“FORSE IN UN’ALTRA VITA” DISCO D’ESORDIO PER I CRISTEIRUBIN Dopo il singolo ed il video apripista “Un ricordo lontano” che ha riscosso molto successo ed incuriosito gli addetti ai lavori, esce l’attesissimo album della navigata rock band ligure. "Forse in un’altra vita" (Novunque/Self) è un esordio (che proprio un esordio non è) al fulmicotone! Trame di cantautorato e ordito di elettronica. Ricami rock su tele pop. Questo è il tessuto cucito da CRISTEIRUBIN Caratterizzata da un sound molto vicino a un certo pop fascinoso inglese la band ligure sa graffiare e affascinare, mantenendo sempre un’accezione evocativa e onirica. Un mix tra pop d’oltremanica e poesia italiana, molto interessante e portato avanti in maniera obliqua usando tonalità pastello piuttosto che le tinte forti; un sound che si sviluppa in maniera molto personale e originale e che si inserisce in quel filone di rock pop sofisticato . Dalle timbriche più rock all’anima più acustica,dalla voce pulita ai picchi di disperazione ed emozione i Cristeirubin si presentano così con una manciata di belle canzoni, un intimismo maturo e una purezza contagiosa. Un ricordo lontano _ descrive la sensazione che si prova quando una persona che ogni volta che dovrebbe esserci non c’è. Galleggiare _ un viaggio interiore di chi va alla ricerca della consapevolezza; però, a volte, nella frenesia dei ritmi che si conducono, ci si distacca dalla propria personalità. Stop _ il bel tepore che invade quando tutto fila liscio e ogni istante è cosi importante e reale che lo si dovrebbe fermare per sempre. Come un film _ hai perso la testa e anche chi ti è vicino fa fatica a crederti. Tutto qui _ è un modo di trasporre noi stessi e la nostra vita, in fondo ci vede come individui tutti uguali, con il solo scopo di accettarsi, imparare dagli altri e con l’unico intento di essere veri. Comédiè à tiroirs _ strascichi di una situazione sentimentale tale da trasformarsi in una “commedia a puntate”. epilogo liberatorio. Poco ed è mattino _ hai visto quello che non esiste, hai sentito quello che gli altri non sentono, hai provato a comunicarlo e alla fine neanche quello che ti hanno dato ti ha alleviato i pensieri. ora vivi in una dualità senza fine , latente il dubbio che tutto sia vero. Hey!hey!hey! _ tutto si può fare, inventare e costruire ma con chiunque lo vuoi fare devi ascoltare. Nove tentativi _ una canzone che parla degli ostacoli della mente, a volte invalicabili. A volte invece al “nono tentativo” si scopre di aver un meccanismo in più che ti permette di capire che si può andare oltre. I’ve never been _ ci sono cose che nella vita ti cambiano per sempre .è come ripartire per una nuova strada ma allo stesso tempo devi essere ammesso a quel nuovo percorso. www.myspace.com/cristeirubin CRISTEIRUBIN è un progetto nato da Cristiano Gianni, ex cantante degli ZERO band che tra il 1997 e il 2002 ha appassionato la critica del settore musicale. Vincitori di (Rock targato Italia, edizione 1998 - Ritmi globali, 1998 – Versus, 1999). In quegli anni gli ZERO hanno avuto modo di collaborare con diversi musicisti e produttori, partecipando a compilation e tenendo numerosi live nei più noti locali e festival d' Italia. Cristiano ha continuato a portare avanti un suo progetto personale ricercando nuove sonorità e una forma più propria. In questo progetto ritrova la collaborazione di una parte degli ZERO decidendo cosi di entrare in studio ed ecco il disco d’esordio "FORSE IN UN ALTRA VITA", NOVUNQUE / SELF I CRISTEIRUBIN SONO DISPONIBILI PER INTERVISTE e CONCERTI Ufficio Stampa ||| L’AltopArlAnte www.laltoparlante.it info@laltoparlante.it 348.3650978 PRIME RECENSIONI 09/09/2009) - ©2002 - 2009 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati Vicini a un certo pop inglese ed al più sofisticato indie-rock italiano,dagli Afterhours agli Scisma passando per le più fresche ed immediate cifre dai Perturbazione ai Negramaroper Forse in un’Altra Vita i Cristeirubin non disdegnano né melodia né ritmo mantenendo ben salde quelle personalità che già graffiavano al tempo degli ZERO e che qui acquistano ancor più originalità per sonorità ed arrangiamenti. Ma l’effetto non si misura per paragoni e la consapevolezza di un efficace codice stilistico e l’energia di un risultato trasmesso li si misura con le orecchie tese e il disco in stereo insomma le tentazioni ed i numeri le fanno le tracce. Ci sono le chiaro-scure, sentite e profonde crescite di Un Ricordo Lontano, i perduti e coscienti smarrimenti di Galleggiare o i tepori e i colori di Stop e tutto fila liscio, lo dicono gli svolgimenti di Come un Film oltre gli echi d’intro di Tutto Qui, sino alle situazioni a due per fisarmonica e corde di Comédiè a Tiroirs o nelle lacrime d’arpeggi di Poco ed è Mattino. Dalle timbriche più rock all’anima più acustica,dalla voce pulita ai picchi di disperazione ed emozione i Cristeirubin si presentano così con una manciata di belle canzoni, un intimismo maturo e una purezza contagiosa. La musica dei Cristeirubin si distingue per qualità. Manca forse una canzone che emerga di molto sulle altre, tuttavia l’album è interessante e messo insieme come si deve. Non c’è ripetitività ma dei testi intelligenti. Tra le canzoni migliori segnalo “Un ricordo lontano”, “Galleggiare” e “Comédiè à tiroirs”. Cristiano Gianni con Guido Parma (chitarra), Guido Zanone (basso) e Federico Lagomarsino (batteria) sono i Cristeirubin. Alcuni nomi li sentirete certamente familiari , qualcuno si ricorderà degli ZERO band che tra il 1997 e il 2002 ha raccolto notevole consenso di critica e pubblico e che a oggi tornano sulle scene con un progetto e alcuni nuovi componenti dopo il singolo ed il video apripista di ”Un Ricordo Lontano”. AUDIODROME Dalle ceneri degli Zero, Cristiano Gianni mette su i Cristeirubin tra il 2002 ed oggi, riuscendo finalmente a pubblicare il disco d’esordio per la neonata Volume! in collaborazione con Novunque. Accompagnato da una parte degli Zero stessi, in Forse In Un’Altra Vita si concentrano e convergono correnti rock e pop di pari passo a una musicalità tutta giocata sul songwriting. “Un Ricordo Lontano” ricorda in qualche modo gli Afterhours di Germi, virati pop secondo ricetta Perturbazione (quest’ultimi soprattutto in “Stop”), mistura che si ritrova ancora diluita nel corso di tutta la scaletta. In “Galleggiare” come in “Hey!Hey!Hey!” si fanno vive anche tracce di Marlene Kuntz e U2, ma, fortunatamente, di fondo si nota una certa “personalità Cristeirubin”, che, anche se incapace di imporsi nettamente, guida la scrittura verso lidi qualitativi di tutto rispetto. Conferma di ciò si ha nella mesta ma seducente “Come Un Film”, nella malinconia nichilista di “Tutto Qui”, nella caustica ed elaboratamente acustica “Comédiè A Tiroirs”, una sorta di versione indie di un mix di Vasco e Battisti (!). Si discosta decisamente dal resto, e pare un po’ un corpo estraneo, in effetti, l’inclinazione dance di “I’ve Never Been”, mentre è una splendida torch song (con finale tra classic rock e simil-psichedelia) “Poco Ed È Mattino”, sicuramente il pezzo più riuscito di tutto il disco. A cura di: Giampaolo Cristofaro [giampaolo.cristofaro@audiodrome.it] ROCK SHOCK Opera prima per i Cristeirubin che tanto prima non è. Il progetto nasce dalle ceneri degli ZERO, band genovese che tra il ’96 e il 2002 ha potuto stringere la mano (e dividere il palco) a gente del calibro di Scisma, Prozac+, Mao ecc. Nei sette anni trascorsi dallo scioglimento della band Cristiano Gianni non è stato (solo) a guardare le stelle, ma ha buttato giù le idee per la nascita di Forse in un’altra vita e ha messo su anche un ottima band pescando ancora dagli ZERO e da altre realtà liguri. Si apre il sipario con le sonorità indie-rock del singolo Un ricordo lontano e Galleggiare che fanno ben sperare. Morbide chitarre si accarezzano e si intrecciano sapientemente per fare da supporto ad un cantato mai strillato che ben addomestica un groove a tratti sostenuto. Nella seconda parte del disco i ritmi si abbassano e ci si affaccia ad un Pop a tratti spensierato, con uno sguardo oltremanica, ma caratterizzato comunque da sonorità interessanti e arrangiamenti assolutamente non banali. Si passa oltre, traccia 6 Comédiè à tiroirs, la bocca si socchiude per la piacevole sorpresa… Fisarmonica e chitarra acustica si intrecciano in maniera sublime per un pezzo morbido e dolce che manda a sbattere i pensieri in qualche campagna francese e quasi si riesce a sentire l’odore di Sauvignon. Nel finale del disco c’è spazio anche per un po’ di sano rock con Hey! Hey! Hey! e addirittura per un po’ di elettronica con 9 tentativi per te e soprattutto con I’ve never been che si discosta dal resto del disco anche per la scelta dell’inglese, ma soprattutto per l’approdo in quella terra di mezzo che è l’electro-rock in compagnia di gruppi come i nostrani Motel Connection. C’è il rock, c’è il pop d’autore, c’è l’acustico, c’è l’elettronica, tante chitarre e buoni sentimenti quindi…game-set-partita? LOST HIGWAY Trame di cantautorato e ordito di elettronica. Ricami rock su tele pop. Questo è il tessuto cucito dai Cristeirubin, quartetto ligure che si presenta alla scena indie con questo primo disco, Forse in un’altra vita. Sorti dalle ceneri dei precedenti Zero, confezionano un lavoro tanto misurato quanto vario, come a dover vestire un pubblico quanto mai vasto. Ispirazioni di ogni genere e movimento si alternano per tutto l’ascolto con richiami anche piuttosto evidenti, senza esclusioni di matrice più esterofila. Dalle melodie dolci e raffinate dei Perturbazione ai graffi ispirati degli Afterhours, dal pop delle band più recenti agli strascichi dell’ultimo Vasco. Ad un inizio morigerato e affascinante segue una seconda metà del disco più sfacciata ma meno convincente. Buono l’elemento lirico, essenziale e onirico, nonostante il cantato non sia sempre in grado di rappresentarlo al meglio, specie negli istanti meno convenzionali. Tracce come Galleggiare, Stop e il primo singolo estratto Un ricordo lontano sono spunti notevoli, necessari ma non sufficienti a far spiccare il disco per particolarità. Ciò non toglie merito ad una prova musicale di buona qualità seppur non troppo originale. Un gruppo da seguire nella propria evoluzione, aspettando un lavoro più corale e meno dispersivo. IL CORRIERE MERCANTILE il quartetto ligure si inserisce in quel filone di rock pop sofisticato che prende le sue mosse da personaggi come Afterhours e scisma in primis.sul loro my space ci sono queste parole per definire le loro coordinate del loro progetto artistico e come biglietto da visita è abbastanza veritiero.I cristeirubin si infilano nell'ampio solco del rock-pop nostrano e con "FORSE IN UN ALTRA VITA" dimostrano di possedere una discreta proprietà di linguaggio,riuscendo a sfornare canzoni che concedono il giusto spazio alla sostanza e alla melodia evitando cosi di risultare noiosi e banali il disco del gruppo mette in evidenza diversi potenziali singoli come "galleggiare" Tutto qui" e "poco ed è mattino" . Molto carina la conclusiva "I' ve never been ",che omaggia la drum'n'bass anni 90.Cristeirubin – Forse in un’altra vita – Novunque/Self Recensione di Andrea Turetta E’ assai difficile trovare una band che riesca a cambiare le regole del gioco ed apportare dei cambiamenti epocali, tuttavia non mancano dei gruppi che cercano di dare alla luce un prodotto gradevole e con in aggiunta, un po’ di originalità. Tra questi ultimi segnalo “Forse in un’altra vita”, opera prima dei Cristeirubin. Dall’ascolto dei dieci brani, sembra di capire che il gruppo abbia già in testa una propria direzione musicale ed è incoraggiante vedere che ci sono degli artisti capaci di puntare alla buona qualità più che all’immediato successo.