Guglielmo Bin nasce a Priverno, in provincia di Latina, il 2 marzo 1988. Dopo gli studi liceali, si iscrive all'Università “Sapienza” di Roma, dove si laurea in Lettere Moderne con il massimo dei voti. Contemporaneamente, diventa giornalista pubblicista. Si dedica in seguito all'insegnamento, lavorando presso istituti pubblici e privati e collaborando anche con associazioni dedicate all'integrazione di migranti in Italia.

Attualmente vive tra Pontinia, dove è cresciuto, e Latina, svolgendo la professione di docente a tempo pieno. Sin dai tempi del liceo, coltiva un'enorme passione per la musica, tanto da spingerlo a iniziare a suonare la chitarra e, dopo alcuni anni, anche il basso, il pianoforte e le tastiere. Nel 2010 fonda, con alcuni amici, i “Reuters Hates The Stringers”, band indie rock pontina, con cui rilascia nel 2011 un demo dal titolo “Obesity Panacea” e nel 2012 un EP di cinque tracce, “L'Amour Fou”. Nel 2013, dopo lo scioglimento del gruppo, inizia a dedicarsi a un'altra sua grande passione: la scrittura. Inizia la composizione di “Traversone”, il suo primo romanzo, che esce all'inizio del 2015 per “Lettere Animate”.

Dopo alcune brevi collaborazioni, nel 2016 torna attivamente a occuparsi di musica, dando vita a un progetto solista: adotta lo pseudonimo“B.I.N.”, acronimo che sta per “Brevi Interventi Naif”, e registra “Mangime per Fiori Secchi”, album completamente autoprodotto in cui canta, suona e programma tutti gli strumenti. Il disco, che raccoglie canzoni composte e arrangiate dall'autore tra il 2013 e il 2016, è caratterizzato da un suono pieno, ricco, che alterna e fonde numerosi generi – dall'alternative rock all'indie folk, dal pop allo shoegaze, dal post-rock al funky, dalla psichedelia all'ambient – tenuti insieme da un'attitudine spiccatamente cantautoriale che si riversa nei testi, introspettivi e a tratti fortemente malinconici, ma spesso caratterizzati da una sorprendente ironia – che a volte sfocia nel puro black -humour- e da un velato ottimismo di fondo.

Il disco, quindi, pur attingendo a piene mani dai generi più disparati – che riflettono l'inquietudine ma anche la grande sensibilità musicale dell'autore – non dimentica l'aspetto più prettamente lirico e testuale, inserendosi così nella grande tradizione italiana e internazionale del cantautorato.