I Cranimo nascono in un modo tanto semplice e imprevisto quanto scontato. Giuseppe “Nipo” Sirianni e Rubens “Rebus” Piacente si incontrano nel 1996 durante una serata in un locale calabrese, esattamente nel retro fumoso di un palco, come ogni buona storia di questo genere richiede. I due trovano subito un certo feeling, una qual somiglianza e vicinanza mentale oltre che musicale, che non perdono tempo a mettere nero su bianco. Nasce infatti quasi immediatamente “Frastuono”, un EP fatto di sperimentazioni, che dà anche il via a qualche apparizione in locali e interessanti concerti. È un periodo di tentativi musicali, studi e presa di coscienza di sé che porta anche al fortunato incontro con Antonio “Jazevedo” Paola. È il biennio 98-99, in cui forte si fa l’influenza dell’Industrial Death Metal sperimentale e la lingua inglese è il mezzo di comunicazione. Il risultato è ora l’EP “Damnard”, la cui traccia “Circle of Fire” tornerà presente, rivisitata, nell’ultimo album, “Perturbante”, del 2013. Fin qui gli interessi musicali dei futuri Cranimo sono abbastanza definiti e coerenti ascoltando gli immancabili Sepultura, Korn, Soulfly, oltre che i classici gruppi metal. Più tardi, nel 2000-2001, affiora il bisogno di una svolta, cui partecipa il giovane nuovo membro del gruppo, Danilo “Das” Sirianni. Simbolo di questa evoluzione è il passaggio all’attuale nome, Cranimo per l’appunto. Queste novità non sono certo fini a se stesse, ma scaturiscono da un rinnovamento di più largo respiro: è un momento di fertile sperimentazione che porta i Cranimo a toccare vari generi musicali e alla stesura dei testi in lingua italiana. Ampliano il loro orizzonte e ascoltano adesso, traendone proficui insegnamenti, rinnovate energie e creazioni originali e interessanti (a detta di svariati critici musicali), i vari Fear Factory, Machine Head, Rage Against The Machine, Ill Nino, Slipknot, Prodigy e poi tutta la corrente dub e dubstep. Degno risultato di questo periodo sarà “Cranimo”, omonimo album, di inclinazione nu metal con tracce industrial. È un lavoro fortemente contaminato, che rende conto della grande sperimentazione, ricerca e maturazione che coinvolge il gruppo. Note rockeggianti animano i brani, assolutamente innovativi, d’impatto e di spicco nel panorama italiano di questo genere musicale.
I Cranimo s’impongono sulla scena e comincia un ricco periodo di apparizioni in tv locali, live in giro per locali in Calabria e anche al di fuori del ristretto contesto regionale.
A sentire i Cranimo parlare di questo periodo di intensa attività si rimane affascinati ed entusiasti: quando raccontano dei loro inizi e di quanto pesante sia stato il loro lavoro per poter portare il loro caratteristico sound dal vivo si capisce subito che sin dall’inizio il loro era un interesse per la musica fine a se stesso, senza condizionamenti mentali e velleità economiche. Chili e chili di materiale strumentistico, casse, amplificatori, strumenti e quant’altro portano impressi i loro sforzi e i loro sudori. Caricare e scaricare l’attrezzatura da furgoni alche 5-6 volte in un solo giorno e a qualunque ora si rendesse necessario, cercare mezzi di fortuna in prestito per portare il necessario da un posto all’altro, trasformare le auto in mezzi da pseudo-trasloco, tutto questo denota quanto il solo poter suonare fosse l’obiettivo gratificante di tanto impegno, senza mai poter perdere di vista vita “reale”, fatta di lavoro, studio, impegni quotidiani, che era comunque da vivere e portare avanti; la musica non era, perché non poteva esserlo, allora come ora, l’unica attività in cui occupare la giornata con profitto.
Tali sforzi durano all’incirca per tutto il quinquennio 2002-2007, ma vedono i Cranimo protagonisti di bei risultati. Nel 2005 sono infatti finalisti di “Rock targato Italia” e nel 2006 Lady Music Records decide di supportarli nella distribuzione e nelle operazioni di lancio: i Cranimo possono ora produrre l’album omonimo (2007), che riscuote grande successo di pubblico, notevole successo di vendite e svariate recensioni positive. Tutta l’estate 2007 dura ancora il sodalizio fra i 4 e l’attività concertistica è corposa e prende forma in un vero e proprio tour supportato dalla casa discografica.
Sul finire del 2007 vari problemi personali portano a un allontanamento dei membri e ad una temporanea sospensione, purtroppo prolungata, dell’attività musicale del gruppo.
Jazevedo e Das intraprendono nuovi percorsi di partecipazione con altri gruppi musicali, Nipo si dedica alla pittura ed espone in varie gallerie locali suscitando interesse e diversi apprezzamenti. Rebus si dedica alla sua principale attività professionale e continua intanto in solitaria le sue sperimentazioni musicali che lo porteranno poi a fondare la Rumodak Records nel 2013.
Del 2010 è il video sperimentale “S.E.I.”, che tratta di un amore impossibile a qualunque costo, avvolto da un’atmosfera impalpabile quanto avvincente. Anche questo brano farà poi parte dell’ultima fatica del gruppo. “Perturbante”, del 2013, che raccoglie un totale di 12 tracce, tra rivisitazioni di precedenti brani e nuove sperimentazioni portate avanti del “creatore di suoni” Rebus. Simbolo di questo album è la copertina, a firma di Alberto Celano, che ben rappresenta l’uscita da un lungo periodo di inattività verso una nuova luminosa rinascita ma senza mai dimenticare il passato e anzi cercando di trarne il massimo insegnamento non solo dal punto di vista artistico ma anche da quello puramente umano. Quest’ultimo lavoro è più allucinato, industrial, e tale aspetto prende decisamente il sopravvento. Il brano “Perturbante” vede la commistione di classicità, con l'utilizzo del pianoforte nella overture e suoni elettronici sintetici che creano, appunto, questo effetto perturbante, che arriva fino al profondo dell’anima di chi ascolti con lo spirito giusto, e proprio a tale sensazione è ispirato il video, pubblicato nel mese di settembre 2013.
Il video di “Benzodiazepine”, pubblicato a fine settembre 2013, vede infine Rebus nei panni del videomaker e pure dell’attore assieme al cantante Nipo in un allucinante scambio di ruoli, mentre fulminee apparizioni degli altri due membri completano il quadro. È un video interamente home made che dimostra quanto i Cranimo abbiano ancora da esprimere e quanto creatività e versatilità siano un tutt’uno con la loro arte. A questo aspetto, del video autoprodotto, si lega un fatto che contraddistingue la natura liberistica dei Cranimo rispetto alla fruibilità libera e immediata delle proprie creazioni. Tutti i brani e le opere multimediali dei Cranimo, infatti, sono disponibili online e scaricabili gratuitamente. Ciò attesta il già ricordato interesse per la musica e l’arte tutta fine a se stessa, non oscurato da alcun fine economico. È anche per questo che i nostri, dal ritorno sulle scene, non hanno profuso alcun impegno nella promozione dell’album e in concerti. Questi arriveranno comunque presto perché per i musicisti la musica senza live è come un chirurgo senza bisturi.
Quello che allora, in attesa delle esibizioni, serve per ascoltare i Cranimo è un computer, una connessione internet, delle buone casse e tanto volume.