BIOGRAFIA

Carmelo Amenta è nato a Siracusa, ha vissuto a Roma e nella sua città natale. Ora soggiorna inquieto in una provincia siciliana. Ama i gatti, le streghe e il vino rosso. Nel 2006 ha composto delle canzoni e qualcuna è finita in SEMBRANO LACRIME, INVECE PIOVE, e.p (Barbie Noja Recordings). Suona in giro. Nel febbraio 2009 comincia le registrazioni di 15 brani, 5 di questi fanno parte de LA GIOIA OSTENTATA DI UNA NOTTE CHE RECITA, un e.p. pubblicato e distribuito in download gratuito dalla già citata Barbie Noja Recordings. Gli altri 10 brani compongono il corpo de L'ERBA CATTIVA (BarbieNojarRecordings/ engine of saturation records) che viene pubblicato a febbraio, nel 2010.
A fine marzo comincia il mini-tour di supporto al disco. Le canzoni sono in programmazione in diverse radio. Viene intervistato da RADIO CAPODISTRIA e RAIRADIOUNO, durante STEREONOTTE, dove esegue anche tre brani acustici. Molte le recensioni di questo lavoro su fanzines web e cartacee e giornali musicali.
Tempo dopo, tra un live e l’altro compone quello che è il suo secondo disco: I GATTI SE NE FANNO UN CAZZO DELLA TRIPPA. L’album contiene 10 brani, e invece della classica ghost track, un ghost e.p. di 5 brani. Cambia la formazione che lo accompagna, alla ricerca di un suono più acustico e sporco. Al contrabasso c’è FRANCESCO ATTARDI, il bassista dei SUZANE’SILVER, all’altra chitarra ENZO PEPI, il chitarrista della PEPI BAND e alle percussioni GRAZIANO LATINA, che suona anche con DAVIDE DI ROSOLINI e LA CLINICA. L’album è stato registrato a Fiumedinisi, all’eye&ear studio a luglio 2011 in sei giorni e quasi interamente dal vivo. La produzione artistica è di PAOLO MESSERE, ex ulan bator e attuale deus ex machina dei blessed child opera. La casa discografica per cui esce il cd è la RED BIRDS RECORDS, l’ ufficio stampa è quello della LUNATIK e la distribuzione curata da AUDIOGLOBE. L'album esce prima digitalmente a febbraio 2012, lo stesso mese in cui affronta un mini tour in sardegna. A marzo il disco è reperibile presso tutti i negozi coperti dalla distribuzione ed esce il video del singolo "Tutto è fuori posto sempre" con la regia di Claudio Lucca e la partecipazione straordinaria di Federica Cristofaro, ballerina del corpo di ballo dell'arena di Verona. Aprile rivede la partecipazione di Carmelo alla trasmissione di rairadiouno, RAI STEREONOTTE. L'album viene recensito entusiasticamente dalle grandi riviste musicali ufficiali. Tante e bellissime le recensioni delle fanzines riguardo I GATTI SE NE FANNO UN CAZZO DELLA TRIPPA . Il singolo TUTTO E’ FUORI POSTO SEMPRE viene inserito in diverse compilation. A settembre esce il video del nuovo singolo PER I VERMI SIAMO TUTTI UGUALI: la regia è di Giuppy Uccello e tra gli altri partecipano nel ruolo di attori WILLIAM WILSON e SALVO CUBETA(QBETA). Suona il basso in un paio di brani de "La Rivoluzione nel monolocale" di Ali' e suona chitarra e basso in The Darkest Sea dei Blessed Child Opera. Nel luglio 2013 comincia la registrazione del suo terzo album, CUORI E PAROLE IN PICCOLE BOTTI DI LEGNO che esce a gennaio 2014 per Altipiani con distribuzione Audioglobe (per il supporto fisico) e Believe (per il supporto digitale): l'ufficio stampa e' Lunatik.
Seguono tre mini tour. Il primo esclusivamente radiofonico: Radio Rock, Rai Radio Uno e Radio Città Aperta; il secondo copre l’Italia dalla Calabria alla Toscana e il terzo affronta il territorio siciliano.
Concorde la critica nel ritenere Amenta una realtà importante del panorama musicale italiano.
Nel 2015 comincia a comporre L’ARTE DELL’AUTODISTRUZIONE (Altipiani/BarbieNojaRecordings/AudioGlobe/Believe/Lunatik) che vedrà la luce nel Febbraio del 2018. Alla batteria c’è Roberto Cappellani, che è anche il produttore esecutivo dell’album; i video e le fotografie sono stati curati da Giovanna Pavano, Rossella Mollica e Concetta Inglima. La copertina e l’artwork sono opera dell’architetto Peppe Lasagna, la parte digitale è di Fabiola Guarino.
L’album è stato registrato al Born to Grill a Noto e prodotto artisticamente da Carlo Barbagallo.

RASSEGNA STAMPA

dicono di CUORI E PAROLE IN PICCOLE BOTTI DI LEGNO:

Alias (Il Manifesto)

Composto da Carmelo Amenta e prodotto da Altipiani, l'album CUORI E PAROLE IN PICCOLE BOTTI DI LEGNO, narra e canta di liberta' umana oltre qualsiasi forma di autoritarismo e preconcetto, passaggi bluesy e alt-rock sotto sfumature noir e alcoliche, sepolcrali e urbane.


Distorsioni.net

Amenta si riconferma uno degli artisti più interessanti del panorama indipendente italiano e capace cantautore, che riesce come difficilmente oggiAggiungi un appuntamento per oggi accade ad emozionare, a non annoiare, e parlare di vita in modo universale.


Giornale di Vicenza

Fa bene a tutto il panorama dei cantautori nostrani il nuovo disco di Amenta. Ritmo, testi ed originalità frantumano il binomio canzoni/impegnate. E' un disco completo, originale che guarda al folk- rock e al blues senza fare il piacione. E la voce sfottente si sposa con un' orchestra sapiente. Bene così.


Internazionale

Siculo dark da intenditori: dopo Cesare Basile, nemmeno il bravo Amenta sembra in cerca di scorciatoie tra Siracusa e Sanremo.


Xl Repubblica


I suoi blues sporchi, oscuri (Due becchini da due soldi) hanno una consistenza lavica. Le arie alla slide guitar rimandano a scenari desertici e cinematografici. Le parole, come un buon vino, sono assicurate in botti di legno, e possono essere un deterrente, un porto di accoglienza al disagio di vivere.
La Scena.it

La domanda è: può un cantautore di questi tempi raccontare di detriti, non connessioni e ammassi di poetiche in cortocircuito senza mai scadere in sensazionalismi normali? La lezione di Amenta parla da sola e il suo mutevole singolare è il sintomo di un malessere benefico in piena salute. Esistenzialmente divino!


Audiofollia.it

Questo disco è ottimo e conferma le ottime doti compositivo-esecutive di Carmelo Amenta,e la sua originalità; c’e' un nuovo modo di essere cantautori in italia,e lui ne è l’esempio più fulgido.


Lettera43

Hanno un valore aggiunto dischi come questo. L'orgoglio. L'orgoglio di «fare non quello che conviene ma quello che si sa fare», per dire suonare, comporre qualcosa di davvero valido con pochi mezzi, a prezzo di sacrifici ingrati. Carmelo resta felicemente lontano dagli stereotipi, dalle retoriche ingombranti, da quell'oscillare tra impegno verboso, parolaio e fatalismo silente e fin troppo eloquente. Si lascia cadere addosso la musica di Carmelo Amenta, il cielo omerico, il mare immenso, il giorno e la notte e un altro giorno, un altro sole atroce, un’altra benedizione da scontare.

Music Club

L'artista vuole esaltare chi non si arrende alle convenzioni sociali o ai risvolti negativi delle scelte personali, chi trova conforto nell'intimità degli affetti, nella semplicità di un vino rosso economico spillato spillato da vecchie botti di legno, nella solitudine, lungo strade familiari e nel silenzio ritrovato tra le mura domestiche.


Musicalnews.com

Carmelo Amenta con questo disco può essere considerato alla pari di Fabi o Silvestri in versione più rock, non credo che sia una boiata. È un Manuel Agnelli più controllato e più intimo in alcuni casi. I pezzi di questo disco potrebbero essere e rimanere alternativi ma piacere anche al grande pubblico di Sanremo. Qui sta la grandezza di questo cantautore. Ma non possiamo essere sorpresi considerando che ci troviamo in terra siciliana dove si suona, si studia e si fa musica di un certo livello. Ottimo questo disco!


Radio Coop

Terzo album per l’eclettico cantautore rock siciliano che passa da imperiose sferzate rock n roll a ballate bluesy, dall’alternative rock alla classica canzone d’autore italiana, sguardi a Nick Cave e al conterraneo Cesare Basile. Album interessante e stile personalissimo.


Rockerilla

Si arriva alla fine con la gradevole voglia di rimettere daccapo il cd. CONSIGLIATISSIMO.


Rockol.it

L'album deve molto al blues, al folk ed alla canzone d'autore italiana, ed è il personale omaggio di Carmelo “a chi non fa quello che conviene fare ma quello che sa fare e che vuole fare: spesso pagandone le conseguenze a caro prezzo”.
Non manca spesso una vena noir nelle canzoni di Amenta, brani nei quali si sentono le influenze di artisti come Nick Cave o Fabrizio De André, ma anche del conterraneo Cesare Basile.



Rumore

Blues ciondolante, folk afoso, post rock spigoloso, tradizione, canzone popolare e teatro si mescolano a testi caustici e a un'attitudine anarchica. L'inquietudine sperimentale di alcune tracce si stempera nell'aria di deliziose ballate più immediate e musicalmente confortanti. La scrittura surreale e il tono struggente raccontano di cuori pieni e pance vuote, di un'umanità dolorante ma resistente, di strada, di intimità, empatia e partecipazione.


SentireAscoltare

Quello che resta impresso nell’ascoltatore è la ricerca di una formula che spazi tanto dai maestri di lunga data come il già citato Basile - oltre a De Andrè ed Edoardo Bennato - a spiriti affini come Nick Cave e Tom Waits, portatori di quel germe noir e cavernoso che ispira tutti i brani, rendendoli buoni esempi di un cantautorato ombroso e crepuscolare, polveroso e scarnificato. Il tutto unito a testi che sommano un’irriverenza lucida e beffarda (Due becchini da due soldi, Portate fiori non opere di bene) a storie d’amore e fallimento, cinismo e speranza (Ci troveranno svegli, Una canzone d’amore).


La Sicilia

Lo hanno paragonato a Nick Cave e Cesare Basile; lui incassa il complimento e va avanti per la sua strada. Ha un sogno chiamato musica per prendere a calci la realtà.


Il Giornale Di Sicilia

E' un disco d'amore che racconta i segreti del suo animo.


Radio Tweet Italia

Questo “Cuori e parole in piccole botti” conserva la caratteristica principe del buon vino: man mano che gli ascolti proseguono il gusto di ogni singola canzone aumenta.


dicono deI GATTI SE NE FANNO UN CAZZO DELLA TRIPPA--------

Blow Up:

Carmelo Amenta, torna a farsi poeta del disagio esistenziale e sociale, con un disco osato, verboso, mutevole e penetrante. Decisamente un talento da non perdere di vista in grado di spiccare per originalità, profondità, coraggio.



Clap Bands Magazine:

E’ tornato con un nuovo album: “I gatti se ne fanno un cazzo della trippa”. Attesa non vana per questo nuovo lavoro. Un album che vale, che è riuscito anche ad entrare nelle corde di chi non ascolta un certo genere ma che ha quell'intelligenza e quel buon gusto di capire quando ci si trova di fronte a qualcosa di non scontato.


Fuorilemura.com

il controverso artista aretuseo tenta di bissare il successo con un progetto insolito, dal sound mai banale e destinato ad un pubblico di veri intenditori. Sicuramente I gatti se ne fanno un cazzo della trippa non è un album destinato alla massa, tecnicamente diverso dalla produzione discografica italiana del momento e magicamente poetico nella sua complessità.


Il giornale di sicilia:

un sound crudo e diretto, un regno profondo e ammaccato.


Indiezone.it:

E’ spiazzante questo secondo disco di Carmelo Amenta,Il cantautore siracusano lascia da parte la sperimentazione degli esordi per focalizzarsi principalmente su un blues scuro e sofferente venato di jazz in più punti.


Internazionale:

Preferisce i croccantini questo tom waits siculo che registra a fiumedinisi, mastica amaro per partito preso ma ha un suo sense of humour: ama quel suono metallico delle ferraglie che sbattono e grattano, e sputa boli di bile blues

jam:

Un cantautorato che fa suoi il rock, il blues e il folk più ruvidi e scarni, che arriva dritto alle viscere con i suoi racconti sinceri e disarmanti, che ci consegna le visioni di una persona che va all'essenza delle cose e della vita rifiutando le inutili sovrastrutture, consegnandosi in modo totale. C'è molto in questo disco, che colpisce in primis per il titolo astruso, ma poi tiene incatenati per la capacità di comunicare alle passioni più scomode dell'ascoltatore, quelle che non si quietano mai e rimangono perennemente in balia di rabbie, vuoti e incomprensioni.


Kathodic.it:

Il suo cantautorato non è affatto convenzionale, ma sempre fuori le righe.la base è un blues che vira verso sonorità tanto care all’asse Vinicio Capossela-Tom Waits , ma senza mai scimmiottarli. Questi nomi valgono solo come punto di riferimento, dato che Amenta non ha debiti con nessuno, grazie ad una personalità forte.


Losthighways.it:

Un’ora di musica da ascoltare con attenzione per coglierne appieno la perspicacia del discorso che si evolve nei quindici brani. Una breccia in musica che non concede sconti al sistema che domina la vita di ognuno di noi con le sue contraddizioni messe a nudo in parole che pesano, nella pancia prima che sulla coscienza, nude e crude come sono.


Mescalina.it:

Con I gatti se ne fanno un cazzo della trippa Carmelo Amenta distorce il divertito pop-rock de L’erba cattiva (2010), sporcandolo di sfumature chitarrose e meditazioni esistenziali.I gatti se ne fanno un cazzo della trippa evidenzia la crescita auspicata rispetto agli esordi, centrando il bersaglio della ricerca di una personalità musicale più autonoma, sebbene in fieri.


E dopo l’ascolto...W i gatti!

Molecole:

Nick Cave a braccetto con Cesare Basile, il folk-blues caro a Mark Lanegan vira tra toni seppia e clima notturno. Il cantautore siciliano piazza un lotto di pezzi ben congegnati.

Music club:

Il siciliano Amenta torna con questo nuovo, maturo e profondo album che ruota attorno al concetto inutilità del superfluo.


Musicalnews.com:

È da tempo che parlo di nuova scuola siciliana, ormai la Consoli e Mario Venuti sono artisti che devono dar il passo a questi nuovi siciliani, che vivono in momento diverso, di crisi della musica, dell’economica e della cultura. Amenta, con questo disco ci dice che le cose si possono fare, si può realizzare ancora qualcosa. Bravo.


Ocanerarock:

Non le manda a dire, questo è certo, e si dimena con la voce distorta e rabbiosa in 10 brani aspri ma riflessivi.
Gli arpeggi passano da morbidi a scompigliati grazie all’alternarsi di chitarre acustiche ed elettriche, che aiutano a dare vigore e identità ad ogni singolo brano.
E’ un bel lavoro, un bel disco da ascoltare e spogliare parola dopo parola per arrivare a capire il perchè delle cose.


Onda alternativa:

L'album si colloca nello spazio cantautorale che si è formato all'interno della musica rock alternativa tra il vecchio blues e il folk, tra testi disincantati e ritmiche da atmosfere fumose, con le chitarre che lavorano il suono rock facendoci compiere continui salti dal passato al presente e viceversa. In questo Carmelo si presenta come il cantastorie un po' cinico, un po' disfattista, controcorrente.


Onda rock:

Il cantautore siculo Carmelo Amenta segna, con "I gatti se ne fanno un cazzo della trippa" (seguito de "L'erba cattiva"), un nuovo punto d'avanguardia nel suo canzoniere, per lasciarsi alle spalle macchiette e folklore e dedicarsi al fondo nero della realtà.
Rockerilla:

una pioggia di suoni rock, folk e blues si scaglia su un vortice di sensazioni contrastanti e atmosfere sinistre: rabbia, solitudine, passione e disincanto percorrono veementi il secondo album di Carmelo Amenta, un lavoro di grande impasse emotiva in cui la voce di carta di vetro dell'artista siracusano incontra una prosa vicina al cantautorato “caposseliano”.


Rumore:

Se davvero un disco ben comincia dalla sua copertina non si può certo rimproverare alcunché al buon Carmelo Amenta, che in perfetta sincronia col tronco di legno in decomposizione ritratto su di essa, corroso dal tempo e dalla salsedine, si fa interprete di un cantautorato scarnificato e scarnificante, dall'approccio verista.


Sentireascoltare:

Musica ombrosa e scarnificata: in una parola, blues.


Shiverwebzine:

Carmelo Amenta cantautore di Siracusa, qui con i Los Carmelos Traballeros in I gatti se ne fanno un cazzo della trippa, disco di dieci tracce comprensive di un Ep di cinque pezzi (Non dimenticare di abbeverare le piante Ep), si palesa con tutta la stravaganza poetica possibile, con quella sensibilità estremamente “pericolosa” da prenderla per i capelli e guardarla negli occhi, una stupenda rincorsa incontrollabile in cui pop, cantautorato psicotico, blues da fondo di fiasco vuoto e piccole fisicità folk tra apparenze Caposseliane e ancor più lontani soffi di un Bennato tra le nuvole.



Toylet.it

Graffiante, cinico, disincantato e nel contempo riflessivo. Così si presenta il siracusano Carmelo Amenta nel suo secondo album I gatti se ne fanno un cazzo della trippa (Seahorse Recordings – 24 maggio 2012): un sound folk che si dimena tra il blues e il bebop più classici e dissonanti. Un continuo alternarsi di sfuriate sboccate e riflessioni intense registrate senza troppi merletti e abbellimenti in un album che fa dell’essenzialità la sua bellezza. Perchè oggiAggiungi un appuntamento per oggi del superfluo non se ne fa un cazzo nessuno, nemmeno i gatti. Figuriamoci una tigre in gabbia come questa.


Velvetgoldmine:

un disco complesso ma molto interessante; il cantautorato classico si avvicina al rock e al blues sabbioso, simile a quello di Cesare Basile ma non troppo distante dal miglior Edoardo Bennato.


Xl REPUBBLICA:

La Sicilia irradia continuamente nuovi talenti. Altro esempio il siracusano Amenta. Che e' un sole che brucia. Cerca conforto tra sonagli sferraglianti, accordi dissonanti e arrangiamenti dal forte sapore Paris-Texas(lo spettacolo/frammenti).



YEZINE:

Carmelo Amenta e i suoi Los Carmelos Traballeros incidono un disco denso di contenuto, emozione, qualità e sudore. Le dieci canzoni dell'album, calde e intense, sono in grado di conquistare facilmente grazie alle piacevoli melodie e ai testi mai banali. Un disco che, incrociando alternative rock, blues e tradizione cantautorale, attira l'attenzione e convince; un cantautore che merita fiducia.



dicono delL'ERBA CATTIVA----------


INDIE ZONE.IT:

10 brani che alternano con sapienza atmosfere molto diverse, intrise di chitarre elettriche, ma che sfumano spesso e volentieri negli ambiti piu' disparati.-----
RADIO RADICCHIO.IT:

l'erba cattiva non e' mai stata tanto buona.-----


ALONE MUSIC WEBZINE:

carmelo amenta ha composto davvero un bel disco.-----


ASAP FANZINE:

autore originale nei testi e nelle musiche: carmelo sa scegliere le essenze giuste per comporre un equilibrato bouquet sonoro.-----


SOUND MAGAZINE:

molto introspettivo e sperimentalista......mai noioso e sempre sorprendente.------


A6 FANZINE:

un album che scorre sorprendente, tra una ballad e l'irriverenza dei testi. carmelo amenta si trasforma in magistrale maestro d'orchestra ironico e istrionico.-----


DREAM MAGAZINE:

un album deciso e voluto, da ascoltare nel buio della notte, immaginando di sentirsi attraversare da un caledoscopio di suoni e emozioni.-----


EXTRA:

il cd cresce pian piano,fino a trasmetterti la voglia di non toglierlo piu' dal lettore e di schiacciare ancora play.------



DEGNI DI NOTA:L'UNDERGROUND SOTTO I RIFLETTORI:

un disco spigliato,gradevolissimo nelle sue spunte acidule, eterogeneo e spinto nella ricerca di inventare, costruire, smontare e cercare nuove atmosfere.------

LOST HIGHWAY.IT:

l'erba cattiva e' un album molto vario, che non stanca. carmelo amenta si presenta come un artista davvero interessante, da non perdere d'occhio.-----


LA SCENA:

un lavoro interessante che merita ampiamente.-----


SENTIREASCOLTARE:

un campionario di suoni in bilico tra canzone d'autore, blues e rock!,------


NERDSATTACK:

una sorta di decadenza d'annata, storicizzabile, inscritta grosso modo entro i limiti di una rabbia spesso codificata, nondimeno fascinosamente malinconica. Si rock, anche folk!,-------


MESCALINA.IT:
un disco di gradevole pop rock decisamente istrionico,-----------


BEATBOPALULA:

L'erba cattiva di Amenta è un richiamo di qualità e di un'impressionante giocoleria di parole, concetti e funambolismi che si lasciano contagiare dalla basilarità di un jazz guascone e canagliesco. È musica per menti aperte!,



SALTINARIA.IT:

L'erba cattiva", la sua ultima fatica, è il bugiardino della verità, l'elogio al duro cammino del sogno, "la marcia nuziale" di un modo di fare spesso accantonato perché troppo scomodo o, meglio, troppo reale.,


ROCKERILLA:

il filo rosso che lega tutto e' la cura con cui la sua opera prima e' stata realizzata. la registrazione, il missaggio e il mastering di salvo minnella, le performance della band che lo accompagna-lui stesso e' un ottimo chitarrista- testimoniano una notevole padronanza del "fare musica".


L'ISOLA CHE NON C'ERA:

Non so se sono riuscito a dare un minimo d'idea di cosa sia L'erba cattiva, ma non era impresa facile, è un disco in cui c'è il coraggio di sperimentare,


AUDIODROME.IT

c'è una tendenza alla melodia marcia che non ha pietà di nessuno e che dona un tocco di classe ad ogni pezzo.,


ONDA ROCK:

Amenta colpisce per il suo uso conciso ma anche espressionista della forma canzone, che spesso sconfina in epitaffi a cappella ("La stessa storia", "Hombre"), come se i tardi Csi barattassero gli intenti mistici con la nevrosi urbana.,


JESUSMILE FANZINE:

Il cantautorato di Carmelo Amenta è elegante, morbido nelle linee, a tratti grintoso negli arrangiamenti chitarristici. Il linguaggio è personale, vivace, capace di raccontare con precisione e gusto ermetico un microcosmo privato, ingegnoso nel dribblare elegantemente i luoghi comuni e il frasario impacciato di anni e anni di italiche canzonette su infelici e cuori spezzati ROCK REVOLUTION:

Ogni brano è pervaso da un eterogeneità che spiazza l'ascoltatore, quasi incredulo davanti ai cambi improvvisi di dinamiche e di stile che lo caratterizzano, anche se tutti sapientemente accomunati dallo stesso filo conduttore: l'amore per la sperimentazione e la buona forma,

ROCKIT:

Amenta è un artista che sa bene quello che fa. Non perdiamolo d'occhio.,