagli anziani del paese. I protagonisti sono briganti e streghe, contadini ed emigranti, uomini e donne che lavorano la terra, silenziosi eroi della tradizione popolare. Ed egli le racconta in musica, con i ritmi e gli strumenti della sua terra, il Lazio meridionale.
Nel tempo ha accumulato un patrimonio di tradizioni orali e di musica che coltiva da più di trent’anni, studia e trasmette. Adeguandosi alla modernità, è diventato egli stesso il cantastorie dei tempi attuali.
Quasi vent’anni fa, fonda il gruppo MUSICISTI BASSO LAZIO e con loro intraprende un percorso musicale e artistico, nel corso del quale incidono diversi album. Il primo DANZA D’ESTATE è conservato presso l’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi di Roma come esempio della ballarella e della sua evoluzione. E sono i ritmi di questa danza, i più amati e ricorrenti in tutta la sua produzione musicale al punto da fargli meritare l’appellativo di “Signore della ballarella”. Successivamente pubblicano SEGUENDO LA STELLA, (2004), ME NE VAJE (2006), MBL LIVE (2008), CONCERTO PER IL PRESEPE (2010), TERRA DI FUOCO (2010)
Ha cantato in mille piazze in Europa ed in America, sui palchi dei teatri e nelle aule delle Università ma è la gente quella che più gli interessa: dall’ amicizia e collaborazione con musicisti e cantautori famosi Eugenio Bennato, Toni Esposito, Mimmo Epifani, Savio Riccardi, Gianni Perilli, i Cantori di Carpino, Rione Junno, Mimmo Cavallaro e i TaranProject, i Tazenda, Paolo Barabani, Giancarlo Parisi, Barbara Cola, Carlos Nunez, Beppe Carletti e i Nomadi, alla promozione di musicisti giovani e promettenti, alla stima delle persone normali che lo seguono.
Non mancano premi e riconoscimenti ma quello che più lo gratifica è l' essere identificato come l’unico, vero “brigante con la chitarra”.