Nel Marzo del 2008 Valerio Casanova, Armando Lo Savio e Ettore Mariano decidono di fondare il progetto "Dama del Lago". Tale progetto nasce dall'esigenza dei tre, reduci dall'esperienza con i MayDay, di suonare un tipo di musica diversa, più libera dalla forma canzone con un sound più morbido. Per far ciò si affidano alla voce di Gabriele Palmieri e alle tastiere di Antonio di Lullo (Knife|Edge). Partono con delle cover di alcuni gruppi inglesi degli anni '70 con il fine di cominciare a formare un repertorio ed aumentare l'affinità tra i vari componenti. Con questa formazione la Dama partecipa al concorso SfidARTI, piazzandosi al secondo posto. Durante l'estate il gruppo non è attivo per vari motivi personali dei componenti aggiunti ad un'incertezza di intenti. Ma nel Novembre del 2008 il gruppo torna a provare, senza Gabriele, un po' lontano dal genere prefissato, e con un nuovo componente, Giulio Verazzo, che ora condivide con Valerio il doppio ruolo di voce e chitarra. Con questa nuova formazione il gruppo crea e perfeziona i primi brani inediti, cominciando a collezionare qualche serata in diversi locali della zona. A Febbraio Ettore lascia il gruppo per motivi personali e la band si mette alla ricerca di un nuovo batterista. Dopo una breve ricerca Martino Impemba entra a far parte della band come nuovo batterista. L'anno successivo vede la band impegnata in alcuni festival della provincia come il festival delle cattive abitudini, nel quale la Dama del Lago vince il premio della critica. A marzo 2010 la band comincia la registrazione del suo primo EP presso gli studi di Spaziomusica, a Pomigliano d'Arco. A Luglio esce Echi d'acqua, primo lavoro della band. Un disco di cinque pezzi abbastanza eterogenei, ma tutti accomunati dall'elemento comune dell'acqua, da sempre considerato dai cinque componenti principio affine alla propria musica. La prima volta in studio di registrazione è un'esperienza importantissima per il gruppo che ne esce fortificato nella coesione, nei suoni e negli intenti. L'obiettivo presente è quello di promuovere il nuovo EP proponendo i brani contenuti in esso, ed altri brani inediti, sempre più oltre i confini provvisoriamente raggiunti. La Dama del Lago punta ad una musica capace di creare atmosfere, stimolare la mente e quindi richiamare declinazioni dell'animo. Una musica di certo lontana dagli standard attuali, ancorati al culto dell'immagine, e vicina, invece, all'immaginazione dello spettatore, per stabilire un contatto diretto, un'improvvisa sinergia, tra le menti delle persone sul palco e quelle degli ascoltatori. Una musica in grado di rimescolare le carte della realtà, con lo scopo di lasciare al fruitore l'impareggiabile piacere di ricomporla, a suo modo. Una "musica immaginifica", definizione cara alla Premiata Forneria Marconi, che prende a piene mani dal progressive degli anni '70, per tornare nel presente ed arricchirsi con tutto il bagaglio musicale e artistico di ognuno dei cinque componenti del gruppo, raggiungendo sonorità e dinamiche simili a quelle di alcuni gruppi alternative ed alla scena post rock. La Dama del Lago come entità sacrale, spirituale, sacerdotessa dell'acqua, evocativa figura del ciclo bretone, custode dei segreti di Avalon.