per pochi ma non per tutti

La critica si è spesso chiesta come mai io, all'anagrafe Salvo Mineo, abbia scelto Calogero In Candela come nome d'arte. le ipotesi si sono sprecate ma, come spesso accade, lasciano il tempo che trovano, mentre la verità è in realtà molto più semplice di quanto non si pensi. Difatti, avendo letto in un'intervista di come i Baustelle abbiano scelto il loro nome sfogliando a caso un dizionario di tedesco e indicando alla cieca un voce, io ho provato a fare lo stesso con l'elenco telefonico. poi per il resto il solito percorso: cover, le prime canzonette autoctone, qualche concorso paesano, un MP3 mandato per caso ad indie-pop che rientra fra le canzoni del mese, una collaborazione come coosceneggiatore e attore ad un corto che vince l'edizione 2006 del Torino Film Fest, fasi alterne, nessuno stronzo con cui suonare, il più basso numero di ascolti su myspace ecc. le canzoncine scelte per questo albume sono prese ta le tante scritte prima e dopo, e trovano qui acume all'occhio di chi ascolta incauto.