TESTO
In un mondo lontano anni luce da qua
Una nuvola soffice e chiara
Che cercava riparo la sera
Troppo gonfia di acqua per percorrere tanta strada
Si fermò sopra ad una montagna
Arida e sola in mezzo alla campagna
La montagna traeva sollievo dall’umidità della nuvola
Restituendo dai suoi fianchi l’aria
Che giunta mattina le avrebbe ridato la vita
Per correre ed anzi per percorrere quella pianura
Ed in questa perpetua manovra
Tracciare una rotta ben delineata
Sapeva di casa
La nuvola per la montagna
E così viceversa
Ci furono notti in cui la nuvola un po’ troppo stanca
Non aveva per il monte più acqua
Non voleva annaffiarne la terra
E se ne allontanava, ma se pur lontana
Sapeva che il monte era sempre un po’ casa
E restare da sola l’avrebbe cullata e guarita
Anche se la montagna soffriva
D’altro canto ci furono sere in cui il monte gridava
La sua aridità era profonda e oramai radicata
Spremeva la nuvola fino alla sua anima
E lei impoverita una volta per poco
Non era per sempre del tutto sparita
(Ad ogni modo
Nessuno faceva più danni del bene che portasse
Al netto del dolore, delle notti nere e delle sofferenze
C’era sempre questa forma di reciproca utilità
Questa sorta di filo invisibile
La montagna scrutava l’orizzonte ogni sera
Nell’attesa che la nuvola
Fosse abbastanza vicina da poterla scorgere
E così faceva la nuvola
Mentre cercava un riparo in quella piana sconfinata)
Un giorno però la nuvola si vestì nera
Di odio e di cattiveria
Perché aveva visto una splendida terra
In cui c’erano grandi montagne imponenti
Protratte per miglia e coperte di nebbia
E pensando al suo monte diceva
"Che brutto riparo che ho avuto ogni sera"
La nuvola senza pensarci
Scagliò sul monte fulmini e lampi
Il monte ferito provò
A difendersi soltanto un po’
Alla fine si arrese stremato e bruciò
Nessuno soccombe davvero
Né il monte bruciato più arido e nero
Neppure la nuvola piena che non
Sa ancora se la nuova nebbia sia smog
Quello che si perde in mezzo alla campagna
È il filo che univa nuvola e montagna
E se mai la nuvola scoprirà che
Il nuovo mondo è più triste delle cose perse
Il monte non potrai mai più perdonare
Quel gesto crudele fatto per far male
Dettato dall’odio, dall’umiliazione
Lasciando morire per sempre qualcosa
Di immenso valore
Perché una casa è per sempre ma muore
Nel momento in cui non può più tornare il sole
DESCRIZIONE
Qualsiasi vissuto si porta via qualcosa, al contempo offre delle piccole risorse che forse
un giorno si riveleranno fondamentali. Avevo bisogno di strapparmi da dentro questa storia,
di condensarla in un’entità che ne fosse immediatamente esplicativa. Sono scivolato
in maniera pressoché automatica verso la primordiale forma di racconto umano, quella
che nei primi anni di vita accompagna la maggior parte delle persone: la favola.
Penso che la morale di questo racconto sia la seguente: anche ciò che sembrerebbe più
indistruttibile in realtà si può rompere, ma la perdita di un pezzo, per quanto importante
esso sia, non determina la dipartita del tutto. La montagna non ha davvero bisogno della
nuvola per esistere, lì, in mezzo alla sua pianura, ma non lo capisce tanto rapidamente
quanto la sua, ormai vecchia, compagna. In fin dei conti non avrebbe molto senso
chiedersi chi, tra i due elementi, sia uscito meglio da questa storia, quanto prendere
atto che, sorprendentemente (ma nemmeno troppo), entrambi perseverano nelle loro
rispettive esistenze, prendendo nuovamente, com’era in origine, due strade indipendenti
e divergenti.
CREDITS
Claudio Sirigu
ALBUM E INFORMAZIONI
La canzone La storia della nuvola e della montagna si trova nell'album Piccole Risorse uscito nel 2026 per the orchard, Otherside.
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L'articolo Claudio Sirigu - La storia della nuvola e della montagna testo lyric di Claudio Sirigu è apparso su Rockit.it il 2026-01-06 01:20:01
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